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lunedì 25 Gennaio 2021

Ciao Enzo: intitolata a Milano la Casa dell’Accoglienza dedicata a Enzo Jannacci

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Mauro Caldera
Mauro Caldera
Da Milano: Giornalista, Ufficio Stampa e Autore Televisivo. Si interessa di musica, cultura e spettacolo e collabora con la Fondazione Mike Bongiorno. Segue in diretta le più importanti manifestazioni musicali italiane.

Musica, cabaret e impegno sociale. A un anno dalla scomparsa Il Comune di Milano ricorda Enzo Jannacci con “Ciao Enzo”, una serie di eventi e iniziative a lui dedicati.
Tra queste la cerimonia ufficiale di intitolazione della Casa dell’Accoglienza di Viale Ortles 69 a Enzo Jannacci, accompagnata da “Se me lo dicevi prima”, un pomeriggio di festa all’interno della struttura aperto a tutti e gratuito, organizzato con la direzione artistica di Smemoranda dall’Assessorato alle Politiche sociali del Comune di Milano.
«Intitolare a Enzo Jannacci l’antico dormitorio di Milano, oggi spazio polifunzionale – afferma l’assessore alle Politiche sociali, Pierfrancesco Majorino – vuol dire ricordare un artista meravigliosamente sensibile nel raccontare la vita vera della città, ma significa per noi anche mostrare alla città stessa il tentativo che stiamo facendo di innovare la qualità dei nostri servizi, togliendo le persone bisognose dal margine e dal ghetto. Crediamo che tutta Milano debba farsi carico positivamente dell’ospitalità e del sostegno offerto a chi ha meno e si trova spesso e suo malgrado emarginato».


“Se me lo dicevi prima” è un evento realizzato grazie all’impegno e alla direzione artistica di Smemoranda: «L’idea del Comune di Milano di intitolare la Casa dell’Accoglienza di viale Ortles a Enzo Jannacci – dicono i direttori Nico Colonna, Gino e Michele – è un’idea importante che premia finalmente la creatività della cultura popolare di questa città. La festa del 5 aprile è stato momento di integrazione di questo luogo nella città e nel quartiere, una testimonianza collettiva, semplice e diretta, come avrebbe voluto Enzo, senza troppi orpelli né ufficialità. Perché Jannacci è sempre stato una voce fuori dal coro, che ha raccontato e sa ancora raccontare una Milano diversa, quella dei più deboli».
Aggiunge Nico Colonna: “Credo sia una delle cose più belle che ho vissuto a Milano da milanese, figlio di pugliesi, quella di intitolare la Casa dell’Accoglienza a Enzo Jannacci: una sintesi perfetta di quella che è stata la vita e l’esperienza musicale e culturale di un grande artista. Lui è sempre stato dalla parte dei più deboli ed emarginati. A Natale abbiamo provato una prima iniziativa assieme e sono intervenuti più di settecento ospiti non sono solo stranieri ma anche italiani, in quanto la crisi ha prodotto le nuove povertà. La sintesi tra la povertà e le immigrazioni è perfetta da dedicare a Enzo: un artista avanti, non di nicchia come molti dicono. Le cose che diceva, anche se potevano sembrare folli, si concretizzavano. Come tutti i geni, era un personaggio strano ma geniale, che ha prodotto cose che ancora oggi sono di grande attualità”.
Il giardino della Casa dell’Accoglienza ha ospitato un palco sul quale si sono avvicendati, quaranta tra cantanti, attori, comici, disegnatori e registi per portare il proprio personale omaggio a Jannacci.  Nel pomeriggio si è svolta una raccolta benefica di giocattoli da regalare ai bimbi ospiti delle case famiglia e delle comunità per i minori. Una mostra a fumetti dal titolo “La mia gente” è stata dedicata ai personaggi delle canzoni jannacciane interpretati dai più noti fumettisti italiani, nata in collaborazione con Scarp de’ tenis, il giornale di strada non profit che offre opportunità di lavoro e reinserimento ai senza dimora.
Paolo Jannacci, il figlio, dopo aver scoperto la targa istituzionale della Casa dell’Accoglienza, dedicata al padre, dichiara: “C’è una grande paura di diventare poveri ma la paura più grande è quella di essere poveri, quando si fa fatica: a volte si perde il lume della ragione, andando avanti in una situazione di personale disagio. E’ giusto che qualcuno faccia una carezza a queste persone stando loro vicino. Può essere poco, ma è sempre meglio del niente. Sono felice che il nome di mio padre sia accomunato ad un atteggiamento così nobile, perché era un po’ il suo modo di vedere la vita, il suo modo di essere, oltre al fatto che fosse geniale, un po’ matto, simpatico e a volte irriverente: era anche un grande medico …e i medici aiutano le persone”.
Numerosi gli artisti e amici di Enzo Jannacci presenti all’evento inaugurale: Diego Abatantuono, Ale&Franz, Andrea e Michele (DJ), Paolo Belli, Enrico Bertolino, I Boiler, Bove e Limardi, Vinicio Capossela, Roberta Carrieri, Alba Parietti, Cochi e Renato, Gianluca De Angelis, Katia Follesa, Ricky Gianco, Mario Lavezzi, Oliviero Malaspina, Flavio Oreglio, Folco Orselli, Mauro Pagani, Riccardo Pifferi, Angelo Pisani , Paolo Rossi, Gabriele Salvatores, Renato Sarti, Bebo Storti, I Teka P, Fabio Treves, Roberto Vecchioni, Maria Viola, Davide Zilli. I disegnatori Fabiano Ambu e Sergio Gerasi, due delle firme della mostra “La mia gente”, accompagneranno lo show disegnando dal vivo sul palco.
Ale e Franz: “Un progetto che non poteva avere nome migliore se non quello di Enzo Jannacci. Finalmente Milano non si dimentica delle persone che hanno fatto la sua storia. L’abbiamo sempre guardato con ammirazione, proprio come si guarda la Madonnina del Duomo: era geniale ed aveva una grande poesia”
L’evento è stato realizzato con la direzione artistica di Nico Colonna e Gino e Michele, direttori di Smemoranda a costo zero grazie al supporto dei privati che hanno aderito all’iniziativa grazie al contributo di Algida, Coop Lombardia, Radiopoplare, Scarp de’tenis, Smemoranda, SportZone, Universiis, WeCare Onlus, Zeta Service e l’Ospedale dei Pupazzi di Sism Milano.
“Ciao Enzo” proseguirà con altri appuntamenti che coinvolgeranno diversi luoghi della città, dalle Colonne di San Lorenzo a zone e quartieri delle periferia di Milano, diventati noti anche attraverso le canzoni di Jannacci.

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