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Salute

I benefici dell’attività fisica. I consigli per l’estate

Redazione

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I BENEFICI DELL’ATTIVITÀ FISICA:

  1. Il miglioramento dell’umore, poiché quando si pratica esercizio fisico il cervello rilascia endorfine, particolari ormoni con naturale funzione “antidepressiva” che donano una sensazione di serenità e relax;
  2. L’aumento della chiarezza e della lucidità psichica, liberando la mente dagli schemi ripetitivi dei pensieri di tutti i giorni;
  3. La riduzione dello stress e dell’ansia, modulando le alterazioni fisiologiche associate alla paura, come il battito cardiaco e la respirazione più rapidi;
  4. Il miglioramento dell’autostima, poiché praticare regolarmente attività fisica porta ad ottenere una sensazione di benessere anche dal punto di vista della fiducia in sé stessi e della propria autostima;
  5. L’aumento dell’energia, perché svolgere esercizio fisico aiuta l’organismo a trasportare ossigeno e nutrienti ai tessuti e stimola il sistema cardiovascolare a lavorare più efficacemente. Di conseguenza si otterranno più energie per svolgere i lavori giornalieri;
  6. Il miglioramento della qualità del sonno, in quanto l’attività fisica regolare facilita un più rapido e profondo addormentamento a patto che non sia praticata poco prima di andare a dormire. In questo caso si potrebbero avere in corpo troppe energie per addormentarsi;
  7. La riduzione del rischio di sviluppare patologie cardiovascolari e neurodegenerative, perché l’esercizio fisico giornaliero può diminuire la probabilità di incorrere in forme di demenza come l’Alzheimer o in un declino cognitivo anche in persone con più di ottant’anni;
  8. Infine fare sport è un modo per socializzare, infatti scegliere un’attività gradevole o curiosa favorisce la conoscenza di nuove persone. Si può, ad esempio, chiedere agli amici di iniziare insieme un nuovo sport, o sfruttare l’occasione dell’allenamento per stringere legami con altri sportivi.

UN CONSIGLIO PER L’ESTATE:

Un secondo piatto a base di 50g di Grana Padano e due fette di melone di circa 200g rappresentano una scelta alimentare salutare e nutriente. I due alimenti insieme forniscono importanti quantità di sostanze nutritive, come le proteine ad alto valore biologico (16g), più del 50% del fabbisogno giornaliero di calcio di un adulto, vitamina A e C, oltre all’ottimo contenuto in potassio (726 mg), sodio (350mg) e magnesio (31 mg) che costituiscono un rimedio ideale contro la perdita di minerali dovuta alla sudorazione estiva. Con il Grana Padano si assumono anche buone quantità di antiossidanti come selenio, Zinco e vitamina A che, con l’enzima superossido dismutasi (SOD) presente nel melone, combattono l’ossidazione proteggendo le cellule dell’organismo. Una pietanza fresca, facilmente digeribile e consigliabile per tutti, specie per chi svolge attività fisica e sport.
Mangiare di più di quanto si consumi così come le diete sbilanciate in nutrienti sono una delle principali cause di sovrappeso e obesità. Un nuovo studio dell’Osservatorio nutrizionale Grana Padano (Ogp, vedi scheda di seguito) ha analizzato la relazione tra la quantità di attività fisica svolta e la qualità della dieta seguita, valutando le interviste a 5.500 adulti italiani, in età maggiore di diciotto anni.

Un primo risultato dello studio è che le persone che svolgono scarsa attività fisica consumano meno energia, mangiano meno frutta e verdura e bevono meno acqua, fattori indispensabili per non aumentare di peso. E coloro che non praticano alcuna attività, né moderata quotidiana né intensa settimanale, mangiano meno di 2 porzioni al giorno di frutta, verdura e bevono meno acqua. Inoltre, l’inserimento dell’attività fisica all’interno della propria quotidianità favorisce l’abitudine dell’organismo a seguire uno stile di vita più sano sotto ogni punto di vista, incluso quello alimentare.

L’indagine ha indagato le abitudini e l’intensità dell’attività fisica a vari livelli: moderata e quotidiana come il camminare, l’attività fisica intensa come la corsa, il nuoto, la palestra ed altro, il tempo dedicato e la frequenza settimanale. Di tutti gli intervistati è stato rilevato il peso e l’altezza e calcolato l’Indice di massa corporea (BMI) per classificarli in normopeso, sovrappeso (BMI>24.9 e <29.9) e obesi (BMI>29.9); l’attività lavorativa (classificata in sedentaria, in piedi, manuale e manuale pesante) e le ore quotidiane di attività domestica. Oltre all’attività fisica sono state raccolte le abitudini nutrizionali quotidiane riguardanti il consumo di frutta, verdura e acqua.

