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Viaggi e Turismo

Estate 2017: quali sono le mete e abitudini di viaggio dei motociclisti italiani

Redazione

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Due dati in controtendenza: preferiscono la montagna e scelgono la cartina per seguire il proprio itinerario. Old style o voglia di avventura?

Moto.it – il primo quotidiano di informazione motociclistica in Italia e uno dei più importanti mercati on-line di moto nuove e usate – ha recentemente realizzato un sondaggio tra i suoi utenti, centauri e amanti delle due ruote, per scoprire come e dove trascorreranno le loro vacanze in sella questa estate.

 

Un risultato in controtendenza rispetto alle statistiche attuali che rispecchia appieno lo spirito di avventura che contraddistingue i bikers italiani.

Istintivi, amanti della natura e delle curve e con la voglia di essere disconnessialmeno durante le vacanze.

 

Eh sì perché, nonostante tutti gli strumenti tecnologici, digitali e di geo localizzazione disponibili sul mercato, nell’assetto da viaggio dei motociclisti italiani non può mai mancare la vecchia e cara cartinacon ben il 47,27% delle preferenze, rispetto al navigatore (29,01%) e al GPS (9,52%).

Un risultato indice di arretratezza? Tutt’altro, solamente la voglia di vivere le proprie vacanze, immersi dalla natura, lasciarsi cullare dalle curve e guidare dalla strada senza decidere a priori un itinerario predefinito da seguire. Infatti, il 54,32% degli utenti dichiara che deciderà giorno per giorno le varie tappe del viaggio, privilegiando le strade provinciali rispetto alle autostrade, scelte solo dal 6,35% degli utenti.

 

Se il Summer vacation value report 2017 di Tripadvisor dice che gli italiani scelgono per le loro vacanze il mare – nelle top ten nazionale e internazionale solo mete balneari – gli utenti di Moto.it preferiscono la montagna con un percentuale che sfiora il 50%. Sarà perché, si sa, i bikers amano le curve e la montagna regala chilometri e chilometri di tornanti o forse perché le temperature meno roventi consentono di rimanere di più in sella, senza fare “pit stop” fuori programma.

 

In ogni caso, è risaputo, i bikers italiani sono dei romantici e alle vacanze di gruppo preferiscono di gran lunga viaggiare con la propria dolce metà – 60,49% – condividendo rigorosamente la stessa moto. Forse anche per questo motivo non amano gli hotel ma si affidano a B&B, case vacanze e Airbnb, confermando in questo caso una tendenza che recentemente è stata ratificata anche in Senato con la norma ribattezzata “tassa su Airbnb”.

 

Le tanto attese ferie stanno arrivando, quindi zaino in spalla, cartina alla mano e serbatoio pieno! Moto.it vi suggerisce 5 itinerari di montagna, ideali anche per i principianti delle due ruote, dove godere di magnifici paesaggi e aprire il gas, sempre nel rispetto del codice della strada e dei limiti di velocità.

 

Fra Emilia e Toscana

Due delle regioni più interessanti dal punto di vista enogastronomico ma anche dei percorsi da moto. Partendo da Bologna potete dirigervi verso Firenze scegliendo il più tortuoso passo della Futa o il più ampio e scorrevole passo della Raticosa. Da lì puntate verso Firenzuola per il Passo del Giogo, e raggiungerete la zona del Mugello e poi Firenze. Un veloce trasferimento fino a Pistoia e da lì parte la scalata al Passo dell’Abetone. Oppure, se preferite, la Porrettana, che vi riporterà a Bologna sazi di curve e buon cibo.

 

Svizzera over 2.000

Buona parte dei passi europei sopra i 2.000 metri si trovano in Svizzera, dove le strade sono perfettamente asfaltate, i panorami mozzafiato e l’aria meravigliosa. Partendo dal nord italia, in mezza giornata si può raggiungere Bellinzona, da cui vi proponiamo di puntare verso nord attraverso il Passo del Lucomagno. A Disentis puntate ad est verso Andermatt, percorrendo l’Oberalp, e troverete tre passi – Susten, Furka e Grimsel che ricorderete per sempre. Il rientro? C’è il San Gottardo…

 

La magia delle Alpi francesi

Sebbene l’Italia offra panorami mozzafiato, anche i nostri cugini transalpini sanno difendersi bene in materia di percorsi motociclistici spettacolari. Se avete a disposizione un paio di giorni, c’è sicuramente un percorso che varrà la pena di affrontare.

