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giovedì 28 Gennaio 2021

Roly Kornblit: “Non voglio più smettere di fare il conduttore in TV”

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Mauro Caldera
Mauro Caldera
Da Milano: Giornalista, Ufficio Stampa e Autore Televisivo. Si interessa di musica, cultura e spettacolo e collabora con la Fondazione Mike Bongiorno. Segue in diretta le più importanti manifestazioni musicali italiane.

Approfondimenti, interviste esclusive e consigli pratici da parte di esperti del mondo della medicina e del benessere, intervallati da esilaranti candid-camera e sorprendenti vox-populi. Questo e molto altro, alla base del ricco menù del nuovo programma “Salute -Istruzioni per l’uso” condotto da Roly Kornblit, reduce dal successo di “Come mi voglio” che lo scorso anno aveva presentato su Canale Italia con Samantha De Grenet. A completare il cast, gli inviati Claudio Guerrini, voce di punta di RDS e Francesca Aiello, al suo debutto davanti alle telecamere. Regista delle sei puntate previste, ciascuna da sessanta minuti, Mario Maellaro, professionista veterano che da anni collabora con Mediaset. “Salute – Istruzioni per l’uso” andrà in onda a partire dal 25 aprile dalla mezzanotte e mezza del venerdì sul canale ABC, ogni martedì alle 21.05 su LazioTv, il mercoledì alle 12 su La4Italia e alle 21 su GoldTvItalia mentre la domenica alle 7 su SilverTv e alle 23 su Eursat.

La Redazione di Lifestyleblog ha incontrato Roly Kornblit, appassionato conduttore della trasmissione: un grande comunicatore che fa della semplicità la sua arma vincente. Riuscirà a coinvolgere il suo pubblico con il suo stile “vero” e spontaneo. Ha risposto ad alcune nostre domande che vi proponiamo:

 

Come ti sei avvicinato al mondo della televisione?
E’ arrivato per caso: è una lunga storia… Sin da adolescente sono stato attratto dal mondo dello spettacolo. Io però sono cresciuto in una casa dove potevi fare solo due cose: il medico o l’avvocato, senza altre alternative. Ero sicuro che l’avvocatura non mi avrebbe interessato, per cui ho scelto di fare il medico, senza nemmeno chiedermi se mi sarebbe piaciuto. Non avevo grande diritto di pensiero: nessuno si è mai chiesto chi fossi, cosa fosse bene per me, quali fossero le mie aspirazioni. Quando mi sono iscritto alla facoltà di medicina, ho conosciuto un carissimo amico che era regista di teatro e direttore di una Scuola di recitazione in Olanda. Mi ha subito chiesto cosa ci facessi io in una facoltà di medicina: riconosceva in me una bella voce, una bella faccia e un particolare talento che sarebbero andati sprecati se avessi scelto di fare il medico.

E dopo la battuta del tuo amico regista?
Mi ha invitato a fare la scuola di recitazione, garantendomi che sarei diventato una star…non mondiale ma europea; io però ero fermo sulla mia scelta di fare medicina. Ormai dovevo seguire la mia strada, o almeno quella che gli altri avevano in un certo senso scelto per me.

Come è andata a finire?
Mi sono iscritto alla Facoltà di Medicina ma dopo un anno sono passato a Odontoiatria e mi sono poi laureato. Quello che mi viene affidato, per carattere, lo porto a termine nel migliore dei modi. Sono approdato poi al mondo accademico dove tutti mi dicevano che comunicavo bene e che avevo una marcia in più: io, convinto di dover parlare di “cosa scientifica” mi chiedevo cosa volessero gli altri da me. Da lì il passo è stato breve per approdare al mondo della televisione.

Un medico in TV?
Prima mi invitavano in TV come specialista, poi, quattro anni fa, per caso, si è liberata una rubrica su Odeon TV che parlava di medicina estetica all’interno di un programma del sabato sera. Pensavo di fare l’autore o di portare una mia consulenza come specialista. Quando ho chiesto chi avrebbe condotto, mi è stato detto: “tu”.

E tu cosa hai risposto?
…Io? Mai… Non sono un presentatore: sono un medico. Non sapendo parlare benissimo l’italiano avevo paura di non essere all’altezza ma, ancora una volta mi è stato detto che comunicavo bene e soprattutto, questa mia “non perfezione linguistica” mi rendeva umano. Mi sono convinto e mi sono buttato!

E’ andata bene da allora?
Da allora, sono ancora qua e non voglio più smettere! Mi piace e mi appassiona.

Qual è il tuo punto comunicativo forte?
La semplicità: ho sempre trattato tutti come vorrei essere trattato io dagli altri. Sono quello che la gente vede: non ho maschere e montature. Quando sei te stesso, sei credibile nella comunicazione. Io poi, ribadisco, utilizzo sempre un linguaggio semplice.

Da conduttore, cosa ti piace del tuo lavoro?
Portare informazione.

Continuerai a parlare di salute e medicina?
Per ora sì, anche se è in cantiere un format che parla del mondo del lavoro. Mi piacerebbe, perché me la sentirei di trattare anche altri argomenti: basta studiare. Per il mio pubblico, al momento, mi è difficile staccare bruscamente dal mondo della medicina e per questo continuerò su questa strada, per ora.

Potessi scegliere, quale tipo di trasmissione ti piacerebbe condurre?
Mi piacerebbe trattare il mondo del sociale, parlando dei problemi e delle difficoltà della gente; mi piacerebbe parlare del mondo del lavoro che in questo momento è un problema del nostro Paese. Con la mia comunicazione vorrei portare qualcosa di utile, diversamente non mi interesserebbe.

Al di fuori degli studi televisivi ti capita mai di fare il presentatore per altre situazioni?
A volte mi chiamano a presentare delle serate: lo faccio, molto spesso, più per amicizia che per altro, anche se non mi mette l’adrenalina. Mi appassiono solo quando posso portare delle informazioni alla gente ed essere utile agli altri.

Sei reduce dal grande successo dell’anno scorso con la trasmissione “Come mi voglio”: com’è stata l’esperienza con la tua compagna di viaggio? Dovessi condurre una nuova situazione, chi sceglieresti al tuo fianco?
Mi sono trovato benissimo e riconfermerei a pieni voti Samantha De Grenet e mi dispiace tantissimo che in questa edizione non sia stata più possibile la sua presenza. Ci siamo divertiti, ci siamo divisi i compiti ed è nato tra noi quel feeling che è sfociato in un’amicizia vera che anche lo spettatore da casa ha potuto percepire.

Come mi voglio ha portato alti indici di ascolto e forse ha ispirato il programma di Belen “Come mi vorrei” che non sembra aver riportato lo stesso successo: cosa ne pensi?
Io l’ho vissuto come un complimento. Se sono stato copiato vuol dire che l’idea era vincente. Io vado avanti e non spreco energie e tempo su cose inutili: qualcosa di buono l’abbiamo fatto, anche perché, con la testa sono già al progetto successivo.

 

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