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Reja: ritorno alla Lazio con vittoria

Ai microfoni di Sky Sport HD, nel dopo partita dell’Olimpico, l’allenatore della Lazio Edoardo Reja che ha debuttato nel posticipo contro l’Inter, vinto per 1 a 0.

Una richiesta di equilibrio era un po’ questa la ricetta che bisogna trasmettere alla testa dei giocatori?
Devo dire la verità, e lo avete visto anche voi, la squadra era leggermente preoccupata, per non dire molto, avevamo il timore di tenere la palla. Abbiamo affrontato l’Inter come l’Inter affronta generalmente tutti gli avversari, senza rischiare niente, non dandogli spazio, perché quando commetti l’errore l’Inter ti penalizza. Li abbiamo aspettati e abbiamo pazientato, sapevamo che non eravamo nelle condizioni migliori, ma abbiamo fatto una partita, dal punto di vista tattico, molto, molto intelligente, abbiamo avuto una palla e l’abbiamo sfruttata. Diciamo che c’è andata bene.

La vittoria rilancia un po’ gli obiettivi della Lazio?
Non possiamo guardare avanti, agli obiettivi, perché questa è una squadra che gioca sicuramente meglio, oggi non abbiamo giocato molto bene, eravamo leggermente preoccupati. È chiaro che questa squadra può fare molto, ma molto di più. Intanto, teniamoci il risultato e spero che dopo questo risultato arrivi un po’ di serenità, un po’ di tranquillità. So benissimo che i rendimenti individuali devono crescere molto. Mi attendo ancora progressi.

Quando l’hanno chiamata per tornare alla Lazio, ha pensato che fosse uno scherzo telefonico, qualcuno che imitava Lotito?
No, no, Lasciamo stare.

Cos’ha provato in quel momento?
Io con il presidente mi sentivo, non dico spesso, ma una volta al mese, ogni mese e mezzo, una telefonata gliela facevo per salutarlo. Abbiamo sempre mantenuto un rapporto di stima, soprattutto. Poi, immaginavo che mi chiamava quella sera, non volevo neanche rispondere. Infatti, le prime due telefonate, ho visto Lotito e Tare e non ho neanche risposto e mi sono detto, eccoci qua, ci siamo. Poi, invece, ho dovuto rispondere perché non mi sembrava giusto e abbiamo parlato.

Non era una battuta, davvero non ha risposto alla prima chiamata
È vero, è vero. Ma io non faccio battute e non dico delle falsità, è la verità.

Ma è stato difficile convincerla?
Stavo così bene a casa, senza problemi. Infatti, mi ha detto, ma cosa vai a prendere ancora dei problemi. Ma io mi sento ancora nelle condizioni di poter dare ancora molto a questa squadra, almeno lo penso e me lo auguro, soprattutto per i tifosi, per il presidente, per chi mi ha dato ancora fiducia. Stare lontano dai campi, uno come me che ha iniziato a 15 anni, ne ho 60 e sono sempre stato in prima linea e mi sembrava non giusto chiudere così definitivamente la mia carriera da tecnico. Adesso ho ancora la possibilità di continuare e mi sento ancora nelle condizioni di poter dare qualcosa ai ragazzi.

È vero che il Napoli le aveva offerto un incarico?
Con De Laurentiis si parlava di una soluzione estera, perché lui è già un due o tre anni che ha questa idea e avevo dato la mia disponibilità, ma la squadra non l’ha trovata e sono rimasto fermo a casa. Poi, è arrivato il presidente Lotito, sono arrivato a Formello, è stato emozionante ritrovare tutti gli addetti ai lavori. Ci sono state delle manifestazioni di affetto e ho provato qualche leggero brivido.

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