Partendo da Milano, una volta superata Torino e il confine dopo Claviere, vi ritroverete nella splendida Briançon, città fortificata e Patrimonio Mondiale dell’Unesco. Usando Briançon come punto base, potrete esplorare la zona montagnosa del Parc National des Ecrins con l’azzurrissimo Lac de Serre-Ponçon. Al vostro rientro in patria non potrete non passare dai 2360 metri del Col d’Izoard e, successivamente, dal mitico Col Agnel, passo che, a 2744 m, unisce Italia e Francia.

 

Engadina su due ruote

Un itinerario che richiede appena due giorni e offre strade a misura di moto e panorami incantevoli, con tutta la varietà dell’ambiante alpino. Da Lecco si costeggia in Lario in direzione Chiavenna e poi verso l’Engadina e St. Moritz. A Celerina si svolta verso il Passo Bernina (2.328 m) con una digressione, in funivia, sul Pizzo Bernina e il suo ghiacciaio. La discesa verso Tirano, poi in valle fino a Bormio e la salita allo Stelvio (2.757 m), da cui si rientra da Prato allo Stelvio con un breve anello che sconfina in Svizzera. Ridiscesi a Bormio si devia per S. Caterina per la salita al Passo Gavia (2.652 m) per chiudere il tour a Ponte di Legno.

 

Nel cuore di ghiaccio dell’Austria

Del più famoso ghiacciaio alpino, il Grossglockner, a causa dei cambiamenti climatici, non resta tantissimo. Quello che non manca nel percorso che collega le località di Lienz e Kaprun sono strade il cui tracciato sembra disegnato al computer per massimizzare il piacere di guida di una moto.

Per poterla percorrere è necessario un pass e, a tariffa scontata, si possono aggiungere i permessi per esplorare altri due itinerari altrettanto indimenticabili e che non possono mancare nel palmares di ogni vero motociclista: il Gerlospass (che si può percorrere per il ritorno in Italia verso Vipiteno dopo aver visitato il ghiacciaio) e la Nockalm Strasse (52 tornanti). Per chi avesse voglia di fare qualche km in più consigliamo di spingersi un po’ più a nord ed arrivare in Germania, a Berchtesgaden, per visitare il famoso “Nido dell’aquila”.

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Vacanze in Serbia d’inverno: ecco cosa vedere

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Arte, divertimento e spiritualità in Serbia, il paese dei due Natali e due Capodanni

Ai confini di Oriente e Occidente, la Serbia è una terra dove le tradizioni convivono oggi con una nuova vocazione contemporanea, che esplode nella vivacità culturale, nell’offerta di tempo libero e divertimento delle due città: la capitale Belgrado e la Capitale Europea della Cultura 2021 Novi Sad.

Le vacanze invernali in Serbia sono occasione per vivere Natale e Capodanno due volte, seguendo la tradizione ortodossa e quella cristiana, che qui convivono da secoli.  Dopo la notte di San Silvestro e le celebrazioni per il 2018, allungando le vacanze e seguendo il calendario giuliano, le festività Ortodosse cadono il 7 gennaio – Natale – e la notte tra il 13 e il 14 gennaio – Capodanno – è possibile vivere i riti e le celebrazioni nei grandi templi, come San Sava a Belgrado dedicata al fondatore della chiesa serba, e nella vicina Vojvodina, sui monti della Fruška Gora dove sorgono numerosi monasteri, culle del barocco serbo, come Krušedol, Vrdnik, Novo Hopovo.

Voli da Roma, Milano e Venezia collegano regolarmente l’Italia con Belgrado sia con Air Serbia sia con Alitalia in poco più di un’ora e mezza: una soluzione ideale per un weekend, un ponte o una vacanza più lunga.

