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Montella: “L’Inter davanti ha qualcosa in più della Juve: può giocarsela fino alla fine”

Oggi, lunedì 5 novembre 2012, nel corso del programma “Undici”, il talk show sportivo condotto da Pierluigi Pardo in onda in prima serata su Mediaset Italia 2, è intervenuto in esclusiva l’allenatore della Fiorentina Vincenzo Montella.

L’allenatore della Fiorentina, a proposito della sfida Scudetto tra Juventus e Inter, dichiara: “Secondo me l’Inter davanti ha qualcosa in più della Juventus e ha ancora dei margini di miglioramento, oltre il fatto che deve recuperare qualche infortunato importante. Può giocarsela fino alla fine, poi ha un attaccante, Milito, che è ancora uno dei migliori al mondo nel suo ruolo.”

Vincenzo Montella continua parlando dei momenti più importanti della sua carriera: “Non so se andrò mai a Napoli come allenatore, per ora ci vado e basta perché ci sono nato e lì c’è la mia famiglia. Sono andato giovane a Genova, per fare un provino con il Genoa: poi mi ha preso la Sampdoria, dove giocavano Mancini e Mihajlovic. Non ho nulla contro il Genoa, ma mi sono affezionato di più alla Sampdoria.”

Montella, che ha un passato come giocatore della Roma, commenta così i momenti più importanti della sua esperienza in giallorosso: “Il giorno dello scudetto è uno dei momenti migliori della mia carriera: l’Olimpico era pieno oltre misura e abbiamo festeggiato per settimane. Con Capello ho avuto un buon rapporto e mi ha insegnato tantissimo, forse però meritavo di giocare un po’ di più. Non so perché nel derby con la Lazio segnavo spesso: forse perché mi preparavo al massimo per il gol. Già dal giorno prima mi immaginavo tutte le situazioni che avrebbero potuto portarmi al gol.”

A proposito del momento positivo che sta vivendo la Fiorentina, Montella dichiara: “L’entusiasmo della piazza mi ha quasi commosso. Io, pur essendo un tipo riservato, cerco sempre di ringraziarli perché mi hanno accolto benissimo dall’inizio. Noi dalla nostra dobbiamo cercare di utilizzare questo entusiasmo con equilibrio. Finora lo stiamo facendo bene, proponendo un gioco di fraseggio. Questo è importante: proporre gioco è sempre il nostro obiettivo primario.”

L’allenatore della Fiorentina, a proposito dell’addio dalla panchina della Roma, dichiara: “Sembrava fatta, non so cosa sia successo: forse sono stato un po’ inesperto. Poi mi sono chiuso in me stesso e altri hanno preferito dire quello che era più comodo per loro dire. Non mi hanno fatto fuori, perché non ero proprio “dentro”. Ora c’è il derby e comunque tiferò per i giallorossi, perché a Roma ho degli affetti, però mi auguro di arrivare prima di loro in campionato. La squalifica di Destro per essersi tolto la maglia la condivido: mi dà molto fastidio quando si tolgono la maglia perché non sono un esempio per i giovani, non capiscono cosa si voglia dimostrare togliendosela.”

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