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Thomas Aspidi: “Il mio impegno per il mondo musicale”

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Oggi incontriamo per la sua prima intervista in assoluto (è un professionista tra i più schivi, amico e stretto collaboratore di molti cantanti famosi) Thomas Aspidi. Thomas che proviene da una famiglia dedita all’arte (suo fratello Manuel è un conosciuto ed ottimo cantante professionista) non ha mai rilasciato nessuna dichiarazione perché per il delicato lavoro che compie sa molto bene quanto la riservatezza possa essere fondamentale al fine di mantenere i rapporti costruiti con dedizione e fatica. Oltre a risponderci gentilmente e con trasporto ci fa dono di una piccola selezione di immagini personali, rubate tra un lavoro e l’altro, accanto appunto a grandissimi nomi della Musica Leggera Italiana. Nelle foto Thomas appare con la sua ragazza, la dolce e simpatica Elena Giovacchini.

Ciao Thomas, come apriresti questa intervista?

Mi chiamo Thomas Aspidi ho 39 anni e lavoro da circa vent’anni nel mondo dello musica. Diciamo che non ho mai rilasciato un’intervista in tutti questi anni e per me questa è la prima e ne sono onorato. Mi definisco “il tutto fare della musica” questo perché a me piace vivere la musica a 360°. Sono un promoter musicale di artisti emergenti e non, e allo stesso tempo un organizzatore e promotore di eventi. Diciamo due aspetti che si legano molto tra loro.

Gli inizi. Ogni palazzo nasce dalle fondamenta. Le tue?

L’approccio con il mondo della musica è iniziato davvero presto. Nell’età compresa tra i 10 ai 15 anni mi ero appassionato molto alle colonne sonore dei film americani più famosi del momento tanto da creare una collezione di musicassette. Vedevo nelle colonne sonore una creatività particolare che mi avvolgeva. Inoltre mi piaceva molto ascoltare canzoni di artisti italiani e stranieri come Eros Ramazzotti, Claudio Baglioni, Madonna, Rick Astley e molti altri ancora. Con il passare degli anni ho iniziato però a dare spazio e ad apprezzare ogni tipo di genere musicale. E’ da qui che ho cominciato a comprendere quanto la musica stesse facendo parte sempre di più nella mia vita.

I tuoi sogni, i successi, i tuoi obiettivi e quello che ti ha ispirato.

La mia figura ispiratrice e il mio aiuto sono stati sicuramente la mia tenacia, la mia caparbietà e la mia voglia di fare. Sono cresciuto con il detto “Se puoi sognarlo puoi farlo”. Ho imparato, ma soprattutto ho convalidato col tempo il pensiero, che chiunque può avere la forza e le capacità per fare qualcosa…basta crederci! Non per questo alla mia azienda, che si chiama”Genialsong”, ho voluto porre la dicitura “Just Believe” e cioè “Credici e Basta”! Se una cosa la vuoi davvero credo che una strada per costruirla esiste…ripeto: basta volerlo.
Riguardo invece al mio punto di appoggio devo dire che da molti anni ho una meravigliosa e straordinaria compagna al mio fianco che mi supporta, mi carica e mi aiuta con il lavoro ogni giorni e una famiglia eccezionale che anch’essa è presente in ogni momento. Tutti questi fattori messi assieme sono dei validi alleati per aiutarti a raggiungere gli obbiettivi.

Ci racconti una delle maggiori soddisfazioni legate alla tua professione?

Nel dicembre 2013 decisi di realizzare, insieme ad un grande artista cantautore pisano che si chiama Franco Nocchi, un progetto a scopo benefico rivolto all’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma. L’idea era quella di dedicare una canzone a Papa Francesco dal titolo “Amico Papa” e devolvere tutti i proventi all’ospedale in questione per l’acquisto di nuovi macchinari. Ma la cosa particolare che volevamo era quella di inserire nella canzone almeno tre passaggi originali e i più importanti della voce di Sua Santità. Naturalmente voce registrata durante alcune omelie. La vedevo un’impresa al quanto ardua poter avere le autorizzazioni dalla Santa Sede per far inserire la voce di Papa Francesco all’interno di in una canzone composta da un perfetto sconosciuto.
E così testardo e caparbio come sempre decisi di scrivere e di andare in Vaticano presentando l’idea e il progetto. Per farla molto breve, anche perché non è stato un lavoro molto facile, riuscii con grande soddisfazione ad ottenere il nullaosta dalla Santa Sede e la firma all’epoca di Padre Federico Lombardi direttore della sala stampa Vaticana con tutte le autorizzazioni necessarie. Presentammo il progetto direttamente in Vaticano nell’aprile 2014 in una bellissima conferenza stampa con al tavolo Monsignori di grande rilievo.

