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domenica 17 Gennaio 2021

Walter Garibaldi: “Tornare a collaborare con Simona Ventura sarebbe un sogno”

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È un serio professionista dello spettacolo, dove ha esordito quando non era neppure maggiorenne, dividendosi contemporaneamente tra cinema e teatro. Walter Garibaldi ha ottenuto la notorietà tra i non addetti ai lavori in occasione dell’ultima “Isola dei Famosi” targata Simona Ventura, che lo invitò a partecipare nella squadra “I parenti di”. Rimasto in gioco un mese, viene eliminato non per volere del pubblico ma è l’unico concorrente nella storia del programma ad abbandonare il gioco attraverso una sfida. Il suo ritorno in patria ha svelato ai tantissimi affezionati un uomo buono, dal mite carattere, genuino autoironico e semplice, sempre pronto ad aiutare il prossimo mettendolo addirittura davanti ai suoi stessi interessi. L’affermazione personale è davvero notevole e partecipa a diverse trasmissioni televisive che se lo contendono, così come i tanti periodici. Inspiegabilmente, però, a un certo punto si dilegua e a distanza di tempo sono ancora in tanti a chiedersi di cosa si occupi adesso. Apprezzabile infine il comportamento tenuto, se qualcuno aveva, all’annuncio della suo nome tra i naufraghi, pensato di trovarsi davanti il classico “malato di fama” ha miseramente fallito. Walter, infatti, non l’abbiamo mai visto scimmiottare e vestire malamente i panni del trisnonno così come ad ogni manifestazione inerente la figura del Generale di lui nessuna traccia, evitando accuratamente di inficiarne l’evocativa potenza. Abituati purtroppo al contrario, specialmente con personaggi provenienti da questo settore dobbiamo di certo rendergliene merito, essendo l’attuale tv un circo di mostri e poca educazione. Lifestyleblog lo ha intervistato e ne è venuta fuori una splendida chiacchierata dai contenuti sorprendenti…

Innanzitutto, perdonaci la brutalità: ma che fine hai fatto?
Nessuna, nel senso che sono tornato e continuo a svolgere quello che facevo prima, senza altre ambizioni in particolare se non quelle di continuare il mio percorso.

Possibilità di rivederti in video?
Nel 2061 per i duecento anni dell’Unità nazionale! Sarò un ragazzo di appena 92 anni e vorrò presentarmi magro stavolta eh!Ovviamente scherzo. Scarse se non nulle, svolgevo e svolgo anche il mestiere di autore televisivo ma abbastanza atipico per il panorama che ci circonda. Nel senso che non adatto nessun format ma ne creo di nuovi dunque il cammino è ancor più difficoltoso. Posso permettermi di non abbassare la testa perché l’ossatura è quella dell’Agenzia di Spettacolo che ho assieme al mio caro amico e socio Danilo Piccini ed il lavoro, fortunatamente è davvero tanto, vario, molteplice. Dalla ricerca delle nuove leve alla realizzazione di servizi fotografici per i maggiori settimanali, alla formazione di risorse che cerco di preservare e tutelare alla rappresentanza di artisti famosi e non, continuo a non avere intervalli per me ma sono contento così.

Ti sei mai chiesto perché, dopo averti fatto conoscere al grande pubblico, la televisione ti abbia in qualche modo voltato le spalle ?
C’è un equivoco di fondo e mi permetto di parlare al plurale inserendo anche i miei compagni dell’epoca. L’”Isola” è stata una magica esperienza ma nessuno di noi ha partecipato per vanità o perché desiderava diventare un personaggio. Questo si evince benissimo dal fatto che nessuno ha rilasciato nei confessionali commenti malevoli solo per mettersi in luce e denigrare l’inconsapevole vittima. Anzi, accadeva esattamente l’opposto. Dunque se è stata una fondamentale esperienza principalmente è perché ho avuto dei grandi amici d’avventura al fianco, tutti.

