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Confederations Cup: l’intervista a Buffon

Il portiere dell’Italia Gianluigi Buffon ha parlato in esclusiva ai microfoni di Sky Sport HD, nel post partita di Uruguay-Italia.

Dopo la partita con la Spagna, abbiamo sentito che Gigi Buffon è un portiere non sa parare i rigori. Dopo stasera è ancora così?
Questi sono discorsi di una pochezza aberrante, che da un certo punto di vista mi umiliano anche. Sinceramente non mi va di sentirli perché basta andare a vedere la storia di ognuno di noi e la storia parla. Non devo stare qua a dire quanti ne ho parati, perché non mi interessa. So solo che in Nazionale sono andato cinque volte ai rigori e ho vinto tre volte, per cui non mi sembra una cosa schifosa, avendone parati una volta due, una volta una, una volta tre. E in più, nella mia storia in Nazionale ho parato un rigore ai Mondiali, uno agli Europei, non so quanti portieri della Nazionale italiana lo abbiano fatto. Mi sembra veramente da persone piccole dover sottolineare queste cose, perché non è da me. Non voglio nemmeno entrare in questo gioco, perché mi infastidisce e basta.
Cosa ti porti via da questa Confederations Cup?
L’amarezza di non aver parato un rigore con la Spagna, quello senza dubbio. Però anche la grande gioia di condividere con dei compagni d’oro e con un gruppo d’oro un’esperienza simile, perché veramente abbiamo un gruppo che è la nostra forza e penso che il mister l’abbia capito e tutti quelli che gravitano intorno a noi l’hanno capito. E faremo modo e maniera per tutelarlo nel miglior modo possibile, perché veramente poter disporre di 23 ragazze in questa maniera è veramente un grande lusso e una grande fortuna.
Questa è una squadra che può pensare di vincere il Mondiale?
No, quello no. La nostra è una squadra che può e ha dimostrato di poter far partita contro tutti e di non partire battuta con nessuno. E questa è una grande forza e una grande certezza. Da qui al prossimo Mondiale se possibile vorremmo cercare di migliorare oltremodo e di continuare questo percorso di crescita che portiamo avanti da parecchio.
Al collo hai una medaglia di bronzo: è bronzo o è qualcosa di più?
No, è bronzo. Bisogna essere realisti, il realismo ci dice che siamo arrivati terzi ed è giusto così. Sono contento perché eviterò al prossimo Mondiale di arrivare terzo o quarto, perché in carriera mi mancava solo la finalina, ora sono riuscito a farla e ora mi auguro che il prossimo anno si possa fare la ‘finalona’.

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