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Sara Varone: «Aspetto un bambino e spero che con Alessandro sia per sempre»

«Sono al sesto mese di gravidanza, mio figlio si chiamerà Tommaso. Spero che la mia storia d’amore sia per sempre e che Tommaso abbia dei genitori per sempre. Con Alessandro Scotti, il mio compagno, vorrei invecchiare; è capitato in un momento perfetto della mia vita ed è l’uomo che ho sempre sperato mi prendesse totalmente», così Sara Varone sul settimanale “FAMA”, in edicola in tutta Italia domani.
Quarantuno anni, direttore editoriale del giornale, Sara a giugno diventerà mamma e non poteva che annunciare la notizia sul settimanale in occasione della festa di San Valentino. Chi la ricorda come co-conduttrice al fianco di Paola Perego nelle edizioni 2006/2007 e 2007/2008 di Buona Domenica, o ancora negli scatti del calendario 2009 allegato alla rivista For men magazine, la rivedrà altrettanto sensuale nel servizio fotografico a corredo della cover story di FAMA.

Giovedì 14 febbraio 2013 esce in edicola il settimo numero di “FAMA”, nuovo settimanale femminile che propone le ultime novità sui personaggi dello spettacolo, della cronaca rosa e del costume, ma non solo. Questa settimana Sara Varone, 41 anni, direttore editoriale di FAMA, annuncia che a giugno diventerà mamma.

Non solo un figlio, ma anche un grande amore: «Ho scoperto di aspettare Tommaso a ottobre, è stata più che altro la sorpresa di essere rimasta incinta: è un bambino voluto; è successo sei mesi dopo il nostro primo incontro, io e Alessandro (Scotti, il suo compagno, ndr) lo desideravamo tanto. In passato sono stata fidanzata a lungo, eppure non ho mai cercato di diventare mamma: quando invece conosci la persona giusta non devi dire niente, accade e basta».

Sara manca dal piccolo schermo dal 2009, ecco spiegate le ragioni: «Facevo una trasmissione che dal 2006 al 2008 mi ha impegnato per due anni tutte le domeniche: in me c’era la voglia di continuare a Buona Domenica, ma anche di smettere; quello dello showbiz non è un ambiente semplice e soprattutto non è facile avere l’opportunità che ti si cuce addosso. All’inizio ti possono proporre cose che non senti o che non sono nelle tue corde, come i reality show. Dopo due anni di Buona Domenica ho fatto teatro perché avevo un desiderio fortissimo di cambiare; mi è arrivata da Gianfranco D’Angelo la proposta di lavorare insieme al Bagaglino e l’ho accettata. Un giorno mi piacerebbe tornare per lavorare in un progetto differente, magari più nelle mie corde. Ad esempio la fiction non fa per me, della tv invece mi piace molto l’immediatezza e la spontaneità della diretta».

Oltre a un progetto di vita, Sara con il compagno Alessandro Scotti condivide anche un progetto editoriale, quello di FAMA: «Ho voluto io questo settimanale femminile (Scotti è già editore di altre due riviste sportive, 18 golf e Futbol, ndr); sono passata esattamente dalla parte opposta e questa cosa mi piace tantissimo. A Buona Domenica mi capitava spesso di dire “Mi piacerebbe lavorare dietro le quinte” e anche in passato, quando ero più giovane, mi sono trovata a organizzare congressi, selezionare il personale delle aziende e via dicendo. Insomma, due eventi belli nello stesso momento: un progetto lavorativo e uno di vita che stanno crescendo insieme».

Lo scorso novembre, al terzo mese di gravidanza, Sara è stata aggredita e rapinata in pieno centro a Roma, fuori dalla redazione: «Quel giorno di novembre non mi ero proprio accorta di essere seguita da due uomini in moto: stavo uscendo dalla macchina per entrare in redazione e mi hanno aggredita. Per me è stata un’esperienza drammatica, ho cercato subito di proteggere la pancia perché il primo trimestre della gravidanza è considerato quello più delicato. Vedi questi episodi sui giornali e in televisione e pensi che a te non potrebbero mai accadere, l’unica cosa che sono riuscita a dire ai miei aggressori è stata “Vi prego, non fatemi del male perché sono incinta”. Uno dei due mi ha risposto “Ok, non voglio fare del male a te, voglio solo l’orologio”. Ho cercato di proteggere la pancia e mi sono appoggiata al portone in modo da non essere buttata per terra, se fosse accaduto non avrei potuto raccontare tante cose. In quel momento non pensi a te, ma solo al bambino e infatti sono corsa a fare un’ecografia. Ero distrutta, ma fortunatamente non è successo nulla».

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