I Baustelle su MAX: “Al Festival diciamo no grazie” -

I Baustelle su MAX: “Al Festival diciamo no grazie”

Sanremo? «Per il momento non ci interessa» dichiara lapidario Francesco. Più possibilista Rachele: «era il mio sogno da ragazzina… magari ci andrò da vecchia» Così i Baustelle Francesco Bianconi e Rachele Bastreghi in un’intervista esclusiva a MAX da giovedì 7 febbraio in edicola, su iPad e online su max.gazzetta.it.
Nel loro sesto album Fantasma, lavoro ambizioso che mescola citazioni filosofiche, echi da film horror, rimandi agli anni Settanta e musica classica, i Baustelle non le mandano a dire.
La religione: «Non sopportiamo la degenerazione sociale della religione. Non sopportiamo nessuna Chiesa politica».
La politica: «’Quel figlio di Troia che appalta la Rai’, cantiamo in Nessuno. Non ce l’abbiamo con la Rai ma con ‘quello che la appalta’. Si parla da anni di riforme e di leggi antitrust, ma non si fanno mai per logiche politiche».
La coscienza: «Fare i conti con la propria coscienza è fondamentale per andare avanti, anche se rimane una cosa individuale».
Passato, presente e futuro: «In Fantasma vogliamo riflettere sul tempo: su un passato che diventa sempre più ingombrante, sull’incertezza del presente e sull’ansia del futuro».
I segni del tempo: Il tempo scorre e lascia segni. Paura? «Sono un pessimista cosmico e una visione del mondo così negativa ogni tanto aiuta. Penso: perché agitarsi?» (Francesco).  «Non tanto, concordo con Anna Magnani che non si preoccupava affatto delle rughe e degli anni che passavano»  (Rachele).
Fantasma: il nuovo disco ha parecchi riferimenti alla musica classica (Stravinskj, Mahler, Ravel, Messiaen, Wagner) e fondamentale è stata la presenza dell’orchestra sinfonica di Wroclaw, Polonia. È un lavoro ambizioso, spiazzante «Sappiamo che chi ci ascolta è abituato ai nostri cambiamenti. All’inizio abbiamo affrontato il rock in maniera più istintiva e con maggior incoscienza, ma poi per forza di cose si cambia. In questo lavoro abbiamo creato delle composizioni per voce e piano alle quali abbiamo aggiunto l’orchestra. Certo, non è proprio pop però i brani, in fondo, sono… orecchiabili».

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