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lunedì 25 Gennaio 2021

Andrea Tidona: “Non è cosa di tutti i giorni essere in onda quattro sere su sette”

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Nato a Modica (Ragusa) nel 1951 vanta un curriculum cinematografico di tutto rispetto. Andrea Tidona si sta ormai imponendo come uno dei volti più famigliari del piccolo schermo, sventagliando in poche settimane un vero e proprio full di apparizioni.E’ il dottor Alfredi di “Braccialetti Rossi”, la serie rivelazione di RaiUno. Ha interpretato il ruolo del dirigente Rai in “Non è mai troppo Tardi” ed è il magistrato che tenta di ostacolare le indagini del giudice Lenzi (Luca Zingaretti) nella miniserie di Carlo Carlei: “Il giudice meschino”. Nel frattempo è il padre autoritario della bella Claudia (Nathalie Rapti Gomez) ne I segreti di Borgo Larici (Canale 5). E, sempre per Mediaset, sarà fra i protagonisti di “Le mani dentro la città”. Non finisce qui, tra poco tornerà da protagonista sul set de “Il giovane Montalbano” di Tavarelli, in cui interpreta il ruolo di Carmine Fazio, il detective ‘veterano’ del fedelissimo team del giovane Salvo.

Che ruolo hai interpretato nei “segreti di Borgo Larici” e in “Manzi” ?
Nei segreti di Borgo Larici interpreto un senatore del regno. Una persona dura, arrogante, aggressiva e truffaldina, dedita alla combine, con una figlia incapace che invece faccio passare per un “santarella”, che alla fine rimane anche incinta per sbaglio. Un personaggio che definirei squallido che mi diverte molto interpretare. Invece in Manzi, sono un personaggio vigliacco e furbastro. Un capo che manda sempre avanti i suoi collaboratori e se le cose vanno bene si prende i meriti, se vanno male la colpa è loro. Un altro personaggio abbastanza “squallido” ma che mi sono divertito a fare.

Che effetto ti ha fatto essere in tv in 4 fiction contemporaneamente?
Mi ha fatto un certo effetto effettivamente. Non è cosa di tutti i giorni essere in onda quattro sere su sette. I miei amici mi prendevano in giro. In realtà avrei preferito anche io fossero distanziati nel tempo, ma mi piace la cosa che tutti i personaggi sono diversi da loro per temperamento e che le fiction siano tutte diverse per ambientazione.

È prevista una seconda serie dei “Braccialetti Rossi”? Ti rivedremo?
Si, si faranno sicuramente, già dovrebbe essere prevista una seconda serie, ed è inevitabile dopo il successo della prima stagione. Io credo che il personale medico dovrebbe rimanere quasi completamente lo stesso. Diciamo che dovremmo essere più avvantaggiati nella riconferma rispetto invece a coloro che interpretavano i pazienti.

Quando inizierete a girare le nuove puntate del “giovane Montalbano” ?
Ancora non si sa in realtà, dovrebbe essere girato a breve ma la data precisa non si ha ancora. Credo comunque per fine primavera, inizio estate.

Quali ruoli nella tua carriera ti hanno dato di più?
Il ruolo che indubbiamente più di tutti mi ha lasciato il segno sia per ragioni intime che professionali è stato Stefano Venuti che era un sindacalista, pittore e padre spirituale di Peppino Impastato. Un altro che ha segnato la mia carriera è stato Falcone perché è l’espressione di quella sicilianità che dovrebbe sconfiggere “l’altra parte”. Quella terra non è fatta solo di violenza gratuita. Ho ricevuto molti complimenti per quella parte, tutt’altro che semplice. L’altro personaggio clou della mia carriera di attore è stata la parte del padre nella Meglio Gioventù. Diciamo che è stata un po’ la svolta per il mio futuro.

Come hai cominciato a fare l’attore?
Finita l’accademia ho cominciato subito a lavorare. Ho fatto qualsiasi tipo di lavoro fosse legato al teatro, come l’aiuto regista, piuttosto che fare qualche altro lavoro che non mi sarebbe piaciuto. Il primo ricordo che ho è quello legato a quando avevo solo 8 anni e già davanti allo specchio mi mettevo a recitare, cosi per divertimento. E’ nato tutto come un divertimento per poi divenire una passione prima e un lavoro poi. Papà mi portava sempre a cinema anche se all’epoca la scelta dei film era povera. Un grande gioco diventato una professione.

Quale personaggio che ancora non hai interpretato vorresti fare?
È difficile dire che personaggio al cinema vorrei interpretare. Molto più semplice a teatro dove vorrei sicuramente fare, anche se so che è difficile perché oramai sono sempre più difficili da realizzare spettacoli cosi complessi, qualche opera shakespeariana, come Prospero della tempesta o anche qualche opera Pirandelliana.

 

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