Consiglieresti a un giovane di provare a fare il tuo lavoro? Perché?

Lo consiglierei e come! Per prima cosa bisogna amare e intendersi di musica senza guardare solamente all’aspetto economico altrimenti il lavoro è costruito al 50%. Dopo di che bisogna essere preparati ad affrontare, come si diceva sopra, i momenti “no” perché se ne incontrano davvero molti specialmente all’inizio. Ecco perché consiglio di fare questo lavoro se si ama veramente il mondo della musica e ne siamo acculturati perché i momenti negativi vengono affrontati con un altra determinazione.  Inoltre bisogna aver la voglia di mettersi in gioco e spesse volte avere voglia di perdere. Per chi si rispecchia in questa “ricetta” lo consiglio vivamente. E’ un lavoro in grado di regalare tantissime belle emozioni e soddisfazioni.

Che progetti e prospettive vedi per te in questo momento e per chi lavora nel settore musicale oggi in Italia?

Ogni giorno mi tengo aggiornato sulle ultime novità musicali e su quelle che dovranno uscire. Mi piace capire chi c’è sul mercato che potrebbe essere prossimo al successo. Questo serve a noi Promoter per aiutarti a stimolare a crescere. Per il futuro prossimo stiamo investendo io e la mia azienda molte energie e molte risorse nella costruzione di nuovi progetti e nuove partnership per aiutare sempre più artisti emergenti ad inserirsi nel panorama musicale. Credimi….ce ne sono davvero molti di talenti la fuori pronti a farsi conoscere!

Che tipo di musica ascolti nel tuo tempo libero?

Mi piace ascoltare ogni tipo di musica nel mio tempo libero. Ma sulla scelta della musica va tutto in base all’umore del momento.

L’estate appena trascorsa ti ha visto seguire due progetti che hanno scalato le classifiche delle radio e di Youtube. Il primo era con tuo fratello Manuel Aspidi, un ragazzo dalla grande voce, parliamo della cover di “Buonasera Buonasera” cantata con la bravissima collega Sara Galimberti e le Presentatrici Rai Maria Giovanna Elmi e Rosanna Vaudetti. Il secondo era insieme al gruppo dei Major con il brano “La Luna sale”. Come scegli i progetti da lanciare? Cosa ti spinge ad accettarli, insomma quali sono gli ingredienti per una Hit di successo?