Dallo studio Ogp emerge che la sedentarietà quotidiana è già responsabile dell’aumento ponderale. Infatti, la media delle persone che svolgono un lavoro sedentario (56% del campione) è caratterizzata da un BMI di 27, mentre coloro che svolgono un lavoro manuale pesante hanno un BMI medio di 26. Risultato che potrebbe sembrare ovvio, ma che in realtà conferma che questo campione riesce ad avere un migliore bilancio energetico.

Le attività domestiche sono ancora un lavoro prevalentemente femminile, ma stare a casa, anche se si lavora intensamente (lavoro domestico 3-4 ore al giorno) non predispone ad avere un peso normale, perché ben il 43% del campione preso in esame trascorre un tempo superiore alle tre ore davanti alla televisione e il BMI correla positivamente, ovvero aumenta all’aumentare delle ore trascorse davanti allo schermo.

La ricerca Ogp conferma che la quantità di attività fisica, intesa come attività moderata svolta ogni giorno oltre a quella sul lavoro (camminare o andare in bicicletta), è correlata con il BMI. Infatti, chi non svolge nessun tipo d’attività, il 25% degli intervistati, è sovrappeso (BMI medio 29) mentre il BMI medio dei soggetti che camminano o pedalano per almeno 30 minuti al giorno è mediamente 26 e si avvicina di più agli standard di normalità. Solo il 10% del campione dichiara di camminare o andare in bicicletta più di un’ora al giorno. L’attività fisica più intensa ad esempio jogging, nuoto, palestra, o sport di squadra amatoriali, è svolta una o più volte a settimana solo dal 30% degli intervistati, mentre il 70% non fa nessun allenamento settimanale.

Lo studio dell’Osservatorio è in accordo con un recente studio pubblicato dall’American Journal of Clinical Nutrition– ha dichiarato la dott.ssa Michela Barichella, Presidente di “Brain&Malnutrition Association” e membro del Comitato scientifico OGPche mette in luce il legame tra l’attività fisica e la scelta di cibi considerati particolarmente sani. Praticare sport e avere una moderata attività è correlata con un indice di massa corporea normale e sembrerebbe favorire la scelta di cibi salutari aggiungendo altri benefici vantaggi a quelli che porta l’attività fisica continuativa”.

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Stefano Sala nuovo volto AnlAids

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Il celebre modello e attore Stefano Sala è protagonista di un’importante campagna di sensibilizzazione a sostegno all’Associazione AnlAids, che si occupa si promuovere la prevenzione dall’HIV.“Se te ne fotti, l’Aids ti fotte” è lo slogan che compare sui nuovi manifesti della campagna, che riportano il volto di Sala, patrocinata tra l’altro dal Comune di Milano.

Una frase a effetto per cercare di invogliare le persone a utilizzare il preservativo e tutte le precauzioni utili per evitare il contagio. La lotta all’Aids è un tema importante, che dagli anni ’80, da quando questa malattia è stata portata alla luce con forza dai mass media, continua senza sosta.

Nonostante in molti casi ancora si registri un rischio vitale, oggi si può curare. Tuttavia la prevenzione rimane l’unica possibilità di vero salvataggio.

<<Ho deciso di prendere parte a questa iniziativa perché ho due amici molto cari di età diverse che sono afflitti dal problema, so cosa provano – ha dichiarato Stefano Sala – purtroppo loro in modo innocente hanno ignorato la pericolosità e la facile trasmissione del virus>>.

Insieme a Sala ci sono anche molti altri personaggi dello spettacolo e dello sport a sostegno della campagna. Da quest’oggi tutta Milano è ricoperta dai manifesti dell’AnlAids.

Vedere me, e altri artisti sui manifesti dell’Associazione – continua l’attore – mi fa sentire forte e determinato nel distribuire un messaggio così importante affinché i giovani possano venire a conoscenza del pericolo dell’Hiv che è sempre in agguato>>.

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Salute

Contro i malanni di stagione vince la regola delle tre ”L”

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Grazie al contributo di due esperti la piattaforma ha stilato un vademecum per la prevenzione e la cura dell’influenza, che ogni anno in Italia colpisce in media circa 5 milioni di soggetti.

Con l’arrivo dei primi veri freddi aumenta anche la possibilità di incappare in qualche malanno di stagione. Si stima, infatti, che ogni anno nel Bel Paese in media 5 milioni* di persone vengono affette da sindromi influenzali e parainfluenzali; i più esposti sono i bambini (in età pediatrica), gli anziani (in particolare sopra i 65 anni e oltre i 75) e i pazienti con deficit immunitari. Per aiutare gli italiani ad affrontare al meglio la stagione fredda, MioDottore – una delle più grandi piattaforme al mondo specializzata nella prenotazione online di visite mediche – ha coinvolto due suoi esperti, il dottor Roberto Zaffaroni – medico di base, ozono terapeuta – e la dottoressa Sonia Ciampa – medico di base – con cui ha elaborato tre regole auree per far fronte al meglio alle temperature più rigide, tra attenzioni quotidiane e prevenzioni mediche.

