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Interviste

Paola Lanza: quattro chiacchiere con la coreografa

Redazione

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L’Hip Hop è un fenomeno ormai dilagante , un movimento culturale che abbraccia gli ambienti più disparati: da quelli più conosciuti, quali danza e musica, fino a quelli più di nicchia, quali writing e beatboxing.
Nasce negli Stati Uniti negli anni settanta come fusione di vari stili musicali e veniva usato dai giovani dell’epoca per esprimere la propria libertà ed identità personale.
Negli anni ottanta/novanta l’hip hop si diffonde in tutto il mondo e ha creato una sorta di rivoluzione musicale .
Molti artisti internazionali hanno utilizzato questo stile , tra cui Michael Jackson, Justin Timberlake, Jennifer Lopez, Bruno Mars, Britney Spears e Tiziano Ferro.
Si tratta di un mondo in continua evoluzione, nel quale coreografi e ballerini possono ogni giorno portare alla ribalta nuovi passi o persino stili completamente inediti.
Esempio di questo secondo caso, è la coreografa Paola Lanza, la quale ha codificato il CROSSOVER, la cui peculiarità consiste nell’inserire passi Hip Hop nei più svariati generi musicali: dal tango al latino americano, passando per il metal e la musica classica, arrivando persino alla musica d’opera.
Si vengono così a creare coreografie in cui i ballerini mescolano sapientemente l’Hip Hop con i passi propri degli stili musicali prescelti, dando vita a spettacoli sempre originali e coinvolgenti.

Paola tu nasci come ballerina e coreografa hip hop, come sei arrivata a mischiare i vari stili musicali ?

La vastità di opzioni disponibili mi pongono in costante ricerca di nuove soluzioni per proporre il mio lavoro e mi obbligano a studiare duramente.. L’Hip Hop è in continua evoluzione e mi piace studiare e creare stili più disparati. E’ come avere dei colori a disposizione con cui puoi fare le combinazioni più straordinarie!La conseguenza diretta di questo mio modo di rapportarmi con il mondo della danza, mi ha portata a sviluppare un nuovo stile: il CROSS OVER.Si tratta di un tipo di ballo già conosciuto negli Stati Uniti, ma al quale non era ancora stato dato un nome, cosa che accade spesso nell’universo dell’Hip Hop, trattandosi di una cultura in continua evoluzione.La sua peculiarità consiste nell’inserire passi Hip Hop nei più svariati generi musicali.Ogni qualvolta che impartisco una lezione di CROSS OVER, insegno ai miei allievi ad inserire delle combinazioni di passi Hip Hop sulle musiche più disparate, mischiandoli con i passi propri dello stile originale delle canzoni. In questo modo nascono coreografie ibride, in cui i ragazzi possono dimostrare sia di saper padroneggiare la loro specialità che di avere una infarinatura dei passi di base dello stile della canzone.

Qual’è lo scenario naturale in cui ballare l’hip hop?

Lo scenario ideale è ovunque tu voglia farlo! Ad esempio a volte mi capita di entrare in un negozio di vestiti, ad un certo punto mettono una canzone troppo bella e inizio a muovermi. E’ il mio modo di comunicare  ed è quello che insegno ai miei allievi,quindi lo scenario giusto è QUALSIASI. Ovviamente, quando si pensa all’Hip Hop, si pensa alla strada.

L’hip hop è anche un modo di essere?

Assolutamente sì! Oltre ad essere un modo di comunicare è uno stile di vita, quindi un modo di essere. L’Hip Hop è una cultura,non è solo un’unire due passi in coreografia!Ci devi credere fortemente in quello che stai trasmettendo,nel messaggio che vuoi comunicare.

E come si è hip hop?

-Sicuramente influenza il modo di vestirsi,di pensare,addirittura di camminare! La cultura Hip Hop ti porta ad avere un’unica frase in testa,ed è “IO SONO QUI’ “:Queste parole racchiudono tutta l’essenza di questa meravigliosa cultura,che tende sempre ad insegnare che tu vali,sempre,qualunque sia il risultato raggiunto. Questo è essere Hip Hop! Un dimostrare sempre quanto si è importanti, credere in se stessi e non avere mai paura di esprimere il proprio pensiero oppure un’emozione; l’Hip Hop lo vivi a pieno,è questo il bello!Ovviamente ogni stile dell’ Hip Hop porta ad abbigliamenti diversi,da un pantalone largo con i tasconi ad un leggins,ma questo non è il massimo dell’importanza per essere dentro a questa cultura ,almeno dal mio punto di vista.

Come vedi il mondo hip hop in Italia ?

