Interviste

Enrico Giaretta, il cantautore aviatore: l’intervista

Enrico Giaretta è un pianista e cantautore che vola e fa volare, non solo in senso figurato, attraverso melodie che a partire da studi classici prendono direzioni sempre nuove, ma anche nella realtà, su quegli stessi aerei che da bambino guardava volteggiare nei cieli e che oggi guida con il piglio deciso di un comandante. Domenica 21 maggio si esibirà in concerto all’interno della rassegna Piano City Milano. Lifestyleblog.it lo ha intervistato prima di questo importante evento…

 

Enrico, raccontaci e svelaci qualcosa in merito al tuo prossimo concerto…
Sarà totalmente improvvisato, senza punti di riferimento, come un trapezista senza rete…Si salta nel vuoto e non si sa dove si va a finire. Unico punto fermo, un omaggio a Paolo Conte e uno al mio ultimo lavoro per Pizzardi Editore, dove ha partecipato anche  Conte: “Scalatori di orizzonti

Sei definito il “Cantaviatore”: spiegaci il perché…
Più che pilota mi è sempre piaciuto l’appellativo di aviatore. La poesia prima di tutto, poi il resto. Oggi mi ritrovo a vivere di musica e volare per passione. Volo in Alitalia Cityliner, scendo dall’aereo e mi siedo al pianoforte, dall’aeroplano al piano e viceversa dal piano all’aeroplano. Un cantautore aviatore …Un Cantaviatore.

Pilota, cantante, autore e pianista: cosa vorresti fare che ti manca?
Mi mancava marito e padre. Grazie al consiglio di Franco Califano, ho sposato una donna fantastica, Carmela ed ho due figli che amo più della mia vita. Ora non mi manca nulla, se non di essere un buon esempio per loro.

Tornando a parlare dell’aspetto musicale, hai collaborato con tanti big della musica italiana ed estera. Cosa sei riuscito a imparare da loro?
Sembrerà assurdo, naturalmente ho imparato molto da ognuno ma per sfatare un falso mito vi dirò che proprio da Franco Califano, ho imparato il rispetto per le donne. Lui un giorno mi disse “Ricordati che io ho avuto più di 1000 donne, ma una alla volta” Non ho mai tradito e questo lo devo a lui.

Hai un aneddoto da raccontare in merito a queste collaborazioni?
Ne ho mille, ora mi viene in mente una fotografia. Casa di Renato Zero, con Franco Califano. Giocavamo a scala quaranta con la mamma fantastica di Renato, che mangiava caramelle gommose…di nascosto a Renato;-) Ridevamo dall’inizio alla fine della serata. Indimenticabili momenti ricchi di semplicità. Io esco per andare a un matrimonio di un amico. Ero giovane, 23 anni, frequentavo Califano, Renato Zero, mi sentivo fico…uscii e salutai tutti in jeans, rigorosamente strappati, maglietta, bandana al collo e giacca stropicciata. Califano mi fermò e disse: «dovei vai? Ad un matrimonio? Vestito così? Pensi di potertelo permettere in quanto artista? Vai a casa a cambiarti, prendi quello che vuoi dal mio armadio, ma metti un abito. Al di là che tu sia artista o meno, devi rispettare il posto in cui stai andando e le persone che ti hanno invitato». Renato in totale silenzio approvava…io non mi tenevo sulle gambe. Fu un’altra lezione di vita che ancora porto con me. Per farmi una carezza, dopo il rimprovero, mi mandò via con la sua Corvette Cabriolet. L’eleganza era tanta, tanta quanto la loro vita vissuta e la loro voglia di indirizzare i giovani verso mete lontane e ambiziose, volando…ma sempre con i piedi per terra. Quello che faccio oggi… 

Per il 2017 che altri progetti professionali hai in cantiere?
A fine anno uscirà il primo di tre album di solo piano, uno di musica elettronica con una Band appena formata e con l’anno nuovo una sorpresa legata agli “amici cucciolotti” poi magari mi regalerò un nuovo album di canzoni, sperando sia di vostro gradimento.

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