Sei rimasto in contatto con qualcuno del tuo gruppo ?
I propositi c’erano ma è accaduto quello che capita sovente nei villaggi vacanze, ci si ripromette sempre di farlo ma la vita, con tutti i problemi del caso, non lo ha permesso. Però rimane e sarà inestinguibile l’amore nutrito per ognuno, mi hanno donato del bene puro e posso solo augurarglielo.

Cosa ti ha fatto più male di quella “storica” partecipazione?
Tutto ciò che è avvenuto prima della partenza e che tornando si è sciolto come neve al sole. Purtroppo da perfetto “cretino ipersensibile” sentire e leggere determinati commenti mi ha profondamente ferito. Sono stato definito “usurpatore”, “finto” e via di questo passo. Certo sono stati pochi ma provenienti da persone che conoscevo, rancorose e poco risolte. Addirittura mi hanno accusato di utilizzare il cognome  materno perché dovevo farmi pubblicità, senza prendersi la briga di sapere o quantomeno domandare. Se fosse stata viva mia madre da bravissima Avvocato Cassazionista avrebbe saputo come difendersi, purtroppo lei non c’è più dal 2 Maggio del 2002. Nel 1969 le donne single in Italia potevano adottare ed avevo solo tre mesi quando accadde, un po’ piccino per programmare tutto no? Per me l’adozione è un vanto, la prima volta che finì sui giornali avevo solo 15 mesi di vita, non ho mai nascosto a nessuno di essere figlio adottivo, anzi “ero stato scelto” da una signora straordinaria, come poter pensare ad un trauma? Non avrei avuto problemi se mi avessero deriso sul grasso e sull’aspetto in generale ma si sono permessi certe uscite che non riuscirò mai a perdonare, la violenza verbale a cui sono stato sottoposto mi ha davvero ferito e pensare che le scuse non sono mai arrivate! Dunque c’è ancora gente che produce tali pensieri: il figlio adottivo è di serie B, ecco da dove nasce l’ipocrisia, il pressapochismo, la gratuità della violenza. Inutile pensare al bene del prossimo, attraverso inutili catene di solidarietà se ancora si da spazio alla miseria umana più bieca e triste, c’è ancora tanto da fare in tal senso. Ma le parole che si utilizzano descrivono in pieno chi le adopera e non chi ne è l’oggetto.

E’difficile credere però che i media in generale ti abbiano abbandonato, avendo tu riscosso simpatie ed apprezzamenti praticamente dall’intero pubblico…
Non ho partecipato ad un talent, il mio ruolo era semplicemente di starmene al sole sfoggiando un fisico ridicolo, mi è sembrato stranissimo il riscontro però ha aiutato la mia autostima e in quel particolare periodo Dio sa se ne avevo bisogno! In verità terminata prima l’Isola e poi “Quelli che il calcio” di proposte ne piovvero tantissime ma c’erano degli obblighi a cui non ho voluto aderire. Raccontata la mia storia ed approdato in quel contesto a 41 anni, come si può pensare di chiedere di partecipare a film, serate, spot, trasmissioni televisive, redazionali trasformandomi in pagliaccio travestendomi da Giuseppe Garibaldi o facendomi indossare una camicia rossa? E’ da folli! E infatti ringraziavo per l’interesse e salutavo. Molti giustamente non conoscono il percorso che ho intrapreso appena quindicenne, scuola di teatro, tournee in Italia e all’estero, scrittura di copioni, regie teatrali cinematografiche e televisive e pensavano allo sprovveduto arrampicatore senza passato che per vanità andava a mostrarsi nella sua pochezza, ebbene è stato questo il più grande sbaglio dato che non è accaduto niente che io non desiderassi accadesse. E sarà sempre così. Solo l’”Isola” arrivata in età avanzata mi ha rispettato e non lo dimenticherò mai.