La gente di Belgrado si prepara a festeggiare il 31 dicembre con tutto il folklore e la voglia di divertimento che abitano in città: epicentro della festa è  Piazza della Repubblica (Trg Republike), che ogni weekend diventa Piazza del Cuore con il mercatino di Natale, dove artigiani, designer e giocattolai-artigiani da tutta la Serbia e i Balcani espongono creazioni e invenzioni.

Nella capitale ha da poco inaugurato, dopo un restauro decennale, il MoCAB, il museo d’arte contemporanea, unico museo dell’arte del presente in Serbia. Nell’edificio, realizzato dagli architetti Ivan Antić e Ivanka Raspopović, fondamentale esempio dell’architettura modernista della Jugoslavia socialista,  è in programma la mostra Sequences, che comprende più di 300 opere dall’inizio del XX secolo al presente dell’arte serba. All’esterno, il museo si circonda di un grande  Parco della Scultura, che ruota intorno all’edificio museale con le opere dei più significativi scultori jugoslavi del XX secolo.

Per vivere altri luoghi della nuova  Belgrado è possibile prenotarsi in gruppo, coppia  o singolarmente agli Still in Belgrade tour, realizzati dal magazine che disegna la mappa degli eventi in città. Si può andare a scoprire la città più creativa ed estrosa con il design e coffee shop tour alla scoperta degli indirizzi di laboratori e negozi di designer di moda, gioielli, interni, vintage e vestiti di seconda mano, arredi e regali per i ritardatari del Natale, oltre a caffè e pasticceri artigianali, tra i quartieri creativi di Dorcol e Stari Grad. Altri percorsi degli Still in Belgrade Tour conducono a provare birre e cibo artigianale a KM0 o a conoscere, con un giro hipster e creativo, gli antichi docks e spazi industriali riconvertiti in teatri, gallerie d’arte e luoghi della musica, tra i dipinti e i graffiti di Savamala. Qui Luc Besson ha appena girato alcune scene del suo ultimo film “A night with Anna” con Hellen Mirren, Luke Evans e l’esordiente protagonista Sasha Luss, film che uscirà nei cinema del mondo nel 2018.

Per Capodanno la città sprigiona tutta la sua vivacità: la sera del 31 dicembre, i fuochi d’artificio e il folklore della capitale partono con la tradizionale festa in piazza davanti al Parlamento che oltre la mezzanotte si irradia tra Beton Hala, Dorcol e Savamala tra i suoi locali come il Drusgstore e il Kc Grad, e nei club sugli splavovi, le chiatte lungo Sava e Danubio, con djset e concerti di artisti locali e protagonisti della musica contemporanea dance dal mondo.

Se si segue il Danubio verso Nord, la Vojvodina è terra di spiritualità e grande cultura enogastronomica. Novi Sad, capoluogo della regione, European Youth Capital 2019 e Capitale Europea della Cultura 2021, soprannominata “la Gibilterra sul Danubio”, vibra nella sua Trg Slobode, la piazza con le architetture liberty e mittle-europee, i caffè la mattina e i drink la sera, quando diventa l’epicentro della città, cuore dei due capodanni. Per chi invece preferisce un festeggiamento più bucolico, a pochi kilometri da Novi Sad, può trovare la Salas 137, classica fattoria dove vivere l’esperienza senza tempo della campagna serba, pronta ad accendersi per un capodanno di sapori tra rakija, grigliate, canti e danze fino a notte inoltrata.

 

Tra Belgrado e Novi Sad e per orientarsi e mappare gli itinerari alla scoperta della Serbia è uscita la nuova guida Lonely PlanetBelgrado e la  Serbia”,  che racconta le tante intense emozioni che regala la Serbia e fornisce validi consigli per pianificare al meglio il proprio viaggio su misura.

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Maiorca e Ibiza in fiore: il fascino delle isole in un insolito anticipo di primavera

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Il fascino delle isole in un insolito anticipo di primavera

Tra gennaio e marzo, quando gran parte d’Europa è stretta nella morsa del gelo invernale, alle isole Baleari si verifica un fenomeno inusuale: la fioritura dei mandorli e degli aranci. Uno spettacolo che colora le isole e fa da richiamo per i visitatori che attraverso gradevoli passeggiate nei campi di mandorlo e rilassanti itinerari paesaggistici, avranno l’opportunità di scoprire la ricchezza del patrimonio e della natura delle isole durante i primi mesi dell’anno.