Si è vero e ne sono molto fiero! Sono stati e lo sono tutt’ora due progetti importanti che stanno ottenendo grandi consensi radiofonici e mediatici. La cover “Buonasera Buonasera” cantata da mio fratello Manuel Aspidi assieme alla sua cara collega ed amica Sara Galimberti e le due presentatrici storiche Rai Maria Giovanna Elmi e Rosanna Vaudetti devo dire che è una cover che rientra in un progetto davvero emozionante. La cover è stata rivisitata egregiamente e sta davvero andando forte! Il singolo è entrato nella classifica Mei e ha superato le 250.000 visualizzazioni su YouTube in pochissimo tempo con il video ufficiale.  Vorrei però approfittare di questa domanda per dire questo: “Nonostante io e mio fratello ci vogliamo un bene di vita, abbiamo provato negli scorsi anni a fare qualcosa insieme da dopo la sua uscita da Amici ma per contrasti caratteriali e altre vicissitudini non siamo riusciti purtroppo a fare molte cose assieme. Adesso che le due strade si sono incrociate nuovamente, grazie ad una collaborazione importante col suo manager Walter Garibaldi grande professionista ma soprattutto una grande persona, abbiamo in riserva per Manuel moltissimi bei progetti cui sono e sarei felicissimo di partecipare e di metterli in pratica. Mio fratello ha davvero una bellissima voce apprezzata da moltissimi critici musicali e quando canta mi regala davvero forte emozioni! L’altro progetto vede invece protagonisti una giovane band davvero speciale che si chiama “Major”. E’ una band toscana e precisamente della mia città natale Livorno.  Oltre ad essere dei bravi professionisti che fanno bella musica inedita sono anche dei ragazzi semplici e umili. Mi sono subito innamorato della loro semplicità e delle loro canzoni tanto da motivarmi ancor più nella promozione. Infatti il loro singolo “La Luna Sale” tratto dall’omonimo Ep “Major” sta davvero riscuotendo larghi consensi dalle radio nazionali italiane arrivando a toccare addirittura il primo posto nella classifica emergenti e ad entrare nella top 100 fra i singoli più apprezzati dalle radio. Anche questa una bella soddisfazione! Per finire di rispondere alla domanda posso dire che richieste di promozione ogni giorno ne arrivano moltissime ma ogni progetto deve passare diverse fasi prima di dare l’ok sulla promozione e non tutte sfortunatamente passano queste fasi iniziali. La prima fase consiste nel capire la qualità del materiale sottoponendo il singolo e/o un intero album ad un attento preascolto da parte mia e di un team di esperti. A me per esempio piace ascoltare il singolo o l’album, che dovrei promuovere, in ogni momento della giornata perché secondo me ogni momento della giornata ha un colore differente e la musica che vai ad ascoltare può rilasciare delle sensazioni differenti. La seconda fase, se sussistano i requisiti, è parlare a fondo con l’artista o la band per capire se esiste davvero la voglia di lottare per il successo e se la cosa è affrontata con serietà. Dobbiamo e vogliamo scoprire in ogni artista, che decide di intraprendere questo percorso, la convinzione piena! Diciamo che dobbiamo fare un po da psicologhi! Queste sono a mio parare le due fasi principali per comporre l’ingrediente di una Hit di successo. Poi naturalmente ne susseguono altre prima di iniziare una promozione vera e propria.

Qual è lo stato della musica in Italia? Sarà dura risalire?

Lo stato della musica è cambiato molto rispetto a qualche anno fa. La colpa è dovuta soprattutto alla forte crisi economica presente nel mercato musicale per colpa anche dell’illegalità. Il progresso possiamo dire che in questo caso ha portato regresso. Vorrei porti un esempio tra tanti che potrei farti: se un ragazzo scarica musica dalla rete il più delle volte tende a clonarla e ha trasferirla ad altri. Oppure facendo acquisti illegali. Ma così facendo con molto dispiacere il giro si ferma! Non si rende conto, pur di risparmiare pochissimi euro, che aiuta ad accelerare la distruzione del mercato discografico. Una volta tutto questo non accadeva. C’era una corsa vera e propria nell’acquisto. Ed era anche emozionante! Qualche anno fa infatti le case discografiche erano più floride ed erano in grado di sponsorizzare di più. Per questo motivo c’è stato un cambio netto nella loro politica aziendale, per non andare incontro al fallimento totale. Al giorno d’oggi infatti è più difficile trovare una casa discografica o una major che sponsorizza un artista emergente fin dalle prime fasi. Diciamo che hanno bisogno di una sorta di aiuto da parte dell’artista nel compiere almeno il 50% del percorso artistico auto producendosi o attraverso i talent televisivi, ma anche qua lo spazio non è per tutti. Infatti il mio lavoro e quello della mia azienda “Genialsong” è quello di dare una mano ad un artista, che si vuole auto-produrre, a mettersi in vetrina nel mondo della musica aiutarlo a raggiungere almeno il 50% del percorso cui parlavo dianzi.

È cambiato il modo di ascoltare musica negli ultimi anni?

Sì. A mio avviso è cambiato molto. Io penso che oggi a mio avviso c’è molta più concentrazione nella realizzazione di un bel sound. Mi sono accorto col passare del tempo che molti ragazzi, ragazze, uomini e donne quando ascoltano musica sono più attratti dal sound che dal testo della canzone. Oggi la tecnologia aiuta a realizzare arrangiamenti straordinari tanto da soffocare il significato del testo. Mi capita molte volte di chiedere a qualche persona se quel tormentone che sta ascoltando ha per caso compreso il significato delle parole. E sai che cosa rispondono: “No. Ma a me piace il ritmo”!

La situazione di youtube, spotify, tidal e apple music è molto positiva quindi?

