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lunedì 18 Gennaio 2021

I pistacchi aiutano a contrastare il diabete di tipo 2

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Buoni, sani e sempre più salutari. Nuovi studi supportati dall’ International Nut and Dried Fruit Council suggeriscono che i pistacchi possono contribuire a contrastare il diabete di tipo 2. Le ricerche sono state presentate nel corso dell’ International Congress of Nutrition che si è tenuto tra il 15 e 20 settembre a Granada, in Spagna. Tra i temi trattati nel simposio “Nuts in Health and Disease”, gli effetti benefici della frutta a guscio sulla salute, in particolare in relazione a patologie come l’infarto del miocardio, l’ictus e la sindrome metabolica.
Recenti studi scientifici dimostrano infatti i benefici del consumo regolare di frutta a guscio, non solo sulla salute cardiovascolare, ma anche su diabete, funzione cognitiva, arteriosclerosi, sindrome metabolica, biomarcatori di infiammazione, ecc. [i] Il consumo di frutta a guscio, tra cui i pistacchi, inoltre non è associato ad un rischio maggiore di aumento di peso, ma anzi è una fonte di preziosi nutrienti. I benefici sulla salute derivanti dal consumo dei pistacchi sono sottolineati da numerose ricerche promosse dalla American Pistachio Growers, l’associazione che rappresenta membri tra i coltivatori di pistacchio americano e conduce studi scientifici sulle proprietà nutrizionali dell’oro verde della California.

In particolare, lo studio PREDIMED[ii] ha analizzato come una manciata di frutta a guscio al giorno (15g di noci, 7,5g di nocciole, e 7,5g di mandorle) riduca del 28% l’incidenza di malattie cardiovascolari (infarto miocardico, ictus e morte cardiovascolare). La Dott.ssa Monica Bulló[iii] ha presentato gli studi preliminari del progetto EPIRDEM, che ha l’obiettivo di stabilire se una regolare assunzione di pistacchi possa aiutare a ridurre i sintomi della sindrome metabolica e il rischio di diabete di tipo 2. I pistacchi sono stati studiati in relazione al loro profilo lipidico e ad altri fattori di rischio cardiovascolare, la Dott.ssa Bulló li sta esaminando per valutare il loro effetto sul metabolismo del glucosio, l’insulino-resistenza e il rischio di diabete di tipo 2 . “In effetti” – conferma il nutrizionista Giorgio Donegani, presidente della Fondazione Italiana per l’Educazione Alimentare – “la ricchezza di fibre unita alla particolare composizione dei grassi contenuti nel pistacchio, può da un lato aiutare la modulazione della glicemia postprandiale e dall’altro contribuire efficacemente a un miglior profilo dei lipidi ematici, funzionale alla protezione cardiovascolare” .
I risultati di uno studio epidemiologico relativo agli effetti della frutta a guscio sulle malattie croniche, presentati durante la conferenza dal professor Frank Hu della Harvard University, provano poi che aumentarne il consumo ( ≥ 5 volte a settimana) contribuisce a ridurre del 30% il rischio di contrarre malattie cardiovascolari[iv]. Linda Tapsell, professore presso l’Università di Wollongong, in Australia, ha spiegato che il consumo di frutta a guscio non è associabile ad un maggiore rischio di aumento di peso, ma anzi quest’ultima è raccomandabile come parte della dieta per prevenire l’obesità, la sindrome metabolica e altre malattie croniche. [v]
Infine, il Dr. Sabaté, professore di Sanità Pubblica all’Università di Loma Linda, in California, e pioniere nello studio dei benefici della frutta a guscio sulla salute, ha concluso: “I dati epidemiologici indicano che l’inclusione di frutta a guscio nella dieta rappresenta un rischio minimo per l’aumento di peso e questo è supportato da studi clinici”. [vi]

Informazioni sui pistacchi
I pistacchi sono uno snack delizioso e nutriente che contiene più di 15 importanti sostanze nutritive, come antiossidanti, fibre e proteine vegetali.
Gli antiossidanti aiutano a proteggere il corpo dal danno ossidativo. L’ossidazione, un processo che si verifica attraverso le naturali funzioni del corpo come l’esercizio fisico, produce radicali liberi, che possono attaccare le cellule sane e indebolirle, rendendole più sensibili alle malattie. Gli antiossidanti, come la vitamina E e i carotenoidi, tra cui beta-carotene e luteina, aiutano a proteggere le cellule dai danni causati dai radicali liberi. I pistacchi contengono gamma tocoferolo (un tipo di vitamina E), luteina/zeaxantina e beta carotene (carotenoidi).

