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Calcio

Carletto Mazzone: 16 anni fa la celebre corsa sotto la curva dell’Atalanta

Redazione

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L’episodio durante il derby Brescia – Atalanta…

Carletto Mazzone: 16 anni fa la celebre corsa sotto la curva dell’Atalanta. Correva l’anno 2001, 30 settembre. Mazzone, sulla panchina del Brescia, affronta l’Atalanta in un derby molto teso. Le rondinelle, che giocano in casa,  sono sotto per 3 a 1 e l’allenatore viene preso costantemente di mira dai tifosi dell’Atalanta. Mazzone, tuttavia, non riesce a trattenersi e quando Roberto Baggio accorcia le distanze (2-3) fa la promessa: “Se famo 3-3 vengo sotto la curva!”. Un altro gol di Baggio quasi allo scadere fa perdere il controllo all’allenatore del Brescia che corre verso la curva avversaria, mantenendo la promessa. In tanti hanno cercato di trattenerlo, ma resta il fatto che questa impresa è ormai passata alla storia… 🙂

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Calcio

Ventura non è più l’allenatore della Nazionale di Calcio

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Giampiero Ventura non è più l’allenatore della nazionale italiana di calcio. Al tecnico è stata fatale la doppia sfida contro la Svezia, costata la mancata partecipazione ai mondiali di calcio 2018.

La decisione è stata comunicata dalla FIGC poco fa al termine della riunione convocata dal Presidente della FIGC Carlo Tavecchio. All’incontro hanno preso parte i Presidenti delle componenti federali Gravina, Nicchi, Sibilia, Tommasi e Ulivieri.

Resta adesso da individuare la figura che dovrà ricoprire il ruolo di ct della nazionale. Una decisione importante da prendere soprattutto per dare una scossa al calcio italiano. Tra i papabili ci sarebbe Carlo Ancelotti, che potrebbe essere affiancato da Paolo Maldini. Altri nomi fatti sono quelli di Ranieri e Mancini. Staremo a vedere 😉

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Calcio

L’Italia fuori dai Mondiali: disavVentura!

Bruno Bellini

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L’Italia fuori dai Mondiali: disavVentura! Non è bastata la doppia sfida contro la Svezia per staccare il pass per i mondiali di Russia 2018. Rimontare lo svantaggio del match di andata era la mission degli azzurri che, nonostante un “San Siro” gremito in ogni ordine di posto non è riuscito a colmare il gap della prima gara.

Un triste risultato per l’Italia che a distanza di sessant’anni è fuori dai mondiali. Due, infatti, sono i precedenti nella storia della Nazionale, assente dalla competizione nel 1930 e nel 1958. Quest’ultimo mondiale si è giocato in Svezia, paese che, ironia della sorte, ha estromesso il nostro paese dal Mondiale.

Match di ritorno terminato sul punteggio di 0 a 0, con tante occasioni per gli uomini di Ventura incapaci di trovare la via del gol e di capitalizzare le numerose occasioni da rete. Tanto cuore, tanta grinta che però non sono bastate a raggiungere il risultato desiderato. Tanto anche il rammarico per aver mancato questa partecipazione, con il vistoso calo visto dagli azzurri dal Bernabeu in poi.

Una sconfitta per il calcio italiano, in tutti i sensi. L’estate 2018 senza l’Italia ai mondiali avrà un sapore diverso…

Sul banco degli imputati non finisce soltanto il ct Ventura, ma tutto il sistema che ha offuscato i talenti del calcio italiano. Tanti stranieri importati e pochi i prodotti valorizzati dai vivai italiani.

Servirà una svolta per far tornare il calcio italiano ai fasti di un tempo. Trovare nuovi Baggio, Del Piero, Totti, Maldini e Baresi sarà il duro compito che spetta ai vertici del calcio italiano.

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Calcio

Ibrahimovic, l’intervista a Sky Sport

Redazione

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Zlatan Ibrahimovic ha parlato in esclusiva ai microfoni di Sky Sport24 HD, intervistato da Alessandro Alciato.

 

 

Quale è stato il tuo primo pensiero sulla doppia sfida tra Italia e Svezia?   

Il primo pensiero è stato che saranno due belle partite, non facili. Non saranno partite facili per nessuna delle due squadre, con la Svezia che farà di tutto per passare e l’Italia la stessa. Le squadre daranno il 100%, perché sono come due finali. Poi, io ho giocato questi playoff e non è facile, non c’entra niente con il gruppo, è tutto su due partite. Poi, vediamo cosa succederà, perché secondo me la Svezia gioca senza pressione e non ci si aspetta tanto.

 

Come vedi la Svezia senza di te?

Quando c’ero io, tutti si aspettavano che vincevamo il mondiale o l’europeo. È ovvio, perché quella è la pressione che do a me stesso e che mi arriva anche da fuori, da parte di tutti: dai media, dai tifosi ed è una cosa che mi piace. Comunque, se la Svezia vince o perde, le reazioni non saranno uguali a quando c’ero io. Per il mio ego è normale, perché quando gioco io la squadra è più forte, senza di me meno. Hanno comunque fatto un buon lavoro, hanno superato un gruppo difficile, con Olanda e Francia e non erano partite facili.

 

Ci sarà mai un altro Ibrahimovic nella Svezia?

Non lo so, secondo me adesso conta più il collettivo, perché è diverso giocare con pressioni, aspettative o senza. Adesso, in squadra ognuno ha iniziato da zero, tutti hanno la possibilità di farsi vedere, mentre quando c’ero io c’era un altro livello di pressione. C’è un nuovo allenatore, che ha preso in mano una squadra con nuovi giocatori ed è ricominciato tutto da zero.

 

Come peso nella squadra, l’Italia ha uno come Ibrahimovic?

Secondo me, Verratti. Nessuno è più forte di lui, però devi utilizzarlo nel modo giusto, per fare uscire la sua qualità al 200%. Ho visto Verratti quando è arrivato al Paris Saint Germain, era giovane, l’ho visto crescere, è cresciuto fino ad essere uno dei più forti al mondo.

 

Quale è il modo giusto per sfruttare Verratti?

Il modo giusto è quello del PSG, come centrale difensivo di centrocampo.

 

Dopo anni ce lo puoi dire: quel 2-2 della Svezia contro la Danimarca nel 2004 era combinato? Qui in Italia abbiamo sempre parlato di biscotto e non lo abbiamo mai digerito; ci dici quale è la verità?

La verità è che noi abbiamo giocato la partita ed è finita 2-2. Il risultato non era combinato prima o durante la partita, perché questo non esiste nella mia mentalità. Chi mi conosce sa che non accetto queste cose e per me non esiste. Dopo le partite si dicono sempre tante parole, scuse o qualcosa, solo per trovare una scusa o dar la colpa a qualcuno. Queste sono solo parole, niente di importante.

 

Se la Svezia passa, ci fai un pensierino al mondiale?

No, adesso il mio pensiero è di tornare in campo e giocare e poi vediamo quello che succede in futuro. Secondo me ho fatto la mia storia in nazionale. Potevo fare di più o potevo fare di meno, ma la mia storia l’ho fatta. Però, sarebbe proprio bello vedere la Svezia al mondiale.

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