I Mandorli

L’importanza della mandorla come coltura tradizionale a Maiorca è indubbia. Sono molte le varietà di mandorle prodotte sull’isola e la loro qualità organolettica superiore alla media, gli conferisce un eccezionale valore aggiunto. A questo si somma la bellezza paesaggistica dei campi di mandorli in particolare nei primi mesi dell’anno, quando le piante si riempiono di fiori bianchi, dando un tocco di fascino al paesaggio dell’isola. Si tratta indubbiamente del momento perfetto per esplorare l’isola lungo le rutasdei mandorli in fiore e godere di questo dono della natura. Un’area particolarmente favorevole per questo tipo di escursioni è quella di Llucmajor e, in generale, l’intero Pla de Mallorca, nella zona centrale dell’isola. Facendo una passeggiata attraverso le piantagioni di Llucmajor, è possibile fermarsi in uno dei più importanti e vasti villaggi talaiotici di Maiorca, Capcorb Vell. Dal promontorio del Puig de Randa è poi possibile godere di un’eccellente vista panoramica dell’intera comarca di Pla de Mallorca. Per completare al meglio l’escursione, è imperdibile uno stop in uno dei paesini locali per assaggiare le specialità gastronomiche a base di mandorla, tra cui spiccano il Gatò de l’Almendra, una torta senza farina servita con orzata o con una pallina di gelato alle mandorle, o una coca de torró, un dolce fatto con wafer ripieno di torrone morbido, rigorosamente alle mandorle.

Santa Agnès de Corona, un piccolo villaggio agricolo situato nella parte occidentale dell’isola di Ibiza, ogni anno in un sabato di inizio febbraio, in occasione della festa della patrona, si celebra una delle attività più popolari. Si tratta della tradizionale camminata notturna Llum d’Ametller in cui i partecipanti camminano da Sant Antoni a Santa Agnès passando per Cala Salada e la Vall de Corona, circondati dai mandorli fioriti tipici di questo periodo dell’anno. Il percorso si completa in circa 2 ore e mezza e all’arrivo si può degustare una cena a base di torradasobrassada, panini e musica disco per tutti i gusti.
La domenica mattina gli sportivi hanno invece un appuntamento con la corsa popolare Flor d’Ametller, organizzata dal Club di Atletica sa Raval.

Gli Aranci

Da oltre 600 anni a Sóller, nel cuore della Sierra de Tramuntana, vengono coltivate arance in quella che è stata definita “la valle dorata”. Questi agrumi giunsero a Maiorca grazie ai naviganti e commercianti arabi che iniziarono a coltivarli: la ricchezza idrica della Sierra de Tramuntana unita al sole caldo tipico delle aree mediterranee, hanno poi fatto il resto, rendendo questo luogo lussureggiante. Oggi a Sóller si coltivano oltre 120.000 aranci, che regalano le più succose ed aromatiche arance di Spagna, da cui si produce l’Angel d’Or, un distillato fruttato e liquoroso da sorseggiare da solo, con ghiaccio, o come ingrediente di cocktail fruttati. Dal 1912 il Tren de Sóller unisce Palma a Sóller, passando tra gli splendidi paesaggi di questi agrumeti. Un tempo utilizzato per il trasporto delle arance, questo treno elettrico funziona ancora oggi con i vagoni e i materiali originali, offrendo un’escursione tra i colori ed i profumi di questa zona dell’isola. Il convoglio parte ogni giorno dal cuore di Palma dove si trova la sua accogliente stazione, opera dell’architetto maiorchino Gaspar Bennàssar. In 55 minuti i passeggeri verranno rapiti dalla bellezza del paesaggio della Sierra de Tramuntana e dall’aroma di fiore d’arancio, avendo la sensazione di raggiungere la valle degli aranci quasi troppo velocemente. A Sóller, capolinea del treno, i viaggiatori potranno approfondire le proprie conoscenze sull’architettura modernista presso il museo Can Prunera, mentre effettuando l’escursione di sabato, potranno passeggiare tra le bancarelle del mercato cittadino.

