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Interviste

Intervista a Lorella Cuccarini

(intervista a cura di Bruno Bellini) – Anche quest’anno, Trenta Ore per la Vita, si avvale dell’ infaticabile socio fondatore e testimonial di sempre, Lorella Cuccarini. Con lei abbiamo parlato dell’importanza di Trenta Ore per la Vita ma anche di progetti futuri, televisione e vita privata. Il tutto all’insegna della cordialità e simpatia che la contraddistinguono. Ecco l’intervista.

Ti stiamo ammirando in questi giorni come testimonial di Trenta Ore per la Vita. Vuoi ricordare brevemente anche ai nostri lettori l’importanza di questa iniziativa?
Trenta ore per la Vita è un’associazione nata vent’anni fa ed è diventata un punto di riferimento. In questi ultimi tre anni stiamo portando avanti una campagna molto importante con Croce Rossa Italiana per cardio proteggere le scuole, gli impianti sportivi e pubblici oltre che per diffondere la cultura del primo soccorso. Purtroppo ci sono dei dati, che sto comunicando in questi giorni, del tutto sconcertanti e poco conosciuti: 70.000 persone che muoiono ogni anno per arresto cardiaco improvviso. Sono un numero pari alle persone che muoiono per forme di tumori più comuni, o un numero che è dieci volte più alto delle morti per incidenti automobilistici. Una cifra altissima, una strage silenziosa di cui non se ne parla mai. La cosa che fa più rabbia è che sono tutte morti che si potrebbero evitare perché avvengono per la sciagurata casualità di non avere un defibrillatore accanto a sé e una persona che sappia intervenire in attesa dei soccorsi. Abbiamo cominciato questa campagna e devo dire che, in tre anni, comincia ad esserci una percezione del problema molto più forte. Abbiamo creato 800 presidi sul territorio e formato 5000 persone. Sono cifre che, seppur soddisfacenti, sono gocce nel mare rispetto alle necessità del nostro paese.

Sei un po’ dispiaciuta che rispetto al passato abbia avuto meno spazio in tv?
Non è vero. Se paragonato ai primissimi anni, con trenta ore di diretta, è stato superato da tempo. Oramai Trenta Ore per la vita ha una sua conformazione che è molto diversa, ovvero di muoversi all’interno dei palinsesti della Rai. Devo dire che è una manifestazione molto sentita dalla stessa Rai e anche dai programmi. E’ chiaro che non c’è più il programma costruito ad hoc, ma ci si muove nell’ambito di quelli già esistenti. Tanti conduttori sono molto motivati e sostengono questo progetto.

Parlando di te, quali sono i tuoi progetti considerando anche l’avvicinarsi dell’estate?
Per il momento, portare a termine le cose che sto facendo. Conduco un programma radiofonico, che va in onda fino alla fine di giugno, e “Domenica In” che va in onda fino al 19 maggio. Per me l’obiettivo è quello di continuare a fare bene, e con ottimi risultati, i programmi che sono già in onda. Dopodiché vedremo. Quello che sarà il futuro lo scopriremo, come diceva Battisti, “solo vivendo”. Per il momento so che ritornerò con il programma “Citofonare Cuccarini” che sta andando molto bene ed è stata confermata già la prossima edizione a partire da settembre. E’ troppo presto per capire come si muoveranno le attività della prossima stagione.

Speri sempre in un varietà in prima serata?
Non mi dispiacerebbe affatto, così come non dispiace il ruolo che ricopro in questa “Domenica In” perché è una veste nuova, ricopro un ruolo più maturo: è una chiave della mia personalità che non avevo espresso. La verve dello spettacolo continua ad esserci per cui come ci sarà l’opportunità sarò molto felice di fare spettacolo.

Magari anche con Marco Columbro, con il quale ti abbiamo ammirato nei primi anni ’90.
Sicuramente, lavorare con Marco è sempre un grande piacere perché è un grande compagno ed un vero amico. C’è una grande sintonia. Devo dire che ci sono anche tanti altri colleghi con i quali ho legato. Non ti nascondo che non mi dispiacerebbe un programma femminile, dove magari ci si affianchi tra colleghe piuttosto che scegliere la coppia uomo-donna. Credo molto nella solidarietà femminile e nel gioco di squadra. Perché no, potrebbe essere molto bello anche creare degli eventi che possano unire più personaggi.

Non soltanto in cucina, in tv cresce anche l’interesse per il ballo che è una delle tue passioni.
Su Sky ho presentato qualche anno “Vuoi Ballare con me?” , format molto interessante dove si mettevano in gioco non soltanto i talenti della danza ma anche i sentimenti e i rapporti tra genitori e figli. Ha dato risultati positivi.

Abbiamo citato per un attimo i programmi di cucina. Come te la cavi tra i fornelli?
Non sono male devo dire. Non sono eccelsa però quando cucino non si lamenta nessuno. Evidentemente non sono proprio malvagia (sorride, ndr).

Scarteresti quindi un programma di cucina?
Se dovessi fare un programma comico forse sarei la persona giusta. Non credo di avere le carte in regola per condurre un programma di cucina.

Rispetto ai tuoi esordi come è cambiata la tv?
E’ cambiato tutto, nel senso che è cambiata la piattaforma televisiva. Se consideri che ho iniziato nel 1985, e praticamente esistevano le reti Rai e le tre Fininvest (oggi Mediaset, ndr), oggi parliamo di una piattaforma che, tra satellitare e digitale terrestre, conta centinaia di canali. E’ proprio cambiato il modo di fruire la televisione. Noi siamo anche molto fortunati da questo punto di vista. Sono felice di aver vissuto il picco più alto della televisione generalista e di vivere anche questo grandissima trasformazione, che non è più lenta. Una volta si pensava fosse lenta, oggi possiamo dire che è una trasformazione prepotente. I linguaggi, dal punto di vista mediatico, cambiano di anno in anno. Se pensiamo ai nostri figli, probabilmente non guardano neanche la televisione perché la vedono sul web. I fenomeni sono sempre diversi e sono sempre di più, il che è molto stimolante.

Per concludere, torniamo alla vita privata. Hai mai pensato all’eventualità di un quinto erede?
Non ho mai disdegnato, nel senso che non abbiamo mai programmato nulla. I quattro che sono arrivati sono giunti in momenti in cui non li stavamo cercando: sono sempre stati i benvenuti. Per cui, come è successo con i primi quattro perché no, potrebbe accadere anche con il quinto (sorride, ndr).

 

 

Bruno Bellini
Scritto da

Direttore Responsabile Lifestyleblog.it - Classe '81, da Monopoli (Bari) Dal 2015 partecipa al Festival di Sanremo come giornalista accreditato e componente della Giuria Stampa.

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