Connettiti con noi

Food & Beverage

Albicocche? Ecco come scegliere quelle buone

Redazione

Pubblicato

il

L’albicocca è un frutto antico, coltivato in Italia già dai tempi dei romani e ancora oggi è uno dei più apprezzati dell’estate.

Liscia, dolce, profumata, colorata, si può portare facilmente in ufficio, è un’ottima colazione, uno straordinario fine pasto, una merenda tutta naturale. In Italia se ne coltivano oltre 300 varietà distribuite un po’ in tutto il territorio. Crescono bene in aree soleggiate, in collina e con terreni adatti, anche in pianura. La Romagna è una terra di grande produzione ma non mancano nemmeno in Basilicata, Campania e in altre Regioni. E’ un frutto solare, speciale per le sue caratteristiche nutrizionali: due albicocche grandi che raggiungono circa i 100 grammi  possiedono solo 28 calorie. Sono ricche di potassio, calcio, ferro e fosforo, vitamina A e Vitamina C. Veri e propri toccasana per l’estate, che  possono essere usati come integratori naturali, ideali per chi fa sport o chi si espone al sole e vuole una bella abbronzatura o, ancora, per coloro che vogliono mantenersi in forma senza assumere tante calorie. Fortunatamente negli ultimi anni le varietà di albicocche che si trovano in vendita sono ritornate buonissime. Ma non è così facile scegliere e spesso si teme di acquistare frutti senza sapore. Per scegliere bene bisogna identificare le varietà, un po’ come si fa quando si acquista un buon vino. Oggi la selezione varietale ha portato ad una gamma di albicocche presenti sul mercato da maggio fino ad inizio settembre con un ottimo livello qualitativo, di gusto e sapore.

 

E’ il caso delle albicocche COT ® della Solarelli, il marchio di alta qualità della cooperativa di produttori Apofruit  pensato per garantire sempre una qualità ottimale dei frutti. Le albicocche Solarelli infatti sono sempre buone, ovunque si acquistino e per tutta la stagione. Sono albicocche selezionate dai produttori proprio per ottenere il massimo livello di qualità. Sono varietà speciali identificate con il suffisso COT®, selezionate dal Gruppo Cot International e coltivate in Italia che risulta essere il territorio ideale per ottenere una qualità impareggiabile e, per il produttore, una garanzia di produttività. Ma non solo le COT vanno a comporre il paniere di albicocche di alta qualità Solarelli, ci sono anche le Orange Rubis, le Faralia, le Farbaly, tutte varietà che hanno rivoluzionato la qualità dei frutti perché, se coltivate nelle aree “giuste” italiane, sono eccellenti e molto apprezzate dai consumatori. Varietà, colore, dimensione dei frutti, garantiti e sempre buoni queste le caratteristiche delle albicocche Solarelli  ottenute grazie all’impegno dei produttori di Apofruit che hanno scelto  di offrire, con il marchio Solarelli solo l’alta qualità.

Commenti

commenti

Ricette

Risotto Gran Riserva Gallo al brodo di cappone, con marroni e cacio fresco

Redazione

Pubblicato

il

Il Riso Gran Riserva Gallo interpretato da Filippo La Mantia per Andrea Chénier protagonista della tavola per la Cena di Gala di apertura della nuova stagione scaligera 2017/18
Riso Gallo, azienda leader del riso italiano, conferma la sua presenza alla cena della Prima Scaligera del 7 dicembre che si terrà, come da tradizione, alla Società del Giardino di Milano. L’antica industria risiera di Robbio consolida la partnership con il Teatro e la rinnova per le prossime stagioni per celebrare e sostenere la cultura italiana e l’eccellenza Made in Italy – non solo gastronomica – nel mondo.
Quest’anno lo chef protagonista del menù della Prima sarà Filippo La Mantia che si occuperò di soddisfare i palati fini del teatro lirico più famoso al mondo: grande protagonista sarà “il Risotto Gran Riserva Gallo al brodo di cappone, con marroni e cacio fresco” per Andrea Chénier preparato con il Gran Riserva maturato un anno (annata 2016).

