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Matri: “Questi gol a chi mi è stato vicino”

Ai microfoni di Sky Sport HD, nel dopo partita del Massimino, l’attaccante della Fiorentina Alessandro Matri.

Che cos’è questo infortunio che hai rimediato?
C’è stato un risentimento muscolare al polpaccio, domani faremo delle visite per accertare cosa c’è.

Montella non ti ha rischiato nel secondo tempo, in un pomeriggio pieno di emozioni per te.
Si, è stato un bel pomeriggio, un pomeriggio sognato, perché c’era voglia, visto che era tanto tempo che non passavo un pomeriggio del genere. Quindi, da parte mia c‘era tanta voglia, poi, accompagnata con la vittoria fuori casa.

Hai promesso più di dieci gol, con la doppietta di oggi se già sulla buona strada
No, li ha promessi il direttore, io non ho fatto numeri. Il direttore si è sbilanciato un po’ e spero di avvicinarmi alla cifra che ha detto lui.

Cosa scatta nella testa di un attaccante come lei, quando le succede quello che le è successo in questo ultimo anno? Come si fa a mantenere l’equilibrio.
Un po’ lo perdi l’equilibrio, sinceramente, però, solo chi ti vive vicino nei momenti privati, diciamo a casa, sa quello che provo veramente, sa quello che ho provato in questi sei mesi per me negativi e oggi è stata una bella liberazione. Tengo a dedicare questi due gol alla mia famiglia, alla mia ragazza e a chi, sicuramente, in questi sei mesi mi è stato vicino e ha visto quanto ho sofferto.

I tuoi gol di oggi e la tua partita, hanno a che fare con il modo di giocare della Fiorentina?
Penso di si. Il primo gol, comunque, è frutto di un’azione che la Fiorentina fa spesso, il secondo è una chiara occasione che può capitare in tutte le partite, in tutte le squadre e sono stato bravo e fortunato a crederci.

Vuol dire che il suo modo di giocare non ha aveva a che fare con il gioco del Milan di questo momento?
No, anche in conferenza ho detto che quello che è successo in sei mesi io sono sempre pronto a prendermi le mie colpe. Uno si deve ambientare, probabilmente, sono stati questi sei dove ho avuto delle difficoltà nell’ambientarmi in campo e, penso sia stato chiaro, che ci siano stati, comunque, dei problemi di tanti tipi e questo è stato uno dei tanti motivi.

Ti ha dato più fastidio andare via dalla Juve o dal Milan?
Sono state tutte e due mie scelte perché, comunque, avevo bisogno di giocare e, quindi, quando uno va via da una grande squadra, dopo grandi risultati, è perché uno vuole giocare, vuole far veder di valere ancora. Ho 29 anni ed è ancora un po’ presto per stare in panchina ad aspettare il proprio momento.

Perché hai scelto la Fiorentina?
Perché c’era il 32 libero. No, perché all’istante, le possibilità di giocare erano alte e, poi, mi affascinava il progetto, il modo di giocare della Fiorentina e, quindi, quando ci sono tanti ingredienti ti fanno piacere, diciamo, la scelta è stata fatta quasi nell’immediato.

C’era anche l’Inter a corteggiarti?
Con il mio procuratore siamo abituarci a dirci le cose quando sono concrete, di concreto c’era la Fiorentina e la mia intenzione era di andare alla Fiorentina.

Ma da ex juventino ed ex milanista, ci saresti andato all’Inter?
Si, perché sono professionista, io vado dove per me è meglio, Firenze mi sembrava la soluzione migliore e ci tengo a dire che non rinnego il mio passato e non l’ho rinnegato mai. Però, io sono un professionista e ci tengo a far bene nella squadra in cui gioco.

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