Io penso che oramai al giorno d’oggi è quasi d’obbligo per un artista essere presente su Youtube, Spotify, Tidal e Apple music etc. Anche perché il traffico giornaliero di utenti in ognuno di essi ha dei numeri davvero impressionanti. Pertanto vedo tutto questo positivo e di grande supporto per un artista per far conoscere la propria creatività. Naturalmente consiglio tutto questoin parallelo alla radio, alla stampa etc

In tutto questo i Social Media hanno a loro volta un ruolo nello sviluppo dell’industria?

Certo i social sono un altro grandissimo supporto nello sviluppo dell’industria musicale. Oramai una grande percentuale della popolazione mondiale ha un account social. Questo significa che quasi tutto oramai è condiviso in rete. Visto che in questo caso parliamo di musica condividere una canzone in rete aiuta sicuramente e più velocemente a far conoscere l’esistenza di un progetto musicale e riceverne i suoi apprezzamenti in tempo reale.

Tra tutti i grandi nomi dei personaggi con i quali hai collaborato, chi ricordi con più piacere (e chi meno)?

Posso dire che da parte mia non esiste nessun personaggio con cui non ho avuto il piacere di collaborare. Anche perché da ognuno di essi ho tratto sempre qualcosa di costruttivo. Comunque fra tutti ricordo sempre con molto piacere il grande Al Bano Carrisi. Io e Al Bano ci siamo conosciuti nel novembre del 2004 in occasione di un concerto che gli organizzammo all’epoca al teatro Sashall di Firenze. Ancora oggi con Al Bano sono in contatto. Decidemmo io e la mia ragazza, l’attuale di adesso, di farlo esibire in un concerto dopo 33 anni di assenza dai palcoscenici italiani. Fu davvero un trionfo!  Al Bano è una persona sensibilissima oltre ad essere un grande uomo.
Poi naturalmente non posso non citare un altro grande personaggio come Massimo Ranieri. Massimo è un’altro grande della musica italiana che ha da insegnare molto e cui ho avuto il grande piacere di conoscerlo e di farlo esibire in diversi spettacolari concerti.
Quando stringi la mano a uno di questi intramontabili personaggi avverti subito qualcosa di straordinario e un emozione particolare.

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Risparmio energetico e riciclo dei materiali: azioni indispensabili per la tutela dell’ambiente

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Il risparmio energetico secondo la dottrina di FareAmbiente, deve diventare una vera e propria filosofia di vita che metta in pratica nella quotidianità una serie di comportamenti virtuosi in modo da impiegare la minor quantità di energia possibile per raggiungere un determinato obiettivo (trasporto, riscaldamento, illuminazione, produzione etc).

Non ha dubbi in proposito Vincenzo Pepe presidente nazionale di FareAmbiente, Movimento ecologista europeo.

“Dalle grandi scelte strategiche alle piccole azioni quotidiane, il risparmio energetico appare oggi una strada obbligata visto il crescente inquinamento atmosferico e gli esorbitanti costi dell’energia”.

Presidente, che cosa intende per piccole azioni quotidiane?

Beh, una di queste potrebbe iniziare dalla cucina per esempio, vi sono una serie di accorgimenti che oltre a garantire una buona alimentazione e quindi una minore probabilità di contrarre malattie specifiche, possono portare a notevoli risparmi energetici.

Si spieghi meglio…

Usare pentole con materiali leggeri, riciclabili e ad alta conducibilità termica è sicuramente un modo per risparmiare tempo ed energia, visto che produrre una pentola con alluminio riciclato comporta un risparmio energetico del 95% rispetto al produrre la medesima pentola con materia prima ottenuta dal primario (quindi dalla estrazione del metallo dalle pietre minerali che lo contengono) , inoltre quando essa avrà finito il suo ciclo vitale avrà ancora un valore, perché l’alluminio può essere riciclato all’infinito. La sua conducibilità termica soprattutto è molto superiore all’acciaio (di ben 14 volte ) e garantisce una cottura più eterogenea e uniforme che non fa attaccare i cibi alle pentole, con meno spreco di questi ultimi e, con minori quantità di detersivo (e tempo) occorrenti per ripulirle. Il beneficio della riciclabilità dell’ alluminio si trasforma anche in una riduzione del 95% delle emissioni di CO2 nell’ aria, visto che ancora oggi gran parte delle centrali elettriche per la produzione dell’ energia sono a idrocarburi.