 

 INGREDIENTI PER 4 PERSONE:

Riso Gallo Gran Riserva invecchiato un anno gr. 200
per il brodo:
· kg.1 di cappone disossato
· gr. 200 di carote
· gr. 200 di sedano
· n.° 6 foglie di alloro
· gr. 50 di pepe in grani
· n.° 10 gambi di prezzemolo
· n.° 1 mazzo di finocchietto fresco
per il brodo di cacio:
· gr. 200 di caciocavallo ragusano stagionato
· cc. 500 di brodo di capponeper il pesto a crudo:
· 1 lime
· gr. 40 di zenzero
· gr. 40 di mandorle tostate
· gr. 40 di finocchietto fresco
· cc. 30 di olio extravergine di oliva

ESECUZIONE:
In una casseruola fare cuocere per 10 ore a fiamma lenta il cappone a pezzi, le carote, il sedano, l’alloro, pepe in grani, gambi di prezzemolo e il finocchietto fresco.
Fare raffreddare e filtrare.
Per il brodo di cacio: versare il caciocavallo grattugiato in una boule di acciaio e versare lentamente il brodo del cappone. Rimescolare con una frusta fin quando il tutto non si sarà amalgamato. Filtrare.
I marroni verranno tostati e frullati ed aggiunti per guarnire il piatto di riso.
In un tegame, quindi, versare dell’olio evo ed aggiungere il riso fino alla sua tostatura. Aggiungere gradualmente il brodo del cappone, il pesto a crudo ed il brodo del cacio. Portare avanti la cottura, aggiustando pepe e sale, fin quando non sarà pronto.

Commenti

commenti

Continua a leggere

Food & Beverage

Natale 2017: Panettone, Pandoro e le novità dolciarie

betty

Pubblicato

il

Da

Panettone, Pandoro e le novità dolciarie per il Natale 2017

Inizia il conto alla rovescia per il Natale 2017. Non soltanto corsa ai regali ma anche attenzione a cosa mangiare durante le festività. Ed ecco che lo sguardo ricade sui dolci della tradizione natalizia, come i classici panettoni e pandori ma anche altre prelibatezze da gustare. Che spesso possono anche trasformarsi in idee regalo

 

Panettone 5 Cereali

Bauli si conferma protagonista del mercato nei prodotti dolciari natalizi con il lancio del Panettone 5 Cereali, novità assoluta 2017 nel segmento dei “Classici” (Prezzo consigliato al pubblico: 7,90€). Un prodotto unico che utilizza sapientemente un mix selezionato di grano saraceno, riso, orzo, farro e avena dando vita ad un panettone originale dai sapori autentici. Ricco di uvetta e senza canditi, il Panettone 5 Cereali è ricoperto di una deliziosa e croccante glassa ricca di fiocchi di avena e mandorle intere.

 

Prodotto che va ad affiancare i tradizionali Pandoro di Verona classico e in versione senza glutine, il Panettone di Verona – bestseller nel segmento dei senza canditi – Il Panettone Classico e il Panettone con Gocce di Cioccolato. Un’ampia gamma di prodotti davvero interessante, tra cui merita una menzione particolare la Linea Regalo.

Grandolce Pan de Oro Bauli

Specialità della tradizione pasticcera contraddistinta dalla forma unica a cupola e dall’utilizzo di pochi e semplici ingredienti di alta qualità che donano l’inconfondibile morbidezza, gusto e il colore dorato. Confezionato a mano.

Le altre novità del gruppo Bauli

  • Prericorrenza (disponibili da ottobre 2017)
    • Dolci Collezioni: la sofficità e la leggerezza della pasta lievitata naturalmente si esaltano con la riscoperta di un ingrediente autentico: il cereale antico Khorasan, unito a farciture speciali e squisiti dettagli contemporanei di raffinata arte pasticcera;
    • Natale dei Piccoli: l’originale e allegra linea dedicata ai più piccoli che unisce la soffice dolcezza del classico pandoro e del panettone con gocce di cioccolato, nello speciale formato da 90gr., a simpatici giochi creativi.
  • Ricorrenza (disponibili da novembre 2017)
    • Grandolce Pan de Oro: un dolce dalla prelibatezza e forma unica: pochi nobili ingredienti sapientemente lavorati che conferiscono profumazione e morbidezza inconfondibili e colore dorato. Ideale per un regalo informale;
    • Il Panettone 5 Cereali: una nuova irresistibile esperienza di gusto dedicata a chi cerca nella tradizione i sapori semplici della natura: 5 cereali (grano saraceno, riso, orzo, farro e avena), uvetta e glassa con mandorle intere e fiocchi di avena. Senza canditi;
    • Il Panettone Rhum Bà: ricetta originale, avvolgente e irresistibile con rhum dei caraibi, crema pasticcera e cioccolato fondente.

