9.9 C
Comune di Monopoli
venerdì 22 Gennaio 2021

Pia, Fico e Balotelli. La parola all’avvocato Micaela Ottomano

Da leggere

Samuel: “Negli ultimi due anni ho avuto un periodo deflagrante”

Samuel torna sulla scena musicale con "Brigatabianca" il nuovo album da solista a distanza di quattro anni da “Il...

Elodie e i Pinguini Tattici Nucleari firmano le frasi dei Baci Perugina per San Valentino 2021

Elodie e i Pinguini Tattici Nucleari firmano le frasi dei Baci Perugina per San Valentino 2021. La scelta è...

Negramaro: dal 22 gennaio il nuovo singolo “La cura del tempo”

I Negramaro tornano in radio con un nuovo singolo “La cura del tempo” (Sugar Music). Si tratta del secondo brano estratto...

Mario Balotelli ha diramato la notizia su Twitter in inglese:“Finally the TRUTH :-)…PIA … Sweet child of mine!!! your Dad” (Finalmente la VERITA’… Pia… Dolce bimba mia!!! tuo papà). Un riconoscimento, dunque, con tanto di dedica speciale (la canzone dei Guns N’Roses). Il campione del Milan ha accettato di sottoporsi al test del dna ancor prima che glielo imponesse il giudice. Non contento dopo una quarantina di minuti Supermario ha twittato di nuovo: “Il tempo perso a raccontare bugie su di me in TV e sui giornali a chi è servito? Ed a cosa?”.

L’annuncio Balotelli lo ha dato poco dopo la fine dell’allenamento. Il 5 dicembre scorso non si era presentato alla prima udienza della causa di paternità (avviata dalla showgirl Raffaella Fico, mamma della piccola Pia) davanti al Tribunale di Brescia ma, attraverso il proprio legale Vittorio Rigo, aveva assicurato“Qualora Pia fosse mia sono pronto a fare il mio dovere di padre fino in fondo”. Ed ecco che la nota avvocatessa Micaela Ottomano, esperta di Diritto di Famiglia e di Diritto delle Assicurazioni ci spiega nei dettagli che cos’è il riconoscimento di un figlio naturale e come avviene.

“Il riconoscimento di figlio naturale – sottolinea l’avvocato Ottomano – costituisce un atto di autonomia privata mediante il quale il soggetto che lo effettua rende giuridicamente certa nei suoi confronti l’esistenza del rapporto di filiazione. Il riconoscimento determina in capo al riconosciuto l’acquisto della titolarità formale della filiazione come conseguenza legale in virtù della quale il figlio assume tutti i diritti e doveri propri della procreazione legittima.

Dal riconoscimento, pertanto, derivano a favore del figlio naturale tutte le posizioni giuridiche connesse allo stato di filiazione, in primis l’obbligo di mantenimento che la giurisprudenza ha costantemente riconosciuto come diritto che sorge ex lege sin dal momento della nascita e rispetto al quale il genitore ha l’obbligo di provvedervi in proporzione delle proprie sostanze, sebbene il rapporto di filiazione sia stato accertato successivamente. Dato il suo carattere essenzialmente patrimoniale e decorrendo dal momento della nascita, la giurisprudenza ne riconosce la sussistenza anche per il periodo antecedente l’accertamento del rapporto di filiazione. Pertanto, il genitore che per primo ha riconosciuto il figlio e lo ha mantenuto, in seguito all’atto di riconoscimento da parte dell’altro genitore o della sentenza di accertamento giudiziale, potrà agire nei confronti di quest’ultimo per ottenere il rimborso della quota, allo stesso spettante, delle spese sostenute per il figlio. Naturalmente, dovrà essere fornita la prova di tali esborsi nonché del fatto che essi siano stati effettivamente compiuti nell’interesse del figlio. In ogni caso, non è escluso che, per la difficoltà dell’indagine, il giudice decida secondo equità. Da tenere presente – chiarisce la giurista Micaela Ottomano – che l’inadempimento del suddetto obbligo rileva altresì sul piano penale integrando la fattispecie di cui all’art. 570 c.p. che sanziona la violazione degli obblighi di assistenza familiare”.

Circa l’attribuzione del cognome per effetto del riconoscimento l’attitudine del cognome materno a divenire autonomo segno distintivo dell’identità personale del figlio risulta tanto più plausibile quanto maggiore sia l’età del minore, mentre nel caso di bambini in tenerissima età la giurisprudenza si è in alcuni casi orientata verso l’attribuzione del cognome del padre, quale criterio di maggiore “plausibilità sociale”. E a tal proposito l’avvocatessa Micaela Ottomano aggiunge: “Il figlio può comunque assumere il cognome paterno, aggiungendolo o sostituendolo a quello della madre, ma considerato che la piccola Pia è ancora minorenne, la decisione in merito all’assunzione del cognome paterno è demandata al Tribunale (non più Tribunale per i Minorenni ma Tribunale ordinario dopo, la legge 219/2012).  Il giudice non dispone di criteri precisi e predeterminati dalla legge, ma deve avere riguardo all’ “interesse del minore”, godendo pertanto di un ampio margine di discrezionalità nell’apprezzamento della situazione concreta riferita dalle parti”.

Ultime news

La Nazionale Italiana Cantanti sull’album di figurine Calciatori Panini 2021

La Nazionale Italiana Cantanti e la Panini hanno infatti raggiunto un accordo di collaborazione per celebrare il 40° anniversario...

Potrebbe interessarti