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Intervista a Edoardo Sylos Labini

Edoardo Sylos Labini si racconta a Lifestyleblog.it. Ecco l’intervista.

Perché hai deciso di scendere in campo per la cultura, con una conferenza stampa insieme a Silvio Berlusconi?ì
Sono riuscito a fare quello che per molti decenni non ha fatto alcun partito politico italiano: una conferenza stampa con uno dei leader più importanti di tutto il mondo, non solo in Italia, Silvio Berlusconi, parlando di cultura nel nostro Paese. La mia discesa in politica è per dare voce al settore artistico culturale, cosa che fino ad oggi non ha fatto nessuno. La politica ha chiesto militanza ad artisti, in cambio di poltrone (programmi televisivi, presentazioni a Festival di Sanremo, passerelle al concerto del 1 maggio, etc.) ma in realtà non ha mai fatto una strategia culturale per rilanciare questo settore che, nel nostro Paese, malgrado la crisi, produce 80,8 miliardi del PIL Nazionale, dando lavoro a circa 2 milioni di persone. Il patrimonio artistico culturale italiano può essere un volano per il rilancio dell’economia nazionale.

Ho letto che hai diviso il dipartimento Cultura di Forza Italia in vari settori: teatro, danza, cinema, musica, letteratura, beni culturali, marketing ed economia della cultura. Ma quali sono le linee guida di questa innovativa struttura politica?
Innanzitutto detassare la cultura. Tutte quelle aziende che investiranno i propri utili nella cultura in Italia saranno detassate al 100 % dell’investimento fatto. I famosi Tax Shelter. In più sarebbe necessario che i comuni che possono vivere grazie alla bellezza delle opere artistiche del proprio territorio siano liberi di spendere quei soldi con una deroga al patto di stabilità. Poi, è necessaria una “separazione delle carriere”: lo Stato tutela e valorizza i beni culturali, ma il privato può gestirli. Ed infine, educare alla bellezza: insegnare fin dalle scuole primarie la storia dell’arte, il teatro, la storia della musica, l’immenso patrimonio artistico culturale di quella che ci rende la Nazione più bella del mondo.

Quale sarà il ruolo del Giornale Off?
ilgiornaleoff.it è nato sei mesi fa per dare voce a tutti quegli artisti italiani che nessuno racconta. A quelle migliaia di musicisti, pittori, registi, scrittori che operano nell’anonimato ma che sono la vera risorsa del settore. Dalle pagine de ilgiornaleoff.it lanciamo dibattiti culturali, e cavalchiamo battaglie sacrosante per il rilancio dell’arte e della cultura in Italia. E poi intervistiamo i grandi personaggi dello spettacolo italiano che ci raccontano come hanno cominciato, un grande insegnamento per chi intraprende la carriera artistica.

Malgrado ilgiornaleoff.it sia nato da pochi mesi sta già riscuotendo un grande successo, ti chiedo quali sono i segreti da direttore di questo magazine?
Il vero segreto è dare spazio a chi se lo merita, e non a chi è più commerciale. C’è tanta passione e qualità, due componenti dalle quali ripartire in ogni campo nel nostro Paese. Ogni giorni ci scrivono decine di lettori che ci ringraziano per aver dato voce a tutti quegli artisti che meriterebbero di essere delle star. Del resto il mio curriculum artistico in campo teatrale ne è una dimostrazione. Imporre i propri sogni, e non abbassarsi alle logore logiche del mercato.

 

A proposito di Teatro, il tuo fresco incarico come consulente artistico del Teatro Manzoni di Milano che sorprese ci riserverà?

 

Abbiamo appena deciso con il Direttore Arnone la prossima stagione teatrale 2014-2015. Oltre ad alcuni grandi nomi che gli abbonati del Manzoni sono abituati a vedere, tipo Iannuzzo, Sabrina Ferilli, Deborah Caprioglio, Luca Barbareschi, proporremo la nuova leva della prosa italiana che sta riscuotendo successo ovunque, da Pierfrancesco Favino a Beppe Fiorello, passando per Marina Massironi, Chiara Noschese, Gianluca Ramazzotti e Antonio Catania.

 

Però sarai tu ad aprire la stagione con “Nerone duemila anni di calunnie”

 

Esatto. Aprirò questa splendida stagione il 2 ottobre. E accanto a me ci sarà il ritorno in scena dopo dieci anni di un grande dello spettacolo italiano: Leopoldo Mastelloni. Non vi anticipo nulla, dico solo… abbonatevi, mi raccomando!

 

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