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sabato 16 Gennaio 2021

Cesare Prandelli: “Fantacalcio? Io e Novella preferiamo il Fantacasa”

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Alla vigilia del Mondiale in Brasile, l’allenatore della Nazionale posa per la prima volta con la compagna che, dopo la morte della moglie, gli ha fatto di nuovo «battere il cuore forte». E racconta a Vanity Fair i segreti del loro menage. «C’è chi gioca al Fantacalcio, noi abbiamo il passatempo del Fantacasa. Quando siamo in un posto, ospiti di una villa, al ristorante, in albergo, cominciamo a sognare come lo potremmo trasformare. Qui una lampada… Là delle tende leggere. Lì invece sbaracchiamo tutto e mettiamo solo una libreria… Andiamo avanti così per ore, a nostro gusto». Lui è Cesare Prandelli, il ct della Nazionale. Lei è Novella Benini, la sua compagna. Per Vanity Fair, che li mette in copertina sul numero in edicola da mercoledì 28 maggio, hanno posato per la prima volta insieme. E insieme partiranno per il Brasile.  «Almeno con Novella posso staccare la spina. Anche se certi suoi commenti sul calcio sono interessanti. L’ambiente del pallone ha gli occhi stanchi, così immerso nei suoi stereotipi, ragiona per schemi. Noi ci concentriamo sull’aspetto tecnico mentre lei se ne esce con: “Quel giocatore mi sembra possa dare sicurezza”».  Su Twitter le hanno dedicato un hashtag – #veritaprandelliane – per sfotterla sulla mancata applicazione del codice etico a Giorgio Chiellini dopo la gomitata a Pjanic nell’ultima Roma-Juventus. Il giudice sportivo l’ha squalificato per tre giornate, lei invece l’ha convocato. «Guardo solo la maglia azzurra, troppi invece hanno sempre e solo in mente i colori del proprio club. E su Chiellini non cambio idea: non è stato un gesto violento, ma un blocco di gioco. Chissà quanti di quei tweet arrivavano da Roma? Quando Balotelli giocava in Inghilterra fece un fallo e fu squalificato per due giornate. Per me non era violento. E lo convocai. Tutti zitti, nessuna polemica sul codice».Lei tifa per Matteo Renzi, vero? «Sì, e anche Novella. L’ho detto in tempi non sospetti. Ho visto la sua sensibilità all’opera a Firenze. Prima che un politico, è una brava persona. Ora che è premier ne sono ancora più convinto».  Contro la violenza negli stadi vorrebbe leggi più severe?

«No. Anzi, toglierei tornelli e barriere. Credo che le armi giuste contro i violenti siano lo sdegno e il recupero del senso civico». 

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