Quando ricicliamo i nostri rifiuti invece, risparmiamo? Quali sono i benefici economici del riciclo, soprattutto dell’alluminio?

Naturalmente il primo beneficio è per l’ambiente in quanto non tutte le materie sono da considerarsi a “risorsa infinita” per cui differenziando per poi recuperare materie prime evita di sottrarre le stesse al pianeta.

Facciamo qualche esempio: le comuni lattine usate per le bibite, come si possono riciclare? La plastica invece? E il rame? E il vetro?

Le lattine di alluminio come già detto costituiscono un prezioso elemento ed è anche il rifiuto meglio remunerato proprio per la totale percentuale di recupero. Basti pensare che il ciclo medio di vita della lattina di alluminio dallo scaffale del supermercato, al consumo, allo smaltimento e al riciclo per essere poi rimessa in circolazione come lattina prodotta con alluminio riciclato è di sole 8 settimane. Pensate che l’ energia che si salva riciclando una lattina di alluminio, è in grado di tenere un televisore acceso per più di 2 ore. Stesso discorso vale per il rame. Le plastiche, dopo una separazione per le diverse matrici vengono triturate e riutilizzate per dare vita a nuovi oggetti. Anche il vetro, depurato dalle inevitabili impunità viene riutilizzato con alte percentuali. Nel caso dell’alluminio tengo a sottolineare che esso è considerato un ‘rifiuto pregiato’ visto che può essere riciclato in percentuali altissime che arriva al 100%, per cui sarebbe addirittura sbagliato parlare di rifiuto. Altri rifiuti con buone performance (anche economiche) sono carta, cartone, vetro, plastica. Occorrerebbe conferirli separatamente ed il risultato per l’ambiente sarebbe strabiliante.

E per quanto riguarda i rifiuti organici?

Una importante frazione da differenziare è certamente la parte organica (rifiuti di genere alimentare) che se trattati opportunamente in impianti generano energia e compost.

Tutto quello che non riusciamo a differenziare, che fine fa?

L’ideale è di inviarlo presso impianti adeguati che riescono a separare la parte umida da quella secca. Successivamente i vari materiali secchi vengono separati per matrici e laddove non risultasse possibile inviarli all’impianto di recupero di singolo rifiuto (carta, plastica, vetro, lattine, ecc) viene destinato alla termovalorizazione ovvero la produzione di energia.

La parte umida viene sempre impiegata per produzione di energia e compost. In sintesi si realizza una sorta di differenziazione a valle che, per tale ragione ha performance meno interessanti.

Il riciclo non va in ferie! Quali accorgimenti possiamo adottare in vacanza quando mangiamo in spiaggia o facciamo un pic-nic?

Baden Powel, fondatore degli scout, sosteneva che in tali circostanze bisogna lasciare il posto meglio di come lo si è trovato.

Oltre a lasciarlo sgombro da rifiuti, bisogna sempre differenziarli per la loro natura per poi provvedere al loro deposito al primo punto a tanto deputato. Ormai i contenitori per la raccolta differenziata sono massicciamente presenti su tutto il territorio. Un piccolo gesto potrà contribuire a preservare l’ambiente e l’ecosistema complessivamente inteso.

 

Vincenzo Pepe

E’ il presidente Nazionale di FareAmbiente, Movimento ecologista europeo, teorizzando l’ambientalismo responsabile contro l’ambientalismo ideologico e fondamentalista. FareAmbiente in pochi anni diventa una delle più importanti Associazioni ambientaliste italiane presenti su tutto il territorio nazionale. Il professor Vincenzo Pepe ha teorizzato l’ambientalismo responsabile, diventando a livello nazionale e internazionale uno dei principali protagonisti delle politiche ambientali e dello sviluppo sostenibile.

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Simone Di Matteo: Se è violenza non è mai amore

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Un intellettuale di nuova generazione, diretto, anticonformista: Simone Di Matteo è diventato popolare per essere stato il partner di Tina Cipollari all’ultima edizione di Pechino Express 5 (sono stati Gli Spostati). Oltre ad essere un irriverente scrittore è diventato editore insieme alla “vamp” più famosa d’Italia fondando la Diamond Editrice. Nel libro cult “No Maria, io esco”  Di Matteo racconta la storia di Tina all’interno dello storico programma di Maria De Filippi attraverso le performance più eclatanti, frasi celebri, imperdibili foto e tante curiosità.