Con te, Simona Ventura, aveva creato una rara empatia poco riscontrabile con gli altri concorrenti, svelandosi materna ed autentica. E’ rimasto impresso nella memoria di molti il bellissimo abbraccio che ti diede commuovendosi con te appena tornasti in studio.
Lei è speciale e sincera. Avevo iniziato a piangere come una fontanella dopo aver visto Abi,la sorella di Mario Balotelli, in difficoltà e Simona desiderava tranquillizzarmi comunicandomi la sua vicinanza attraverso questo splendido gesto. Io l’ho sempre “amata” alla follia. Una donna forte, buona, ironica, eccelsa e rarissima professionista. Fossero tutte così le regine della nostra tv, avremmo di certo una televisione diversa, più al passo con i tempi, più disimpegnata ed intelligente. La conobbi nel 2005 quando andai ospite dell’Isola in qualità di amico ed agente di Maria Giovanna Elmi. Mi diede la parola e combinai un gran macello svelando ingenuamente le nomination, cercando d’indurre la Elmi a cambiar scelta. La Ventura fece una battuta e poi mi fissò con aria benevola, divertita da quell’inaspettato fuori programma. In pochi secondi riuscì a placare l’ansia che mi stava divorando per l’involontario errore fu così che quando mi chiamarono io corsi e correrei sempre, nel mio piccolo, perché stiamo parlando di una persona formidabile, sotto ogni punto di vista. Durante la conferenza stampa della sua ultima Isola due giornalisti cretini rumoreggiarono appena si fece il mio nome, lei li mise a tacere in un solo secondo: “Si chiama Walter Garibaldi? E’ il suo nome sulla carta d’identità? E’ stato adottato dalla Signora Garibaldi? I figli adottivi sono figli ? Sì e allora stop”. Ma dove si trovano più donne come lei? Ho supervisionato e collaborato ai testi dell’ “L’Enciclopedia di Sanremo” a firma di Adriano Aragozzini edita dalle Eri e con l’occasione ho rivisto ogni edizione per elaborarne delle schede. Quello condotto dalla Ventura è di certo tra i più belli, non parlo del cast, che non ebbe perché le case discografiche si rifiutarono di mandare i loro cantanti per una controversia nei confronti della Rai, mi riferisco solamente allo spettacolo che ne scaturì. Fu una conduttrice eccezionale, gigantesca padrona del palcoscenico ed ottima spalla per comici del calibro di Crozza e della Cortellesi. E continua a mantenere il primato.

Scriveresti mai un programma per la Ventura?
Sarebbe un sogno. Lo dico sempre al mio produttore che ora seguo anche come Manager, Adriano Aragozzini. Di format per Simona ne ho diversi pregandolo ogni giorno di contattarla ma adesso lei sta a Sky e lui lavora principalmente per la Rai, chissà forse se riuscissi in futuro ad avere udienza, certo è che prima le manderei il format, lei sa poco di questo mio aspetto e sono certo che dall’emozione non riuscirei a spiccicar parola. Ho scritto anche una commedia teatrale per lei, però non mi decido a disturbarla. Vedremo.

Ti stai dando all’editoria? Oltre all’Enciclopedia di cui ci hai parlato, sei nei crediti del successo editoriale di questo periodo. Acquistando il libro “Come diventare Marchesa”della Vallardi Editore si legge “Da un’idea di Walter Garibaldi”…
Ho sempre visto la gestione degli artisti a 360 gradi e così come trovo contratti ed opportunità lavorative cerco sempre di seguirli sotto ogni aspetto della vita pubblica. L’occasione di fare un libro è scaturita dal grandissimo boom personale che la Marchesa Daniela del Secco d’Aragona ha riscosso in virtù della partecipazione a “Pechino Express”. Appena le comunicai l’interesse da parte di Magnolia, la casa di produzione, dovetti onestamente raccontargli anche dei disagi nei quali si sarebbe trovata ma lei accettò senza colpo ferire e si donò al programma come mai nessuno aveva fatto. Di reality ce ne sono stati tanti ma quanti sono quei personaggi che successivamente hanno poi potute addirittura farne un libro? La vedo come la certificazione di un trionfo inarrestabile. D’altronde appena esce viene sommersa da ammiratori di tutte le età e che piaccia è davvero indiscutibile. Poi ha una dote assoluta: si fida ciecamente e riconosce il lavoro del prossimo. Un titolo come quello che ho escogitato solo lei poteva sposarlo appieno, dato che non deve dimostrare nulla a nessuno ed è limpida come l’acqua.