La nonna non sbaglia: accortezze e rimedi casalinghi da tenere a mente

 

Il dottor Roberto Zaffaroni, di MioDottore, suggerisce di proteggersi prima di tutto applicando alla propria quotidianità alcuni piccoli accorgimenti, come assumere bevande calde e ritagliarsi dei momenti di riposo per permettere al corpo di recuperare energie. Conferma come valida la raccomandazione d’oro delle nonne, detta anche la regola delle tre L: latte, letto, lana.

La dottoressa Ciampa suggerisce, inoltre, di detergere accuratamente le mani con acqua e sapone ed evitare i luoghi affollati, soprattutto se chiusi. Infatti, diversamente da quanto si possa comunemente pensare, non è il freddo a determinare l’influenza, quanto le condizioni di scarsa umidità (inferiore al 50%) e l’aria asciutta. Rispetto all’abbigliamento, anche la dottoressa conferma essere sempre valido il consiglio di vestirsi a strati e di prediligere fibre naturali a diretto contatto con il corpo come cotone o lana leggera, così da favorire la traspirazione ed evitare che il sudore si accumuli sulla pelle. Da non scordare nemmeno una sciarpa, importante alleata nel proteggere la gola nel passaggio da un ambiente caldo a uno freddo.

Siamo quello che mangiamo, anche quando fa freddo

 

Zaffaroni, di MioDottore, ricorda che è sempre importante fare attenzione alla propria dieta e agli alimenti che assumiamo perchè possono contribuire alla prevenzione, soprattutto per piccoli e anziani. Anche durante l’inverno la parola d’ordine è mantenere un’alimentazione bilanciata, dove non manchino frutta e verdura e in particolare gli ingredienti che contengono vitamina C, la cui assunzione in dosi maggiori non risulta pericolosa. È inoltre consigliato prevedere anche cibi contenenti vitamine antiossidanti.

Inoltre, anche la dottoressa Ciampa ricorda che una dieta equilibrata particolarmente ricca di frutta e verdura fresche di stagione, farmaci a basso dosaggio e il ricorso ad adeguati integratori alimentari possono rappresentare ottimi alleati. In particolare, suggerisce di non far mai mancare nel piatto le vitamine (A, C, E, P), i sali minerali, gli acidi grassi e le proteine nobili”Mangiare ‘colorato’ può aiutare il nostro organismo. Frutta e verdura color giallo-arancio perchè ricche di carotenoidi e vitamina C; quelle color rosso per licopene e antocianine, i prodotti verdi che offrono una buona quantità di resveratrolo e infine quelli color viola-blu per la presenza di antocianine.”

 

Vaccino anti influenzale

Entrambi i medici di MioDottore, Zaffaroni e Ciampa, consigliano di valutare la possibilità di sottoporsi al vaccino anti influenzale, ricordando che è particolarmente indicato per anziani, cardiopatici e per coloro che presentano difficoltà respiratorie, ma anche per gli operatori sanitari e per chi è a diretto contatto con molte persone. Diversamente, non deve essere somministrato a neonati al di sotto dei sei mesi di vita, soggetti che abbiano manifestato una reazione allergica grave (anafilassi) dopo la somministrazione di una precedente dose a un componente del vaccino; oppure se si ha uno stato febbrile in corso, in quanto a seguito di una variazione dell’equilibrio del sistema immunitario, il vaccino non è nelle condizioni migliori per agire.

Nonostante non ci sia una copertura assoluta del 100%, la protezione immunitaria che il vaccino può garantire è molto elevata e sicura non provocando influenza.

Aggiunge la dottoressa Ciampa: Dai dati pubblicati in letteratura internazionale si evince che i vaccini hanno mediamente una efficacia del 68% (con intervalli di confidenza compresi tra 49% e 79%). Ciò è dovuto all’azione specifica contro i due virus influenzali A e B. Negli adulti l’efficacia media dei vaccini per l’esito “sindrome influenzale” è molto più bassa (12%) con intervallo di confidenza compreso tra 6% e 18% poiché la loro azione preventiva è stemperata dalla presenza concomitante di numerosi altri agenti patogeni che causano la sindrome influenzale.”

In un momento così potenzialmente critico per l’inizio del vero freddo, MioDottore consente di prenotare in maniera rapida e permette inoltre ai pazienti di ottenere risposte in tempi brevi circa i propri dubbi. Ad esempio tramite la sezione Chiedi al dottore all’interno del sito è possibile rivolgere le proprie domande agli esperti di Miodottore ricevendo un riscontro entro un massimo di 48 ore.