Abbiamo incontrato Simone ad Acqui Terme in occasione della prima edizione di Exponendo, ospite d’onore della manifestazione in collaborazione dell’Associazione Medea di Alessandria, impegnata nella lotta contro la violenza sulle donne.

 

Simone, come nasce la tua collaborazione con Medea?

Nasce da una condivisione di intenti: non è giustificabile alcuna forma di violenza sulle donne. Il mio messaggio è chiaro: non sei un uomo se sei violento. L’amore non chiama violenza. Per questa manifestazione ho partecipato attivamente sostenendo Medea. Ho firmato le copie di alcuni miei libri in modo particolare L’amore dietro ogni cosa, molto vicino ai temi affrontati quotidianamente dall’Associazione.

 

Si parla molto di violenza sulle donne attraverso servizi sensazionalistici o post che diventano virali puntando sulla crudelità: in un panorama di questo tipo come valuti il ruolo dell’editoria?

Il libro è un vettore di cultura lento ma inesorabile: resta, lo conservi, lo leggi e lo riletti. Il post passa like dopo like pur essendo molto virale in breve tempo. Credo che l’editoria dovrebbe farsi portavoce di questi valori.

 

Dall’editoria alla televisione: Simone, come sei arrivato a Pechino Express 2016?

Sono stato catapultato! Precedentemente avevo preso parte a diverse trasmissioni come opinionista o come ospite. Ovviamente merito di Tina, la mia grande amica da sempre. Pechino Express è stato un’esperienza positiva, grazie soprattutto al pubblico che ha apprezzato il mio modo di essere.

 

Il tuo libro “No Maria, io esco” ha avuto un grande successo: te lo aspettavi?

Quando pubblichi un libro dai tutto te stesso e in questo caso la protagonista era lei: la sinergia era chiara sin dall’inizio. Credo che il successo sia dovuto al fatto che abbiamo scelto di raccontare il personaggio, non la persona: Tina è amata in modo trasversale e non abbiamo deluso le aspettative.  Ho voluto scrivere un libro onesto, un gioco, una prospettiva ironica del mondo della televisione o meglio del “circo televisivo” .

 

Chi è la Cipollari lontano dai riflettori?

Una donna intelligente e sensibile. Attacca se si sente attaccata. Il suo animo è buono ed è una donna veramente carismatica.

 

Farete un secondo libro?

Mi piacerebbe molto, presto ci saranno novità in merito.

 

Tv e editoria sono due mondi spesso antitetici tra loro: come commenteresti questa affermazione?

Se intendi che la TV spesso cade nel trash mentre l’editoria ha una connotazione più culturale non sono completamente d’accordo. Rispetto a che cosa si giudica essere trash? Se invece fosse genialità? Vedo i due mondi in sinergia, non credo in una visione unilaterale: se si cambiano le prospettive i due mondi convergono e si integrano.

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Giulia Todaro: l’intervista alla giovane attrice de “L’Isola di Pietro”

betty

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Giulia Todaro e’ sicuramente destinata a diventare uno dei volti della giovane generazioni di attori che, con tenacia e talento si fa strada nel mondo del cinema.
Ha iniziato con una fiction in onda su Canale 5, “L’isola di Pietro” e al debutto ha affiancato l’idolo italiano per eccellenza: Gianni Morandi. Noi di Lifestyleblog l’abbiamo incontrata per voi
Giulia Todaro e Gianni Morandi

Giulia Todaro e Gianni Morandi

La tua prima esperienza televisiva al fianco di Morandi: come è andato il tuo debutto?

Penso al riguardo di essere stata molto fortunata e di avere debuttato nel miglior modo possibile. Le emozioni, Le tensioni e le paure che la prima volta è normale che ci siano sono state ben gestite e controllate perché accanto ho avuto una grande famiglia come la lux,un regista come Umberto Carteni e un cast strepitoso sia artisticamente che umanamente i quali mi hanno subito messa a mio agio e in grado di fare un buon lavoro.
Gianni Morandi poi mi ha presa per mano e mi ha accompagnata al mio debutto con affetto, tanti buoni consigli e tanta tanta allegria…diciamo che ho debuttato tra una canzone e l’altra. È stata un’esperienza fantastica è un ulteriore conferma per quello che io amo e sogno di fare.