 

Praline e Barre Tartufone

Aspettando l’arrivo del Natale, Motta delizia il palato degli amanti del cioccolato con le squisite Praline Tartufone Nocciola e Noir e le Barre Tartufone nelle varianti Ciocco Nocciole, Ciocco Noir e Ciocco Torrone in una veste rinnovata, più elegante e preziosa. Le due gustose proposte sono ideali per chi desidera qualcosa di autenticamente sfizioso e goloso da regalare o da servire durante le feste.

Altrettanto intense sono le sensazioni regalate dalle Barre Tartufone, con l’elegante copertura di cioccolato al latte o fondente che abbraccia e custodisce un morbido ripieno di cereali e nocciole o di granella di torrone. Niente di meglio per vivere un istante di golosità allo stato puro.

 

Alemangna, cura artigianale ed eleganza per il Panettone più esclusivo

Alemagna, che dagli anni venti del secolo scorso rappresenta un mito della tradizione dolciaria Italiana, per il Natale 2017 presenta un Panettone d’eccellenza. Oggi come all’ora, il Panettone da 1Kg è preparato con le attenzioni e le cure del metodo artigianale.

Il Panettone Alemagna si distingue per l’elevata qualità delle materie prime e per la scelta di mantenere un processo produttivo dai tempi dilatati, con numerose operazioni compiute a mano nel rispetto della tradizione di alta pasticceria artigianale.

L’impasto nato dal lievito madre rigenerato quotidianamente è all’origine della straordinaria sofficità; gli scorzoni di arancia di Sicilia e i cubetti di cedro diamante di Calabria sono canditi lentamente e in modo naturale per mantenere l’autentico gusto della frutta, così come l’uva sultanina, dagli acini grandi e polposi, che viene selezionata dalle migliori produzioni del Mediterraneo per donare dolcezza e profumo al prodotto.

Poco prima della cottura, sulla calotta dei panettoni, viene eseguita a mano la cosiddetta “scarpatura”, l’incisione che evoca l’antico gesto di benedizione del pane, e che favorisce lo sviluppo del prodotto durante la cottura e l’ottenimento di una cupola perfetta.

Il Panettone Alemagna, infine, è fatto raffreddare capovolto per molte ore in modo che possa trattenere all’interno l’umidità e la componente aromatica, che ne garantiscono l’ineguagliabile fragranza e morbidezza.

Commenti

commenti

Continua a leggere

Food & Beverage

Etichette alimentari: i consigli per una spesa sempre “informata”

Redazione

Pubblicato

il

I consigli della nutrizionista Elisabetta Orsi

Sempre più complete e trasparenti, le etichette alimentari sono una vera e propria “carta di identità” dei cibi.Ma quali sono i trucchi per leggerle senza rischiare di confondersi fra sigle, acronimi e tecnicismi?

Elisabetta Orsi, nutrizionista e naturopata, ha stilato una serie di consigli pratici in collaborazione con Giovanni Chiodaroli, Executive Chef di Love ITil primo Food Experience Store dedicato al Made in Italy.

 

Uova, meglio se Bio e da allevamento a terra.

Le uova apportano proteine nobili dall’alto valore biologico, complete cioè degli aminoacidi essenziali al nostro corpo. Preferitele daallevamento biologico, perché significa che la gallina ha avuto più spazio per muoversi. Inoltre, l’uovo “bio” ha assorbito più nutrienti e l’apporto di colesterolo è minore. Attenzione quindi che sull’etichetta compaiano le indicazioni: “0” biologico, “1” da allevamento all’apertoe “2” a terra.

I consigli dello Chef Chiodaroli: se volete preservare la consistenza della pasta fresca, fatela cuocere per 30 o 40 secondi al massimo

 

Latte, preferitelo fresco e di provenienza certificata.

