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Conte: “Partita preparata benissimo”

L’allenatore della Juventus Antonio Conte ha parlato in esclusiva ai microfoni di Sky Sport HD, nel post partita di Torino-Juventus.

Sull’infortunio occorso a Javier Zanetti
Mi auguro che, per Zanetti, non sia niente di brutto. Mi auguro che magari sia stata una distrazione al tendine e non una rottura, perché sarebbe una cosa molto grave. Sono questi giocatori, Zanetti così come Milito, che hanno scritto la storia, hanno fatto grandi cose nel passato, hanno vinto il Triplete, quindi da parte mia c’è sempre grandissima e massima considerazione nei confronti del calciatore e dell’uomo. Mi auguro veramente che Javier non abbia quello che gli hanno diagnosticato, me lo auguro e gli faccio i migliori auguri. E ribadisco ancora gli auguri a Milito, spero di vederli quanto prima in campo.
Sulla partita
È stata una partita preparata benissimo da parte nostra, sotto tutti i punti di vista. Affrontare il Torino non è mai facile, non è mai semplice. L’abbiamo preparata, curata come sempre nei minimi dettagli. Una partita che volevamo vincere e l’abbiamo fatta noi la partita. Complimenti al Torino perché comunque si è opposto in maniera degna, ha tenuto bene il campo. Alla fine siamo riusciti a fare gol, sicuramente il gol di Vidal e il gol di Marchisio sono gol pesantissimi, perché è inutile dire che adesso manca un solo punto per la matematica certezza, presupponendo che il Napoli le vinca tutte quante. Festeggiare un secondo scudetto con tre giornate di anticipo sarebbe veramente qualcosa di fantastico, di straordinario, a dimostrazione che questi ragazzi stanno facendo qualcosa di bello, complimenti a loro. Lo hanno dimostrato anche oggi, nonostante un clima bello tosto. Non era facile vincere questo derby, sappiamo bene quanto la stracittadina conti e oggi l’abbiamo dimostrato.
Marchisio, Vidal e Pogba possono essere il tratto distintivo della terza Juve di Conte?
Vediamo, facciamo le valutazioni, ci siamo arrivati sempre per gradi a cercare di far coesistere i giocatori. Io penso che un allenatore debba comunque avere la possibilità, la capacità di cercare di schierare i migliori in assoluto della rosa. Noi a centrocampo sicuramente abbiamo giocatori molto forti, questa è una soluzione bella, che mi è piaciuta molto, in una partita difficile come quella contro il Torino, perché tatticamente sono molto preparati. Abbiamo fatto secondo me una grandissima partita, sia sotto il punto di vista tecnico-tattico che temperamentale. Potevamo “accontentarci”, pensare a fare un punto, invece abbiamo cercato di giocare come sappiamo fare, quello di cercare la vittoria sempre e comunque.
La presenza in formazione di tanti centrocampisti a danno degli attaccanti, eccetto Vucinic, può essere un messaggio per la società?
È inevitabili che i media e la stampa debbano fare il proprio lavoro, quindi ci sta quasi sempre, spesso, che si è cattivi e che si facciano dei cattivi pensieri, perché comunque fanno parlare e fanno notizia. Noi siamo molto sereni da questo punto di vista, lavoro con un gruppo di ragazzi che non finirò mai di ringraziare, perché mi danno grandissima disponibilità e io li esaurirò fino all’ultimo, finché non avremo questo scudetto in mano, quindi per me è un martello continuo. Capisco a volte che vorrebbero stare tranquilli, però lo sanno benissimo che fino a quando non avremo questo secondo scudetto in mano, li martellerò fino alla fine.
Si può dire che c’è bisogno di attaccanti diversi per poter competere ai quarti e alle semifinali di Champions?
Innanzitutto dico che Matri e Quagliarella sono stati fondamentali per la riconquista dello scudetto, così come lo è stato Giovinco. Matri e Quagliarella erano in campo nella vittoria contro l’Inter al ritorno, erano in campo all’andata dei quarti di finale di Champions. Tutti gli attaccanti nella mia rosa hanno avuto la possibilità e hanno giocato gare importanti e questo dimostra la fiducia che io ho nei confronti dei miei calciatori e dei miei attaccanti. In questo momento particolare del campionato, avevo bisogno comunque di fare qualcosa di diverso, di dare un’alternativa a volte alle squadre che ti prendono le misure, che vedono che giochi in una determinata maniera. Questa è una alternativa importante, ce la siamo costruiti durante l’annata, perché eravamo partiti con due prospettive, due sistemi di gioco, il 3-5-2 e il 4-3-3. L’infortunio di Pepe ci ha privato dall’inizio della stagione di quest’alternativa, anche se non dimentico che all’andata con il Torino giocammo con il 4-3-3, con Giaccherini, Giovinco a destra e davanti Vucinic. Cerchiamo di crescere da ogni punto di vista e di fare anche le necessarie valutazioni.
È stato fatto per far posto a Pogba, che sembra sia il giocatore più forma della rosa?
Un allenatore deve cercare di far quadrare i conti, cercando possibilmente di far giocare i migliori della rosa. Pogba ha avuto una crescita esponenziale da quando è arrivato. Tenere uno dei centrocampisti fuori comunque mi dava fastidio, mi creava dei problemi. Adesso abbiamo trovato questa formula, che non rinnega i due attaccanti, anzi. Però sono contento che comunque creiamo anche a livello offensivo più imprevedibilità, visto che abbiamo centrocampisti come Marchisio, Vidal, Pogba ed esterni che si inseriscono.
Ti dispiace un po’ non aver dato tranquillità a tutti i tifosi del Torino? Nel senso, che un pareggio sarebbe stato meglio per tutta la città di Torino, no?
Alla fine noi siamo uomini di calcio, quindi giochiamo sempre per vincere, dovremmo cercare di farlo sempre, anche perché… Poi io sono forse l’unica persona con cui non dovete fare questi discorsi, visto quello che ho passato. Noi scendiamo in campo per vincere, non facciamo calcoli, io l’ho sempre fatto nella mia vita e questa è stata un’annata molto molto dura, molto difficile, coronata con una grandissima stagione, nonostante la macchina sia partita con le ruote sgonfie. Perché non dimentico mai che quattro mesi di squalifica gratuita rimarranno per sempre una ferita e uno squarcio nel cuore.

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