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Festival di Sanremo

Rocco Hunt: cambiare il territorio a soli 19 anni

Sanremo è in dirittura d’arrivo, ma in attesa della serata finale. L’esclusione di Riccardo Sinigallia lo ha visto comunque presente sul palco dell’Ariston per l’omaggio alle canzoni che hanno tracciato la storia della televisione.

“Sanremo e San Romolo” a Casa Sanremo incontra Valeria Marini, ossessionata dalle fotografie e dalle riprese.. Ci è voluto un po’ per tagliare il nastro dell’inaugurazione…ma ce l’ha fatta.

Pif si sposta all’Hotel Royal, location di eventi di gala e meta prediletta dei sosia. Ci sono anche i collezionisti di foto e autografi…con la cresta! Perché Sanremo è Sanremo!

C’è il sosia di Luciano Pavarotti…morto…ma sempre presente “nei nostri cuori” a detta del suo sosia ufficiale. E che dire della sigla del Festival di San Romolo: un originale rap “…andiamo tutti a vincere sul palco di San Romolo”.

Apre la serata Marco Mengoni, vincitore della passata edizione: interpreta “Io che amo solo te” in ricordo di Sergio Endigo, con i suoi tipici virtuosismi che la voce sicuramente gli permette. Una delle più belle canzoni d’atmosfera…un po’ malinconica ma con il giusto sapore d’un tempo.

Un aperitivo con un amico misterioso: un amante? Da Corso Matteotti, l’uomo misterioso e Luciana, si dirigono verso il Teatro Ariston. Chi sarà il Mister X? ….Il maestro Peppe,tutto vero….Luciana nelle nuove vesti  della signora Vessicchio!

Silvan, per Luciana, “è capace di far scomparire la Jolanda….e poi non la trovi più!”. Una speciale Littizzetto diventa l’assistente del prestigiatore. “Quando c’è da segare qualcuno…è sempre una donna”. La donna del Festival, si è via via accorciata prendendo le dimensioni di Brunetta?

Gino Paoli ha trasformato il Teatro Ariston in un pianobar “atmosphere”. Ricorda tra i diversi artisti, il grande Umberto Bindi, a volte deriso, a volte dimenticato….ma un grande poeta. Il pubblico dell’Ariston si alza e lo applaude incoronandolo come uno dei più grandi esponenti della “musica genovese”.

La prima interpretazione è quella de La donna cannone (De Greogori), eseguita da Perturbazione con Violante Placido. Eleganti gli interpreti. Molto personalizzata, con bei duetti, anche se in alcuni passaggi è abbastanza evidente l’imitazione di De Gregori e del suo stile. Un’uscita teatrale sullo scalone…chiude l’esecuzione del brano.

Francesco Sarcina e Riccardo Scamarcio interpretano un pezzo di Zucchero, “Diavolo in me”: buona interpretazione…ma poco originale.

Frenkye Hi-Nrg con Fiorella Mannoia, sono la prima scintilla della serata: duettano in un brano di Paolo Conte. Fiorella, una cantante “diversamente cantante”, magnetica ed elegante, in tinta con il microfono: due stili diversi a confronto e in contrasto.

Noemi, originale e coreografica la sua presenza al pianoforte…peccato per l’abito! Originalissimo il maestro d’Orchestra con la sua caratteristica capigliatura d’artista!

Francesco Renga e Kekko dei Modà: un bel dialogo canoro tra i due artisti ma poca originalità. Sono due forti personaggi del momento: forse ci aspettavamo qualcosa in più.

Ron interpreta “Casa” (1980) del grande Lucio Dalla; si sente quando il pezzo è “nel cuore” dell’artista. Ron sta vivendo la canzone….e non solo la interpreta. E’ forse la seconda esibizione, dopo quella di Frenkye Hi-Nrg, veramente interpretato e non cantato.

Arisa con WhoMadeWho esegue Cuccuruccuccu di Battiato (1981): bella partenza, originale e molto espressiva l’interpretazione. Un look contrastante ma elegante: perché non ritorna ad indossare gli occhialoni degli esordi, riprendendo sfumature a macchietta?

Raphael Gualazzi e The Bloody Beetrots interpretano un “Nel Blu dipinto di blu”, con stili diversi che si intrecciano tra loro, rendendo il pezzo imprevedibile e dinamico, accompagnato da un’orchestrazione da varietà. Raphael è una grande rivelazione del panorama musicale italiano: peccato che i grandi apprezzamenti arrivino sempre dall’estero.

Fabrizio De Andrè  interpreta musicalmente i ricordi che hanno “dato luce” al brano. E’ un pezzo che vive profondamente, proprio come ha fatto Ron nella precedente esecuzione.

Renzo Rubino si trasforma in un Bubblè da varietà: stile d’altri tempi con una Simona Molinari in versione jazz.

Giusy Ferreri ha scelto una canzone bellissima (Il mare d’inverno) che è un pezzo“grande”  a prescindere…peccato ci sia stata un’interpretazione poco originale, considerato il coinvolgimento di altri due artisti (Alessandro Haber e Alessio Boni).

Antonella Ruggiero è sempre sinonimo di novità, ricerca, innovazione e stupore e nella serata, forse è stata la vera “sorpresa” scenica.

Riccardo Sinigallia, escluso dalla gara ed emotivamente coinvolto, si esibisce con Marina Rei e Paola Turci. Un terzetto dove finalmente il femminile prevale.

A consuntivo, le nuove proposte – quest’anno –  hanno dimostrato di possedere grande talento e personalità artistica, talvolta più dei big. Peccato che le loro esibizioni siano sempre state relegate in tarda serata).

Diodato è ben calato sul pezzo; lo sente e lo interpreta in modo sicuro.

Zibba è un poeta sulle note che sa colorire le parole. Un ritmo coinvolgente che fa rivivere e sognare.

Rocco Hunt, un personaggio, nonostante la sua giovanissima età. Molto sicuro, si muove con spontaneità sul palco che si sa, fa tremare anche i grandi artisti. Lancia un messaggio positivo: propone idee buone, giorni nuovi per sostituire le cose che non vanno. Notare nel suo look il suo inseparabile ciondolo che ormai è diventato “marchio personalizzato”.

The Niro presenta un brano con un’armonia coinvolgente; comunicativamente parlando, non ha una rapida ricaduta all’ascolto.

Mauro Caldera
Scritto da

Da Milano: Giornalista, Ufficio Stampa e Autore Televisivo. Si interessa di musica, cultura e spettacolo e collabora con la Fondazione Mike Bongiorno. Segue in diretta le più importanti manifestazioni musicali italiane.

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