Ricco di calcio e vitamina D, ma anche di vitamine del gruppo B, B2 e B12, A, fosforo, il latte fresco è preferibile a quello a lunga conservazione perché mantiene invariate le proprie vitamine. In etichetta è importante anche verificare il paese di mungitura e quello ditrasformazione – che possono non coincidere – e che il confezionamento sia avvenuto in ambiente asettico. È importate, inoltre, poter verificare i controlli a cui è stato sottoposto grazie ad una filiera di tracciabilità trasparente. Ovviamente, preferite latte da pascoli 100% italiani.

I consigli dello Chef Chiodaroli: per evitare la formazione di grumi durante la preparazione della besciamella non dimenticate di girarla sempre, dall’inizio alla fine della preparazione

 

Olio d’oliva? Si, ma spremuto a freddo.

L’Olio Extra Vergine di oliva (Evo) contiene lipidi, vitamina E e vitamina K, potassio, sodio, calcio, ferro e zinco e acido oleico, utile per migliorare i livelli di colesterolo ‘buono’ HDL. Meglio privilegiare la spremitura a freddo ed unicamente da metodi meccanici, ovvero senza l’utilizzo di solventi. Inoltre, la definizione di “categoria superiore” è sinonimo di qualità, così come la provenienza dall’Italia e dai Paesi dell’Unione Europea. Preferite l’Olio Evo conservato correttamente in bottiglie di vetro scuro.

I consigli dello Chef Chiodaroli: per dare maggiore cremosità alla pasta, aggiungete sempre un cucchiaio di olio al termine della preparazione.

 

Aceto balsamico? Sceglietelo Dop.

L’aceto svolge un’attività disinfettante e depurativa. Inoltre, grazie ai suoi sali minerali, come il potassio, contribuisce a combattere la ritenzione idrica e la cellulite. In etichetta è importante verificare da che tipo di prodotto proviene la fermentazione (vino, frutta, etc.), con preferenza per l’origine biologica. Nella scelta di un aceto balsamico di qualità è da preferire l’origine italiana, ancora meglio se diorigine protetta come quello di Modena, garanzia di qualità. È, inoltre, importante che non siano stati aggiunti solfiti, spesso anche segnalati come E221 ed E222, che possono provocare reazioni allergiche, mal di testa, e irritazioni gastriche.

I consigli dello Chef Chiodaroli: l’aceto non dovrebbe mai essere scaldato perché perderebbe tutte le sue proprietà organolettiche.

 

Pasta, meglio a lenta essicazione.

È la prima fonte di energia dell’organismo: costituita per quasi il 90% da amidi, contiene circa il 10% di proteine con medio valore biologico, fra le quali il triptofano, che stimola la produzione di serotonina regalando benessere. In etichetta è importante verificare sia la provenienza della semola che la sua località di produzione. Ad esempio: “pasta italiana prodotta con semola italiana da grano italiano”, oltre che il tipo di cereale utilizzato (100% semola di grano duro, parzialmente o totalmente integrale). Da preferire la pasta da aziende della tradizione italiana, con la lenta essicazione perché non altera la struttura del glutine e mantiene il più possibile intatte le caratteristiche organolettiche e nutrizionali del prodotto.

I consigli dello Chef Chiodaroli: per cucinare una pasta al top non esagerate mai con il sale e scolatela un minuto prima rispetto a quanto indicato sulla confezione.

 

Riso Arborio e Carnaroli, tracciabilità trasparente e italianità.

Il riso, più digeribile rispetto alla pasta grazie al suo amido in granuli, è tutto da gustare nelle sue diverse varietà.

Fra le più utilizzate in cucina, il Riso Arborio ed il Riso Carnaroli, ideali per i risotti. In etichetta è da preferire l’origine 100% italiana e latracciabilità completa del processo produttivo. La varietà Arborio, con chicchi grandi e nucleo ricco di amido, assorbe acqua e condimento più di altre varietà e questo le conferisce una particolare morbidezza al palato. Il Carnaroli, più dolce e sodo, tiene maggiormente la cottura.

I consigli dello Chef Chiodaroli: il Carnaroli è l’ideale per il risotto in quanto mantiene al meglio la cottura. Non eccedete mai con i sapori e completate la mantecatura lontano dal fuoco per non rovinare i chicchi. Otterrete l’onda perfetta.

