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Stramaccioni: “Non ci voleva l’infortunio di Zanetti”

L’allenatore dell’Inter Andrea Stramaccioni ha parlato in esclusiva ai microfoni di Sky Sport HD, nel post partita di Palermo-Inter.

 

Sulle condizioni di Javier Zanetti

Ovviamente non voglio dar giudizi che non mi competono da un punto di vista medico, però la lesione al suo tendine d’Achille del piede sinistro c’è. Quindi, per noi è un altro brutto colpo, soprattutto perché il valore del capitano, anche in un momento così difficile, per noi è incredibile.

È giudicabile una squadra che, quando va bene, perde un giocatore a partita?

Sicuramente l’infortunio oggi di Javier non ci voleva. È difficile anche per me commentare una situazione così, perché penso che abbiamo preso questo gol su un nostro infortunio. Purtroppo un errore che abbiamo pagato subito caro, ma l’Inter poi ha veramente messo tutto quello che aveva in campo, abbiamo avuto anche nel secondo tempo le occasioni per far gol, purtroppo davanti poi non siamo riusciti ad avere quel peso che avremmo voluto, però sicuramente una situazione così è difficile anche da commentare.

È arrivata oggi l’ottava sconfitta nelle ultime undici trasferte, l’Inter è settima e l’Europa League si allontana. Non vede l’ora che questa stagione finisca?

No, dobbiamo giocare ancora quattro partite importantissime, addirittura domenica ci aspetta il Napoli, poi la Lazio e l’Udinese, sono tre squadre dirette concorrenti. Però sicuramente oggi l’aver perso Javier è un brutto colpo in un momento particolarmente difficile, però i ragazzi, quelli che sono stati in campo, anche i più giovani, hanno messo tutto quello che avevano e secondo me questa in questo momento è la nostra situazione.

Nel secondo tempo l’Inter è riuscita a costruire qualche occasione, cosa è mancato però nel primo tempo?

Abbiamo perso un altro giocatore nei primi quindici minuti e non è un giocatore come gli altri. Sicuramente abbiamo pagato i primi minuti da un punto di vista organizzativo, poi secondo me con l’andare dei minuti già avevamo chiuso bene il finale di primo tempo. E nel secondo tempo secondo me l’Inter ha fatto meglio, abbiamo avuto questa grande occasione con Alvarez che poteva portare al pareggio, anche Handanovic ha fatto una parata importante, però anche in questo molti giocatori si stanno sacrificando in degli straordinari e un pochino lo stiamo pagando. Poi ovviamente nel finale sicuramente non possiamo dare una responsabilità dell’attacco solamente a ragazzi come Forte e Garritano, che sono entrati dando veramente il massimo e mettendosi al servizio della squadra. In questo senso è anche difficile commentare, perché se Ricky avesse trovato il gol in questa occasione, magari saremmo riusciti a fare anche risultato.

Le ultime quattro partite non potrebbero essere usate in funzione dell’Inter del futuro, per pianificare a tavolino la ricostruzione?

Sicuramente questo compete ai nostri direttori, al presidente. Io devo tenere la squadra sul campo, tenere la testa sul campo, perché sono quattro partite importanti. Anche oggi l’avete visto, l’errore purtroppo ci può stare, abbiamo fatto un errore grave che ha condizionato la partita, però la squadra veramente ha messo tutto quello che aveva in campo. E questo è lo spirito da qui alla fine, perché dobbiamo veramente mettere tutto quello che abbiamo. Speriamo di recuperare qualche calciatore in questa settimana, perché altrimenti è veramente più difficile poter avere continuità.

Parlando dell’Inter che verrà: qualche dirigente in settimana ha detto che il progetto ripartirà dalla mediana. È lì che verrà fatto l’investimento più grosso?

Non è per non rispondere, però è giusto che l’allenatore in un momento così difficile a livello di mezzi, di uomini, di situazioni e di risultati, pensi solo alle quattro partite che mancano, perché in questo momento non devo essere io a parlare di futuro, perché abbiamo un presente in cui forse dobbiamo dare più del 100%, l’abbiamo visto anche oggi.

Non è che non si sente parte del futuro?

No, non è questo. Se l’allenatore in un momento così parla di quello che farà dopo il 26 maggio, secondo me, commette un grande errore. Io sto con i miei ragazzi, con quelli che ci sono adesso, siamo tutti insieme, oggi eravamo nello spogliatoio veramente arrabbiati, tristi, distrutti, perché anche il capitano a livello psicologico è per noi una guida, un faro. Quindi, assolutamente non deve essere per noi un alibi: quattro partite alla morte, tutto quello che abbiamo. Di mercato c’è chi se ne occupa, sanno le mie idee, però l’allenatore adesso sta con la testa nello spogliatoio, sulla squadra: quattro partite alla morte, poi si vede.

 

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