Domanda veramente difficile!L’Hip Hop,di base,è più per mentalità estere,che io considero più aperte e propense a pensieri differenti.In ogni caso,questa cultura,negli anni ha preso sempre più piede e quindi ,in Italia, c’è stata la possibilità di conoscere meglio questo mondo e di conseguenza di apprezzarlo.Nel nostro Paese è molto importante il calcio,nell’ambito sportivo,ma la mia speranza è che gli italiani conoscano sempre meglio l’Hip Hop o comunque il mondo della danza e gli diano l’importanza che merita nel mondo dello sport.
Se parliamo,invece,dell’Hip Hop nella vita quotidiana italiana, posso solo dire che ci sarebbe meno ipocrisia e più chiarezza.

Pensi che il tuo stile crossover , possa facilmente diffondersi?

Di facile,purtroppo,c’è ben poco,ma sono sicura che è uno stile di grande impatto,lo vedo anche nei meravigliosi successi che riscuote nei miei spettacoli;quindi la mia risposta è si,potrà diffondersi facilmente,la gente ha bisogno di innovazioni,necessita di nuovi stimoli ed il CROSS OVER può essere un grande inizio,sopratutto per regalare spettacoli sempre più dinamici e mai scontati.

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Simone Di Pasquale e Stefano Oradei: intervista con i maestri di Ballando con le stelle

Bruno Bellini

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Simone Di Pasquale e Stefano Oradei sono i maestri di Ballando con le stelle. Li abbiamo incontrati nella splendida struttura alberghiera Grande Albergo Internazionale in occasione della tappa pugliese di Ballando on the road. 

Con loro abbiamo parlato dell’esperienza con Ballando On The Road ma anche del loro lavoro di insegnati alle prese con i vip e di ciò che rappresenta il ballo.

Simone Di Pasquale

Per Simone Di Pasquale quella del 2018 sarà la decima esperienza all’interno di Ballando con le stelle. Ha vinto la prima edizione nel 2005 in coppia con Hoara Borselli.
La sua formazione artistica comincia con il ballo sportivo, disciplina che lo ha portato a classificarsi primo in molte gare nazionali e internazionali.  Oltre la televisione il talento di Simone conquista il palcoscenico. Interpreta il ruolo dello storico ballerino Tony Manero nel musical diretto da Massimo Romeo Piparo “La Febbre del Sabato Sera”.  Negli ultimi anni segue personalmente con interesse i suoi progetti di Personal Dancer e  Latin up e la nuova attività di Twister Entertanment, società di produzioni di eventi e intrattenimento, di cui è attualmente titolare.

Stefano Oradei

Stefano Oradei insegna danza a livello agonistico, sociale e ProAm .. in particolare balli Standard, Salsa, Bachata, Merengue e Danze Latino Americane. Stefano è stato invitato più volte al programma TV Svedese Let’s Dance per fare esibizioni in quanto campione svedese . Insieme a Veera Kinnunen sono stati anche scelti come coppia principale per lo spot e la pubblicità del programma. Nonostante i risultati fin qui raggiunti Stefano continua a studiare ballo con i migliori maestri al mondo cercando di migliorare il proprio stile per raggiungere grandi risultati internazionali e per diventare un grande artista.

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Trulli Tales: Maria Elena e Fiorella Congedo le ideatrici della serie

Bruno Bellini

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Maria Elena e Fiorella Congedo hanno creato e sviluppato la serie ambientata ad Alberobello.

Trulli Tales, in onda a partire da oggi su Disney Junior, è la nuova serie per bambini che racconta la storia di quattro amici, Ring, Sun, Zip e Stella, impegnati a realizzare le ricette del libro magico di Nonnatrulla e a sventare i sinistri piani del buffo e pasticcione Copperpot.

 

La video intervista con Maria Elena e Fiorella Congedo, ideatrici di Trulli Tales

 

 

 

Trulli Tales, le avventure dei Trullalleri: dall’11 dicembre su Disney Junior

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Trulli Tales​, intervista al produttore Domenico Procacci

Bruno Bellini

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Domenico Procacci, nome importante del cinema italiano, è stato il produttore del cartoon Trulli Tales, le avventure dei Trullalleri: dall’11 dicembre su Disney Junior.

Per il produttore si tratta della prima volta in cui si “cimenta” con una  serie per bambini, nata da un’idea italiana delle sorelle Congedo ed esportata in tutto il mondo.

 

La video intervista a Domenico Procacci

 

 

 

 

Trulli Tales, le avventure dei Trullalleri: dall’11 dicembre su Disney Junior

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