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Un nuovo modello di turismo con la startup Guest House Sicily

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Un nuovo modello di turismo economicamente sostenibile arriva da Guest House Sicily, startup siciliana nel settore turistico nata nel 2015 dall’idea di due giovani siracusani, Edoardo Faraci e Francesco Susino. Un modello che scommette sul turista facendolo diventare una preziosa risorsa di lungo periodo, un residente temporaneo del tessuto abitativo locale, il vero ambasciatore dello sviluppo economico a livello territoriale.

«Vogliamo allontanarci da quel turismo stagionale che purtroppo caratterizza la Sicilia, interessato a fare profitto sul turista, considerandolo una risorsa di breve periodo “da spennare” il più possibile – dichiara Edoardo Faraci, Fondatore e Amministratore Delegato di Guest House Sicily. I turisti sono per noi la risorsa più importante su cui investire, la chiave dello sviluppo economico localespiega Faraci –  ed è per questo che li accogliamo in strutture ricettive medio-alte adatte alle loro esigenze e fornite di tutti i servizi che servono ad un residente temporaneo, facendoli sentire a casa. Inoltre li aiutiamo ad integrarsi nella cultura e nelle abitudini enogastronomiche del posto, grazie ad una rete di partner qualificati che completano la filiera della ricettività».

Affascinato quindi dalle bellezze naturalistiche e culturali, e dal clima gradevole e mite tutto l’anno, il turista che sceglie la Sicilia diventa ambasciatore naturale del turismo dell’Isola:

L’ospite accolto ed integrato in una realtà locale tornerà certamente a visitare i nostri luoghi, decidendo forse un giorno di acquistare una casa in città e magari spostare la sua residenza, anche lavorativa – prosegue l’amministratore delegato di Guest House Sicily. Questo si tradurrà nell’attrazione di capitali qualificati, sia economici che di competenze intellettuali, nella località scelta dal turista».

Alla base del nuovo modello di turismo sostenibile proposto da Guest House Sicily c’è l’esperienza diretta del suo fondatore nelle realtà del turismo locale:

«Dopo aver fatto esperienza nella gestione alberghiera di alto livello in una struttura con oltre 100 camere e dopo aver vissuto la realtà manageriale di villaggi-vacanza nella costa – spiega Faracimi sono reso conto del desiderio crescente dei clienti di vivere una vacanza diversa dal classico soggiorno alberghiero. Una voglia di immergersi nella realtà dei quartieri del centro storico della città, a contatto con i residenti, per fare esperienza quotidiana di quello che accade intorno: acquistare alimenti freschi locali al mercato, cucinarli a casa, passeggiare tra i vicoli del centro, rientrare a casa e vivere una completa esperienza da abitante temporaneo del tessuto urbano cittadino».

Una nuova frontiera del turismo che sembra piacere particolarmente agli ospiti stranieri:

«Stiamo assistendo a un trend crescente – continua Faraciche vede il turista straniero identificare l’Italia anche con la Sicilia. Non solo Roma, Firenze e Venezia come tappe obbligate di un viaggio in Italia, ma anche la Sicilia come meta privilegiata dove rimanere almeno un paio di settimane. I numeri poi ci confermano questa tendenza. Nell’estate 2017 abbiamo registrato la presenza di oltre 1.200 ospiti con un incremento di turisti stranieri provenienti dal Nord Europa e dall’Australia».

La nuova idea di turismo economicamente sostenibile vuole essere un invito per tutti gli operatori di strutture ricettive siciliane, ma non solo: «Crediamo fermamenteconclude Faraciche replicare un modello culturale che vede al centro il turista come alleato prezioso della comunità locale e delle piccole e medie imprese sia davvero la chiave per lo sviluppo di lungo periodo non solo della Sicilia, ma anche di quell’Italia che ha bisogno di cambiamenti strutturali per tornare a crescere».

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