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Mazzarri: “Il mio futuro non sarà a Napoli”

L’allenatore del Napoli Walter Mazzarri ha parlato in esclusiva ai microfoni di Sky Sport HD, nel post partita di Roma-Napoli.

Cosa ci deve dire sul suo futuro?
Il mio futuro non sarà più a Napoli. Voglio ringraziare i tifosi, le due curve che sono l’anima del tifo a Napoli. Ho concluso il mio ciclo qua, tre anni stupendi. Mi sono commosso con i ragazzi nello spogliatoio, mi hanno dato l’anima. Ringrazio tutti quelli che mi sono stati vicini. Ho preso questa decisione a fine campionato proprio per rispondere a quelli che hanno detto che ho mancato di rispetto ai tifosi aspettando la fine del campionato. Io invece credo di avere avuto rispetto perché volevo cercare di portare il Napoli più in alto possibile. Se avessi detto prima la mia decisione probabilmente col Siena non avremmo vinto perché magari ragazzi che sono molto legati a me avrebbero avuto un contraccolpo psicologico. E’ una scelta che era già stata presa da qualche giorno. Ringrazio Bigon e il Presidente che hanno tentato fino all’ultimo di farmi cambiare idea. Quest’estate avevo già pensato di fare una cosa del genere tanto è vero che avevo rifiutato un prolungamento del contratto, sono rimasto a scadenza giocando sulla mia pelle perché se avessi fatto una brutta annata chissà come sarebbe andato a finire il mio futuro. Mi è andata bene, abbiamo fatto grazie a questi giocatori e alla società un campionato meraviglioso. E a questo punto credo sia giusto così, cambiare eventualmente aria oppure stare fermo, vedrò in base a come mi sentirò e  alle offerte che mi verranno fatte. Se avrò gli stimoli giusti andrò altrimenti potrei rimanere anche fermo qualche mese.
I motivi principali di questa decisione?
Per me un allenatore come Capello dice che in Italia più di 4-5 anni un allenatore con lo stesso gruppo e nello stesso ambiente non deve stare. Io la penso come lui.  Se fossi rimasto ancora, la maggior parte del gruppo non avrebbe recepito allo stesso modo certe mie sollecitazioni.
Hai dato più tu a De Laurentiis o viceversa in questi anni?
Io parlo sempre con i fatti. In ogni società, se non c’è il confronto vuol dire che non c’è la giusta carica e non ci sono i giusti equilibri. Qualche divergenza fa parte degli stimoli ma alla fine si va in campo. Siamo stati quattro anni uniti. I motivi di questa mia decisione sono da vedere con me stesso, non c’è assolutamente altro da aggiungere. Col Presidente ci siamo salutati davanti ai giocatori mezzora fa.
Che tipo di progetto ti aspetti? In Italia o all’estero? Si è parlato dell’Inter o anche dell’Anzhi?
Per rispetto della mia società non ho voluto incontrare e parlare con nessuna società. Dal momento in cui è finito il campionato, da domani ragionerò sul mio futuro e valuterò se ci saranno proposte concrete che mi potranno interessare.

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