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Buffon: “Crediamo di poter fare bene anche in Europa “

Il giorno dopo Sampdoria-Juventus, in esclusiva ai microfoni di “Sky Calcio Show” è intervenuto in diretta su Sky Sport HD il portiere bianconero Gigi Buffon.

Un’ottima partenza
Siamo partiti bene, col piede giusto, però c’è anche da dire che chi ben comincia è a metà dell’opera, però mancano ancora 37 partite e quindi non abbiamo fatto ancora nulla.
Quanto pesa partire da favoriti?
No, è molto bello perché responsabilizza e chiaramente secondo me certi giocatori hanno bisogno di sentire certe pressioni e certe responsabilità. D’altra parte stimola anche gli avversari e le altre squadre a combattere per sfatare questo mito temporaneo e momentaneo della Juve.
Hai detto qualche giorno fa che rinunceresti a due-tre anni di carriera per una vittoria in Champions? Pensi che la Juve possa contenderla agli squadroni europei?
Siamo e abbiamo dimostrato l’anno scorso di essere una squadra competitiva. Da lì a vincere ce ne passa molto, ci vuole quel briciolo  di fortuna anche nei sorteggi perché magari se l’anno scorso avessimo evitato il Bayern Monaco ai quarti e l’avessimo affrontato in una gara unica in finale, non sapevamo cosa poteva succedere, però è anche vero che sappiamo che ci sono tre o quattro corazzate che hanno più carte in regola rispetto a noi per poter vincere.
A cosa avresti rinunciato invece pur di trattenere Conte sulla panchina  della Juve nel momento in cui sembrava dovesse andare via?
Un brivido lungo la schiena mi è corso. Quando si parla giornalmente di una problematica che per noi giocatori è inesistente ma si vede che poi è reale, un po’ di paura viene perché l’allenatore è il nostro valore aggiunto. E’ un fattore imprescindibile per noi e il fatto di dovervi rinunciare sarebbe stato un grandissimo sacrificio per tutti.
Cosa avresti dato pur di trattenerlo?
Per Conte due settimane di carriera gliele regalo volentieri (sorride, ndr).
Nel pre campionato, negli Stati Uniti, c’è stato un discorso di Conte simile a quello fatto al suo arrivo alla Juve?
Proprio perché tutti danno per scontato che la Juve vinca per il terzo anno consecutivo lo Scudetto e scontato non lo è, e ve lo assicuro perché l’ho vissuto sulla pelle proprio insieme al nostro allenatore, appena arrivati negli Stati Uniti ci mise in guardia perché realmente una squadra che viene da due campionati vinti, riuscire a triplicare è una cosa molto difficile perché rischi alla prima difficoltà di scioglierti perché non hai più quella rabbia agonistica, quella voglia e quella determinazione per arrivare al conseguimento del risultato che magari hai già ottenuto due anni prima.
A te ha detto: “Ricordati di quando eravamo compagni”
Mi disse di ricordarmi di quando eravamo compagni ma poteva anche evitare di dirmelo perché me lo ricordavo benissimo: quell’anno lì, che sembrava vincessimo facendo una passeggiata, ci scottammo arrivando addirittura terzi. Sono esperienze che giovano nell’arco di una carriera per non ripetere determinati errori e non essere faciloni.
Ci racconti Tevez?
In effetti devo dire che il dipinto che è stato fatto di Tevez non è assolutamente veritiero, perché poi conoscendolo e stando fianco a fianco con lui giornalmente, capisci perché è considerato un campione e perché lo è. E’ un ragazzo che si mette a disposizione del gruppo, che si sacrifica per il gruppo, che antepone il bene del gruppo all’egoismo e poi ha delle qualità veramente incredibili.
Siete più “europei” con i nuovi acquisti rispetto all’anno scorso?
Sicuramente penso che il Bayern sia il punto di riferimento di ogni squadra, è chiaro che ha cambiato la guida tecnica però non mi sembra che abbia avuto dei grossi problemi fino adesso. Questo significa che l’allenatore che hanno è stata una scelta azzeccata, ma nessuno aveva dubbi, e che i giocatori che hanno a disposizione sono dei grandi giocatori. Credo che l’anno scorso abbiano ampiamente meritato la vittoria finale ma m’impressionarono per la grande organizzazione tattica, la disponibilità al sacrificio e la tecnica individuale, perché quando hai una squadra che si difende bene e poi riesce a ripartire con gente come Ribery o Robben che creano sempre la superiorità numerica è chiaro che per gli avversari diventa molto ardua.
La Juve ha un grande organico. Ha il dovere di rappresentare l’Italia fino in fondo in Champions?
Sicuramente. Non è che questo tipo di responsabilità la respingiamo però è anche vero, in maniera molto obiettiva, bisogna fare sapere a tutti che ci sono due o tre squadre che sono superiori a noi come organico. Poi credo che alcune volte anche il fatto di incontrare una squadra più forte di te nel tuo momento migliore dal punto di vista fisico e della convinzione, magari può anche sovvertire certi risultati che possono sembrare scontati. Noi crediamo di poter fare bene anche in Europa ma da lì a vincere ce ne passa sempre.

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