C’è qualcosa che puoi rivelarci sul futuro della nobile dama?
No. Ogni contratto è segretissimo e sono previste salate penali se esce qualcosa prima del tempo ma in generale posso affermare che la rivedrete in onda molto presto, non parlo di semplici ospitate ma di veri programmi tv che la vedranno tra le indiscusse protagoniste. E poi c’è nell’aria altro ma ho detto troppo!

Su chi stai puntando attualmente?
Le certezze sono sempre le stesse: ci fregiamo di rappresentare attrici e conduttrici bravissime, se esistesse la meritocrazia lavorerebbero tutte senza sosta perché hanno peculiarità difficilmente riscontrabili. Abbiamo iniziato questo lavoro ingrandendoci grazie a Maria Giovanna Elmi che ci ha dato rispetto e fiducia e lei è sempre nei nostri pensieri. Tutti gli interpreti provengono da conosciute scuole di teatro e li abbiamo visti all’opera, siamo della vecchia guardia, se c’invitano andiamo sempre. Certo il mercato è cambiato, c’è una richiesta spropositata di giovani bellissime e bellissimi che però sono i più complicati da gestire, nel novanta per cento dei casi non vogliono studiare e si applicano poco, perché pensano tutto sia dovuto. Questo è un grande errore che nel tempo si rivelerà un boomerang, la formazione rimane alla base, c’è poco da aggiungere. Ora presso i nostri uffici sto insegnando ad una classe appositamente selezionata i rudimenti principali: dizione, storia del teatro e del cinema, recitazione, conduzione. Non pagano nulla neanche il book fotografico ma s’impegnano in cambio a concederci l’esclusiva di rappresentanza. Ci vediamo frequentemente però proprio l’altro giorno ho dovuto allontanare due persone svogliate ed incostanti. Appena saranno pronti li presenteremo per i tanti cast e vedremo che cosa succederà. In generale in passato abbiamo raccolto enormi soddisfazioni: chi ha fatto il protagonista di un film, chi ha condotto un talk chi un varietà, chi è approdato in Rai e chi a Mediaset. Posso aggiungere una cosa poco carina? 

Prego…
Solo pochi elementi, montandosi la testa, hanno preferito abbandonare la nostra agenzia e poi sono scomparsi. Vedendo che da altre parti il trattamento è stato completamente diverso, poi hanno provato a tornare ma su questo aspetto siamo irremovibili: per come cerchiamo di costruire un gruppo di lavoro una volta che ne esci sarà impossibile rientrare.

Cosa deve fare un giovane lettore che abbia lo spettacolo nel sangue se decidesse di contattarvi?
Abbiamo l’apposita e-mail: nuoveproposte@pgscarl.it . Ne riceviamo una cinquantina al giorno. Bisogna scrivere una lettera di presentazione, essere e mi dispiace dirlo di splendida presenza tanto nel volto quanto nel fisico, allegare fotografie di primi piani e di figure intere e vivere a Roma, dove comunque risiede più della metà delle diverse occasioni lavorative.

E se qualcuno è un nome conosciuto, come si deve comportare?
Allo stesso modo. Non ho preclusioni di sorta nei confronti di chi magari ha alle spalle reality o carriere “attualmente” appannate ma se lo fa deve sapere fin da subito che casomai ci fosse interesse, saremmo noi a decidere tutto, per il suo bene ed anche per il nostro.

Un’ultima curiosità, passando alla sfera sentimentale: hai finalmente trovato l’amore?
No, ma significa solamente che continua ad esserci gente di buongusto. Almeno quello! 

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