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Festival di Sanremo

Una terza serata di emozioni e grande carica. Un festival non FAZIOso

Tutto parte con il prefestival di Pif che stasera è venuto a trovarci in sala stampa con la sua inseparabile telecamera: è alla ricerca di Gianfranco Agus: trovato! Fila 1 posto 13….e Gianfranco Agus, commosso, finalmente entra in teatro. Dal 1977 il Festival si sposta, dal Casinò al teatro Ariston. Chi sono i figuranti? Stanno in piedi fin tanto che qualcuno non va in bagno? Ma quanta gente accorre da tutta Italia e non solo, che nonostante la crisi compra i biglietti per l’intera settimana? Ma ecco la sigla dell’Eurovisione, inizia!

L’omaggio al grande Maestro Claudio Abbado: immagini e musica in dialogo tra loro per trasmettere emozioni e ricordare un “grande” della musica. “La bellezza salverà il mondo”, diceva, e l’Orchestra Filarmonica “La Fenice” di Venezia diretta dal M° Diego Matheuz, nell’Ouverture delle Nozze di Figaro se n’è fatta portavoce. Un applauso ad Abbado…e a Mozart. L’incontro della musica d’arte con tutti può avvenire anche in un teatro che è simbolo della musica pop. La musica si insegna in tutta Europa ma non nelle nostre scuole: “La cultura per i poveri non può essere una povera cultura”.

Manca solo Luciana, la donna più elegante del Festival: esordisce con un “Cia Cia Ciaoooo”; si presenta al pubblico con un suo monologo sulla bellezza; si parla “figoidi”, “tronchi di pino”…ma non si parla di “belli”. Artigli della poiana, zampe di gallina…spianabili con i fari dello spettacolo. Sotto le luci siamo tutti più belli, ma quando si spengono…Qual è il segreto della pelle così fresca? …Stile di vita sana?  Ciascuno è bello a modo suo…e non è perfezione, esagerazione. Un mondo di uguali è terribile; la bellezza è coraggio di ripartire, affrontare il discorso dell’handicap con i bambini, vuol dire educarli al vero senso della bellezza, che va’ oltre l’apparenza.

Un balletto dove la “diversabilità” entra in gioco con il bravissimo Dergin Tokmak.

Bellezza è….arte, in compagnia di Flavio Caroli che ci porta tutti nella magia della Notte Stellata di Van Gogh.

Una sorpresa tra il pubblico “inaspettata” rianima quello che sembrava essere un Festival “moscio”e questa è l’arte…del varietà: domani vedremo il picco di ascolti in decollo. La platea si anima. Fazio non manca di sottolineare: Questo l’abbiamo organizzato noi”.

Fazio in questa serata si è lasciato andare: sarà l’effetto del post conferenza? Si è lasciato contagiare da una dinamica coinvolgente che ha coinvolto tutti.

Renzo Arbore, l’uomo che ha inventato l’altra televisione…l’altra domenica, tagli ritagli e frattaglie, caro Totò ti voglio presentare, Telepatria International, Cari amici vicini e lontani, Quelli della notte, Doc, Il caso Sanremo…aspettando Sanremo, Meno siamo meglio stiamo, Indietro tutta…. Esordisce: “Dove devo cadere per finire su internet?” …Ha capito come funziona le TV oggi, quella dell’imprevisto e dello Scoop. Ricordando Mike Bongiorno, Corrado, Enzo Tortora e Pippo Baudo.  Si esibisce con la mitica Orchestra Italiana che coinvolge il pubblico in sala. Un ricordo anche al M° Murolo.

Un astronauta al Festival, Luca Parmitano, rientrato da poco dalla sua missione nello spazio: primo astronauta a sperimentare una passeggiata extraterrestre fuori dal veicolo. 166 giorni nello spazio. “Solo gli artisti possono descrivere le sensazioni che ho vissuto”; nello spazio ascoltava la musica. “I bambini sono il nostro futuro: sono quelli che ci salveranno”

Uno dei cantautori più amati del mondo, un talento sorprendente, quello di Damien Rice: la chitarra acustica ricorre spesso in questa 64ma edizione.