 

Vino, un sorso di rosso artigianale contro I radicali liberi

Grazie al resveratrolo, il vino rallenta i processi d’invecchiamento cutaneo e i suoi tannini fanno aumentare i livelli di serotonina nel cervello, con effetto sedativo e antidepressivo. Mezzo bicchiere a pasto, possibilmente di produzione artigianalenon pastorizzato e rosso, è un elisir di benessere. In etichetta: oltre alla gradazione alcolica, controllare sempre l’origine e la varietà delle uve, la denominazione geografica protetta o indicazione geografica tipica, oltre al tipo di invecchiamento. Infine, l’indicazione della fermentazione in botti di legno è sinonimo di qualità, così come anche la segnalazione dell’esposizione del vigneto e della qualità/altitudine del terreno.Attenzione, infine, alla presenza in etichetta di solfiti o altri additivi.

I consigli dello Chef Chiodaroli: non fatevi mai mancare un bicchiere di buon vino durante ogni pasto. Esalteràil sapore di ogni pietanza.

 

Birra, preferitela artigianale e poco raffinata.

Derivante dalla fermentazione dei cereali, questa bevanda contiene una buona dose di vitamina B6 e B9, fibre utili per la digestione ed il transito intestinale. Ricca di antiossidanti, la birra rende più flessibili le arterie e migliora la circolazione ed il sistema cardiovascolare. In etichetta: oltre alla gradazione alcolica, è bene verificare la qualità della birra, la sua origine, ed il mix di cereali contenuti, preferendo ilmetodo di fermentazione artigianale. Il consiglio in più? Preferitela poco raffinata, da aziende agricole e del territorio, privilegiando la fermentazione in botti di legno. Attenzione alla presenza di additivi e alla presenza della descrizione in etichetta delle caratteristiche organolettiche del prodotto.

I consigli dello Chef Chiodaroli: ricordate di servire sempre la birra molto fredda. Farà la differenza!

 

Acqua, attenzione al residuo fisso.

L’acqua è un alimento indispensabile per i metabolismi organici e per il nostro benessere, non è un nutriente, non ha calorie, ma è vitale!  Di norma è meglio scegliere un’acqua oligominerale con un residuo fisso tra 250 e 500mg/L per garantire anche un minimo apporto di minerali. Per prediligere, invece, un’acqua leggera possiamo considerare un residuo inferiore ai 50mg/L e con un apporto ridotto di sodio, meglio se inferiore a 1mg/l. È consigliabile, inoltre, preferire le acque che hanno una quantità̀ di calcio maggiore di 250 mg per litro. Anche il contenitore è importante: ad esempio, il vetro colorato è ideale per la protezione della qualità dell’acqua ed il suo corretto mantenimento.

I consigli dello Chef Chiodaroli: quando preparate il caffè nella moka, utilizzate l’acqua della bottiglia. L’aroma ne guadagnerà.

 

Confetture di frutta, occhio agli zuccheri aggiunti e ai coloranti.

La differenza tra composte e confetture sta nel rapporto fra quantità di zucchero e frutta: la differenza la fa soprattutto la percentuale di frutta usata per il preparato, che deve essere almeno del 20 per cento per la marmellata, del 35 per cento per la confettura, del 45 per cento per la confettura extra. In etichetta: oltre a identificare la nomenclatura tra marmellata, composta, composta extra, leggere bene il frutto che compone il prodotto, la percentuale di frutta – meglio se di origine biologica – ma soprattutto la presenza di zuccheri aggiunti,eventualmente preferire lo zucchero di canna, evitando prodotti con conservanti coloranti – tra i più dannosi quelli denominati E220, 221… questi tipi di additivi oltre a provocare allergie, eruzioni cutanee, mal di testa, possono limitare l’assorbimento di vitamine importanti, come le vitamine del gruppo B.

I consigli dello Chef Chiodaroli: durante la preparazione di una crostata, aggiungete la marmellata a metà cottura altrimenti cuocerà troppo e diventerà troppo dura.

Commenti

commenti

Continua a leggere

NEWSLETTER

Iscriviti alla newsletter di Lifestyleblog.it
* = campo richiesto!

powered by MailChimp!

Classifica Musicale

Più Lette

X