Scommesse

Gambling e tv, la scoperta di un rapporto

Se si pensa al rapporto tra gioco d’azzardo e televisione, senza alcun dubbio, la prima cosa che viene in mente è la pubblicità. Come si può non pensare ai sempre più numerosi e diffusi spot che vanno in onda, magari nell’intervallo di una partita di Serie A o di Champions League. Quei famosi inviti a scommettere su chi vincerà o su quanti gol saranno messi a segno. Sicuramente la questione è molto più complicata e complessa. Non c’è che dire. Ma forse non poi totalmente differente e all’opposto.

Infatti uno studio recente pubblicato sul blog Slotsgratisonline.org ha rivelato che quasi la metà degli investimenti pubblicitari sul gioco nel 2016 si sono concentrati sulle scommesse sportive. È stata inoltre registrata una crescita del 69% rispetto all’anno precedente. Insomma, dati che non possono lasciare indifferenti e che fanno capire l’evoluzione di questo mondo così florido.

Il principale strumento non può che essere la televisione. Quest’ultima ha rappresentato il canale sul quale sono stati spesi in pubblicità per il gambling la bellezza di 61 milioni di euro. Essi sono stati suddivisi in campagne istituzionali (2,3 milioni), giochi, scommesse sportive (39,3 milioni) e (lotterie 5 milioni). Meno cospicui gli investimenti sulla rete (4,5 milioni), i quotidiani (4 milioni) e la radio (1 milione).

La tv dunque recita il ruolo di regina indiscussa, nonostante, in altri settori, essa sia stata ormai spodestata da internet. Va sottolineato che nella pubblicità istituzionale sono stati investiti circa 4,4 milioni di euro. Le lotterie istantanee hanno registrato un +42% degli investimenti pubblicitari, mentre scendono quelli sulle lotterie tradizionali. Per quanto riguarda invece il settore degli apparecchi da intrattenimento, come le newslot e le vlt, non è stato fatto alcun tipo di investimento pubblicitario.

Ma la tematica è ormai in continua evoluzione. E in un periodo dove la dipendenza e la ludopatia sono una piaga sociale, anche la pubblicità, vera e propria anima del commercio, può essere considerata un’arma a doppio taglio. Ed ecco che la Commissione di Vigilanza Rai ha imposto il divieto di spot sul gioco d’azzardo. Si tratta di un metodo per contrastare il Gap, ossia il gioco d’azzardo patologico. “Abbiamo votato per tutta la mattina un parere che da domani sarà disponibile sul tavolo del Governo. Il governo deve tenerne conto perché questa è l’indicazione fondamentale del Parlamento e se non lo farà schiaccerà per l’ennesima volta il volere dei cittadini. Cosa abbiamo votato stamattina? Il parere sul rinnovo della concessione del servizio pubblico alla Rai. Un atto che fissa alcuni punti di fondamentale importanza. Leggete con attenzione. La Rai non potrà più trasmettere gli spot sul gioco d’azzardo in nessun canale, in nessuna fascia oraria. Questo significa contrasto alla ludopatia”, queste le parole del rilasciate dal presidente Roberto Fico sul suo blog. Insomma, un messaggio chiaro e deciso, che fa capire che il rapporto tra tv e gambling è assai complicato e ricco di molteplici sfaccettature. Un legame con tanti pro e tanti contro si può tranquillamente dire.

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