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Interviste

Raoul Bova: “Italiani, cercate e valorizzate le cose belle della vita!”

Nell’anno appena concluso, su Lifestyleblog.it sono stati tanti i personaggi del mondo dello star-system che ci hanno tenuto compagnia. In occasione dell’inizio del 2014 abbiamo deciso di regalarvi un’intervista a uno degli indiscussi protagonisti del mondo dello spettacolo di ieri, di oggi e di domani: Raoul Bova. Abbiamo incontrato l’amatissimo attore romano in occasione della presentazione alla stampa della sua ultima fatica cinematografica, la fortunata pellicola di Fausto Brizzi intitolata Indovina chi viene a Natale?, dove interpreta Francesco. Di seguito la nostra scoppientante chiacchierata…
 
Da qualche settimana sei tornato sul grande schermo con Indovina chi viene a Natale, il nuovo film di Fausto Brizzi?
Si tratta di un film dedicato alle famiglie, che affronta tra l’altro tematiche importanti come l’arrivo del nuovo e l’integrazione del diverso. Affrontare in una commedia questi aspetti della vita fa sì che vengano offerte al pubblico, tra una risata e l’altra, delle grandi verità. Molte delle situazioni che vengono raccontate in Indovina chi viene a Natale, infatti, si verificano anche nella quotidianità di tutti quanti. 
 
Quanto è difficile, e allo stesso tempo importante, far ridere il pubblico in un periodo in un periodo complicato come quello che stiamo vivendo?
È importantissimo. La risata, e in particolare chi riesce a far ridere, regala al prossimo una sensazione positiva. Per questo, credo che ognuno di noi dovrebbe circondarsi di situazioni piacevoli per poter ridere di più. E tutto questo il Natale, in qualche modo, ce lo impone. Come del resto ci impone di diventare tutti un po’ più buoni. Inizialmente, questa imposizione natalizia non la accettavo. Quest’anno, invece, credo che la seguirò e allo stesso tempo mi imporrò, da solo, di essere felice. Perchè abbiamo anche il diritto di essere felici. Tutti quanti. 
 
Nel film interpreti il personaggio di Francesco, un ragazzo che non ha le braccia e che è costretto a far quasi tutto con i suoi piedi…
Per poterlo interpretare non ho voluto ricorrere a una controfigura, per rispetto nei confronti della tipologia di ruolo che mi era stata assegnata. In alcune scene del film ho dovuto utilizzare delle finte protesi, legandomi le braccia all’indietro. Non nascondo di aver avuto qualche problema di circolazione ma nulla di serio o di insopportabile. E’ stata una bella sfida.
 
Se potessi lanciare un messaggio a tutti gli italiani che giorno per giorno fanno i conti con i più disparati problemi per poter andare avanti e che sono sempre più sfiduciati?
Penso che ci troviamo, un po’ tutti, in una situazione particolarmente difficile. Però ritengo sia necessario non perdere mai di vista il controllo, cercando di mantenere sempre una visione positiva della vita. Insomma, consiglierei di mettersi alla ricerca di quel poco di bello che c’è, cercando di valorizzarlo il più possibile. Tanto, di situazioni spiacevoli ce ne sono molte in giro e se ci comportiamo anche noi male tutto andrebbe ancora peggio. Ognuno di noi dovrebbe impegnarsi a trasformare tutto ciò che c’è di brutto in bello. 
 
Prossimamente ti rivedremo in televisione con la fiction Angeli, accanto a Vanessa Incontrada…
Sì, abbiamo già terminato le riprese e andrà in onda su Mediaset, anche se con precisione non saprei ancora dire quando. 

Lavori tanto per la televisione quanto per il cinema. Hai delle preferenze a riguardo?
Prima di accettare un progetto, faccio un’attenta valutazione sia del personaggio che di tutta la storia all’interno della quale si muove. Dipende tutto dall’emozione che provo nel momento in cui vado a leggermi il copione…
 
C’è un personaggio che moriresti dalla voglia di interpretare? Magari un supereroe…
Sì. D’altronde sono tanti i personaggi che ancora non mi sono mai stati proposti. Da parte mia, cerco di variare il più possibile nella scelta dei personaggi da interpretare, come credo facciano tanti altri miei colleghi. Credo sia normale, infatti, per chi fa un lavoro come il mio, preferire di cimentarsi in nuovi panni piuttosto che con ruoli che si ha la sensazione di aver già interpretato in passato.
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