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Canali: la collezione autunno-inverno 2014-15

Un viaggio da Oriente a Occidente, l’acqua come elemento evocativo di congiunzione tra due mondi, collegamento simbolico tra culture lontane ma compenetrate nelle architetture, nei commerci, nell’arte.
Acqua interpretata nella sua plasticità materica, nel suo perenne delicato oscillare fatto di toni lividi e lagunari tipici veneziani, sfiorata all’improvviso, nel diradarsi di cirri invernali, da fredde lame di luce che diffondono infiniti riflessi sulle architetture sospese nell’acqua.
Una scenografia liquida, in delicato movimento. Nel mezzo, un’immaginaria isola di San Giorgio su cui si è posato un pianoforte a gran coda a tradurre il flusso delle maree nelle meravigliose note di Ludovico Einaudi.
Fluidità di forme, tessuti e colori, dunque, per una collezione pensata per un uomo colto e curioso, ironico e audace, e sempre impeccabilmente elegante.
Colli a scialle sono i protagonisti principali di maglie, camicie e cappotti e regalano ai capi un effetto estremamente ampio e scenografico. I cappotti bilanciano i volumi importanti con spalle destrutturate e morbide, stretti in vita o scivolati, impreziositi talvolta da colli in pelliccia.
Le giacche sono, invece, più contenute ma mai troppo asciutte; mentre i pantaloni a sigaretta lasciano intravedere polacchini e stivaletti dalla forma leggermente a punta. Per completare il look sciarpe, spille e borse sono proposte in materiali preziosi e indossate come veri e propri gioielli.
Tessuti pregiati e morbidissimi, tutti in esclusiva per Canali, richiamano alla mente il fasto di un’epoca passata. Panni, flanelle tinta unita o con una delicata gessatura e l’immancabile velluto, stoffa veneziana per eccellenza, sono arricchiti da straordinari disegni. Geometrie di ispirazione vagamente decò o con richiami poetici all’evanescente tappezzeria di un palazzo nobiliare, diventano protagoniste di bellissimi cappotti, giacche damascate, velluti stampati e maglie in mohair, sontuose come cappe settecentesche.
I colori della collezione guardano, anch’essi, alla città lagunare con i suoi infiniti bagliori. Dalle tinte lattiginose e neutre di un’alba nebbiosa, come filtrata dal pennello di Vittore Carpaccio, alle innumerevoli sfumature tra il verde e l’azzurro di una giornata invernale di sole, passando per i palazzi sfarzosi, con i loro saloni tiepoleschi rosa antico, cipria e celeste.
Nuances precise ed evanescenti che, attingendo ad una tradizione italiana di eccezionale ricchezza, si mescolano ai favolosi echi orientali tipici della repubblica marinara.

Lifestyleblog.it
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