* Studio ”Uno scudo contro l’influenza #previenila2016”

 

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Interviste

Vene varicose, ne parliamo con il dottor Elia Diaco

betty

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La prevenzione è stata uno dei punti fermi di Expovitasalus,della mostra convegno su salute e benessere organizzata da G.A.R. eventi al Four Points by Sheraton Catania Hotel & Conference.

Una delle relazioni più prestigiose di sabato 4 è stata quella tenuta dal dottor Elia Diaco, specialista in angiologia e medicina vascolare, che ci ha illustrato le nuove terapie nel trattamento della scleromousse nella cura della malattia venosa cronica e delle varici degli arti inferiori.

Al suo fianco Miss Italia 2015, Alice Sabatini, e Roberta Morise, conduttrice del programma “Easy Driver”, programma in onda su Rai 1 testimonial della campagna di prevenzione portata avanti dal dott. Diaco sulla prevenzione nella patologia venosa cronica.
Diaco spiega che le vene varicose possono provocare danni gravi agli arti inferiori perché la patologia è invalidante e, se non è ben curata, può portare ad una trombosi venosa superficiale con conseguente compromissione della circolazione o dello stato locale delle gambe. I rischi non vanno sottovalutati e il problema deve essere affrontato con tempestività.

“Di norma, facciamo una valutazione angiologia e con l’ausilio dell’ecocolordoppler verifichiamo la funzionalità valvolare e il diametro del vaso venoso. La schiuma viene introdotta a diverse concentrazioni all’interno del vaso stesso, il cui diametro massimo può essere di 15millimetri. La mousse si diffonde in pochi secondi, stimolando la cicatrizzazione dell’endotelio della vena in maniera indolore”, spiega l’angiologo.
I dati relativi a questo trattamento sono ormai evidenti e, a parità di efficacia rispetto ad altre terapie, risulta quattro volte più economico ma soprattutto meno doloroso, grazie anche alla recente evoluzione dei farmaci post trattamento.

Dottor Diaco, come si presenta la patologia e quali sono i rischi?

Le donne sono le più colpite, esiste una familiarità che può insorgere con maggiore frequenza tra i soggetti che svolgono un’attività lavorativa che li costringe a stare per molte ore in posizione eretta. E’ importante sottolineare come sia una patologia invalidate: può infatti portare ad una trombosi venosa superficiale e le gambe possono perciò andare incontro alla sindrome post flebitica. Si riscontra con pesantezza delle gambe soprattutto a fine giornata, spesso anche prurito che può produrre eczemi e conseguente ulcerazione della pelle. Quando questi sintomi insorgono, bisogna agire subito.

Come si arriva ad una diagnosi di vene varicose?

La malattia venosa cronica viene esaminata tramite una valutazione angiologia e con l’ausilio dell’ecocolordoppler, che mette in evidenza sia lo stato della funzionalità valvolare, sia il diametro del vaso venoso. La presenza di una incontinenza valvolare crea un’alterazione del funzionamento del normale ritorno venoso con conseguente presenza di rami venosi collaterali, perforanti, venule e teleangectasie che contribuiranno a provocare un danno tissutale (eczema varicoso), con formazioni di lesioni trofiche (ulcere varicose) e successivo danno irreversibile e rischio di trombosi superficiali. Tale evoluzione porta quindi a delle complicanze degli arti inferiori, che possono rapidamente aggravarsi e causare gravi inabilità e difficoltà nella vita quotidiana della persona anziana.

Dottor Diaco, brevemente, ci può illustrare il trattamento che da tempo lei pratica con ottimi risultati?

Non vi è ricovero ed è eseguito senza anestesia. La schiuma, più efficace della forma liquida, con l’aiuto di un ago o butterfly o venflon è introdotta a diverse concentrazioni all’interno di un vaso venoso, il cui calibro massimo può essere di 15millimetri, attraverso la puntura diretta eco-guidata. La mousse iniettata rapidamente, in pochi secondi, sclerotizza in maniera indolore e irreversibile tutte le strutture varicose e incontinenti. Questa tecnica può efficacemente sostituire la tecnica tradizionale chirurgica di stripping e crossectomia in assenza di rischio chirurgico, e di anestesia. La facilità di esecuzione presso l’ambulatorio medico, l’ottima efficacia del trattamento e la rapidità di effettuazione consentono di non interrompere la normale attività lavorativa e, non ultimo, una completa autonomia di gestione.

Ci sono rischi? Chi si può sottoporre a questo trattamento?

Tutti senza limiti di età si possono sottoporre e nelle persone anziane risolve fastidi e disagi quotidiani. La terapia si effettua anche per chi segue una cura anticoagulante . Utile la valutazione posturale per completare l iter diagnostico

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