 

14 cantanti Big in lizza: stasera si delinea la prima classifica provvisoria che andrà a stabilizzarsi nella serata finale.

Renzo Rubino, disinvolto e a suo agio: ormai il suo stile è inconfondibile: balla mentre suona. Tutti sono a caccia di look…e talvolta non notano le caratteristiche dei personaggi.

Giusy Ferreri,  sospesa su zeppe acrobatiche e presentata con l’ironia littizzettiana potrebbe da oggi creare il mood di un nuovo personaggio.

Frankye Hi-Nrg con look stravagante….ha fatto gli scongiuri di partenza….

Raphael Gualazzi ha sicuramente un pezzo molto interessante. E che dire dell’uomo mascherato che nessuno conoscerà mai? E il coro? Quanti elementi arricchiscono la scena. Originale anche il look del Maestro d’Orchestra, Davide Daniele Parziani, al secondo anno di presenza a Sanremo, con un personalissimo farfallino, notato peraltro da Luciana.

Cristiano De Andrè, più rilassato che nella prima esibizione è addirittura più teatrale e comunicativo. In effetti, il debutto sul palco del teatro dell’Ariston sortisce sempre effetti imprevisti, imprevedibili e inattesi. Anche i più grandi professionisti vivono delle emozioni incontrollabili.

Francesco Sarcina presenta un bel pezzo che però ricalca lo stile delle Vibrazioni…

Perturbazione, accompagnati dall’originale M° Andrea Mirò, con il suo stile direttivo molto espressivo, sono sempre molto coinvolgenti. Un pezzo che invita a battere le mani e al movimento.

Francesco Renga, sulla rete dei social è classificato come il “Figo” con i suoi braccialetti, gli anelli e in ultimo la voce…mah. Qualcuno nota che l’esecuzione ha avuto un ritardo: di Francesco o dell’orchestra?

Riccardo Sinigallia, molto atmosphere. Tutti si chiedono se nel finale, Riccardo e la chitarrista dagli originali occhiali rossi, finalmente si baceranno?

Noemi, stasera ho un look più sobrio: si ostina però a scegliere vestiti che la fasciano sui fianchi e non le donano. L’esibizione di stasera non è il massimo anche se la canzone è molto bella, in linea con lo stile sanremese. E’ un brano fischiettabile.

Antonella Ruggiero è l’eleganza e la sobrietà fatta persona. La sua calma la rende gigante e regina del palcoscenico. E’ una sirena incantatrice, molto spirituale in continua ricerca di sonorità.

Arisa, una rivelazione di stile musicale ed eleganza. Ha un pezzo semplice che la gente canta già per strada. Rimane sempre molto curiosa la voce…caratteristica e riconducibile alla prima versione dell’Arisa, formato “buffo”.

Ron, con la sua ballata-folk, fischiettata di stile tipicamente cantautorale, coinvolge sempre con la sua emotività.

Giuliano Palma, un mix di stili, a partire da quello dell’immagine a quello musicale e di interpretazione. La matrice Zilli si sente, così come ricorda l’immagine di Servillo degli Avion Travel. Stasera è particolarmente a suo agio e ben inserito nel contesto della gara.

 

Solo alle 00.25 parte la gara dei giovani: non è certo il massimo, considerato che sono giovani alla prima esibizione, sicuramente carichi di tensione.

Delle quattro esibizioni di stasera, solo due passeranno alla gara di domani.

Rocco Hunt, giovanissimo, è un rapper che propone la tematica della terra dei fuochi. Sicura e disinvolta la proposta del suo brano, in dialetto. Un pezzo molto radiofonico.

Veronica de Simone, si presenta incorniciata da pizzi dorati con uno stile vintage che si abbina con il suo pezzo.

The Niro e Vadim hanno un pezzo di difficile comprensione.

 

Mauro Caldera
Scritto da

Da Milano: Giornalista, Ufficio Stampa e Autore Televisivo. Si interessa di musica, cultura e spettacolo e collabora con la Fondazione Mike Bongiorno. Segue in diretta le più importanti manifestazioni musicali italiane.

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