Calcio

Carlo Ancelotti: “Il titolo in Germania? Mi aspettavo di vincerlo subito”

“Quando ero al Milan non ho spiegato a Berlusconi la mia strategia di gioco perché gli allenatori sono sempre giudicati dal risultato”

Carlo Ancelotti, si è confessato ai microfoni di Fox Sports (canale 204 di Sky) parlando a 360 gradi del futuro del Bayern Monaco, Lewandowski, Verratti, dell’eliminazione dalla Champions.

L’intervista integrale, a cura di Niccolò Omini e Luigi Montanaro, andrà in onda domani alle 18.15 e alle 23.30 su Fox Sports (canale 204 di Sky) e in replica domenica 21 Maggio alle 15.30 e alle 00.30.

 

L’allenatore del Bayern Monaco si è soffermato, in primis, sulla sua esperienza in Germania. «L’inizio qui è stato complicato. Devo saper gestire bene delusioni e momenti positivi. Allenare è una passione che ti da molte emozioni sia positive sia negative. Più passa il tempo e più soffri per le sconfitte e esulti meno per le vittorie”.

 

Sul suo passato ha iniziato a parlare del Milan ripercorrendo poi la sua carriera: “La prima vittoria è stata la più indimenticabile. I rigori con il Milan in Champions contro una squadra italiana.

Il double con il Chelsea è stato raggiunto quando tutti ci davano per morti. Parigi la celebrazione più emozionate, più incredibile e pazza. I tifosi del PSG aspettavano il titolo da 18 anni e la gente era impazzita: hanno sfasciato la città. La ‘Decima’ a Madrid l’abbiamo vinta perché c’era una volontà da parte di tutti: giocatori, allenatore, società e tifosi. Il Meisterchale mi aspettavo di vincerlo subito. Gli infortuni di Lewandowski, Hummels e gli errori che ha fatto arbitro nel match di ritorno ci hanno fatto uscire dalla Champions”.

 

E’ stato più complicato spiegare l’albero di Natale a Berlusconi in italiano o in spagnolo la sua idea di calcio a Florentino Perez? “Non è stato complicato nessuna delle due cose perché non ho dovuto spiegare nulla perché non mi è mai stato chiesto di chiarire il mio sistema di gioco e la mia strategia. Siamo sempre giudicati dal risultato, non dalla strategia che metti in campo”.

 

Che cosa direbbe l’Ancelotti di oggi al giovane Ancelotti che sacrificava Zola a Parma per il 4-4-2?

“Gli direi che dovrebbe aprire un po’ la mente, era troppo fissato su certe ideologie invece alla base di ogni allenatore c’è il capire il materiale che ha a disposizione. Non puoi fare un vestito da sera con un paio di jeans. Credo che tutti i sistemi di gioco siano buoni”.

 

Su Verratti ha aggiunto: “Verratti sta bene dappertutto perché è un grande giocatore, anche se è giovane. C’è solo un problema: che gioca al Psg e se lo tengono ben stretto perché non ci sono tanti centrocampisti di questo livello”.

 

 

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