I pistacchi sono uno snack privo di colesterolo che contiene solo 1,5 grammi di grassi saturi e 13 grammi di grassi a porzione, la maggior parte dei quali deriva da grassi monoinsaturi e polinsaturi. Una porzione di circa 30 grammi corrisponde a 49 pistacchi, che è il più alto numero di unità a porzione in confronto a qualsiasi altro tipo di frutta secca a guscio. Con 6 grammi di proteine e 160 calorie per porzione, i pistacchi sono lo snack perfetto per gli sportivi, rispetto a qualsiasi altro spuntino con lo stesso apporto calorico. Una manciata di pistacchi contiene più potassio (300 mg, 8 per cento) di un’arancia (250 mg, 7 per cento), facendone un alimento completo per uno snack o un ingrediente da inserire nella dieta quotidiana.

 


[i] Estruch R, et al. Primary prevention of cardiovascular disease with a Mediterranean diet.
New Engl J Med. 2013 Apr 4;368(14):1279-1290.

[ii] Ibarrola-Jurado N, et al. Cross-sectional assessment of nut consumption and obesity,
metabolic syndrome and other cardiometabolic risk factors: The PREDIMED study. PLoS
One. February 2013; 8(2): e57367.

[iii] Unitat de Nutrició Humana. Facultat de Medicina de Reus, Universitat Rovira i Virgili, Reus Tarragona: EPIRDEM STUDY – Effects of pistachio intake on insulin resistance and type 2 diabetes mellitus, 2011- 2013.

Kendall CWC, et al. The impact of pistachio intake alone or in combination with
high-carbohydrate foods on post-prandial glycemia. Eur J Clin Nutr. 2011;65(6):696-
702.

Sauder KA, et al. Effect of pistachios on lipids, lipoproteins, glucose metabolism, and
insulin sensitivity in type 2 diabetes. FASEB J. 2013;27:A2313,368.4.

Jenkins DJA, et al. Nuts as a replacement for carbohydrates in the diabetic diet.
Diabetes Care. 2011 Aug;34(8):1706-1711.

[iv] Consumption of plant seeds and cardiovascular health: epidemiological and clinical trial evidence.
Ros E, Hu FB.
Li, T.Y., A.M. Brennan, N.M. Wedick, C. Mantzoros, N. Rifai, F.B. Hu, 2009. Regular consumption of nuts is associated with a lower risk of cardiovascular disease in women with Type 2 diabetes. J Nutr. 139:1333-1338.

[v] Lopez-Uriarte, P., R. Nogue’, G. Saez, M. Bullo’, M. Romeu, L. Masana, C. Tormos, P. Casas-Agustench, J. Salas-Salvado, 2010. Effect of nut consumption on oxidative stress and the endothelial function in metabolic syndrome. Clin Nutr. 29(3):373-380.

Ibarrola-Jurado N, et al. Cross-sectional assessment of nut consumption and obesity, metabolic syndrome and other cardiometabolic risk factors: The PREDIMED study.  PLoS One. February 2013; 8(2): e5736.
Vadivel V, et al.  Health benefits of nut consumption with special reference to body weight control. Nutr. 2012;28:1089-1097.

[vi] Bes-Rastrollo, M., N.M. Wedick, M.A. Martinez-Gonzalez, T.Y. Li, L. Sampson, F.B. Hu, 2009. Prospective study of nut consumption, long-term weight change, and obesity risk in women. Am J Clin Nutr. 89:1-7.

Flores-Mateo G, et al. Nut intake and adiposity: Meta-analysis of clinical trials. Am J Clin Nutr. 2013;97:1346–1355.

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