Ti sei rivista? Quali son state le sensazioni?

Mi sono vista e rivista nella fiction ed è stata un’emozione pazzesca..ho rivissuto le stesse sensazioni che avevo provato sul set…cioè ho pianto di nuovo…ma alla fine come al mio solito ho fatto la mia analisi che regolarmente è di autocritica e ho pensato che forse avrei potuto fare ancora meglio,ma comunque molto felice.

 

Fare l’attrice era il tuo sogno nel cassetto sin da piccola o sognavi di far altro?

A parte il breve periodo che da bambine è caratterizzato dal volere fare la maestra credo di non  avere sognato mai niente altro che fare l’attrice.
In viaggio con i miei genitori partecipavo già da bambina a  tutti gli spettacoli che organizzavano nei villagi turistici.
Ho fatto a 5 anni Esmeralda nel Gobbo di Notre Dame de Paris…ero sempre pronta a partecipare a qualsiasi spettacolo ero la mascotte dei gruppi di animazione.
Dico sempre a mia mamma che sono nata già strana!

Ho sempre avuto le idee chiare.Sin da subito ho avuto anche chiaro il concetto che per tale mestiere avrei dovuto studiare tanto, prepararmi bene..soprattutto nella recitazione e nella dizione in quanto noi siciliani per avere possibilità ad ampio spettro dobbiamo liberarci un poco dalla nostra cadenza, dal nostro accento siculo e dunque ho subito provveduto a mettermi “in regola”

Nel futuro dovessi scegliere un regista con il quale lavorare con chi ti piacerebbe e perchè?

Non ho un regista preferito perché amo il cinema a 360 gradi e amo i diversi stili che contraddistinguono i nostri registi italiani.
Adoro tanto Paolo Virzì,Stefano Sollima,Matteo Garrone e Paolo Sorrentino.
Sogno di lavorare con ognuno di loro in quanto tutti sono in grado di valorizzare al massimo l’attore costruendo insieme a lui nel dettaglio il personaggio stesso che andrà a interpretare,improvvisando se il caso. Credo che questi uomini abbiano creato delle vere e proprie opere d’arte! Non sarei in grado di sceglierne uno…li trovo tutti strepitosi.
Inoltre adoro tutti quei registi che hanno dato e danno spazio alle nuove leve anche senza esperienze precedenti…penso ci voglia molto coraggio e fiducia nella persona scelta ma credo sia il miglior modo per scoprire dei nuovi  talenti. Così come ha fatto Edoardo de Angelis in Indivisibili,così  come fa Rovere,Castellitto e tanti altri. Se dovessi sceglierne uno con cui lavorare sceglierei probabilmente Sollima perché trovo abbia una stile che nulla ha da invidiare ai film americani contemporanei che amo molto.

Il tuo film preferito?

Se dovessi scegliere un film che guarderei mille volte senza stancarmi mai forse sceglierei la grande bellezza che trovo inspiegabilmente perfetto e geniale in ogni suo particolare.

Chi è Giulia nella vita di tutti i giorni?

Giulia nella vita di tutti i giorni è una ragazza semplice che dalla vita vuole solo serenità e felicità nient’altro.
Vivo del mio sogno che da sempre mi ha condizionata nelle scelte.Sono una ragazza molto determinata nonostante abbia allo stesso tempo tante fragilità e paure che contrasto e lotto nel quotidiano in quanto credo che solo affrontandole si possa crescere e migliorare.
Bisogna lottare e non arrendersi per raggiungere ciò che si vuole questo è il mio motto.
Avere la pazienza e la costanza di continuare sulla strada che abbiamo scelto di vivere.
Sono una sentimentalista e ho degli affetti  fermi e solidi nella mia vita sui quali conto molto e di cui ho bisogno ogni giorno, la mia famiglia, ad esempio. Credo molto nella famiglia e per me è il focolare dove trovare conforto, amore e forza.
In futuro vorrei continuare a fare l’attrice ma senza trascurare l’amore (cosa fondamentale) costruendo magari una famiglia che sia sull’esempio di quella nella quale sono cresciuta e sto ancora crescendo io.

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