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Evoluzione del look: ecco come è cambiata la moda nel poker dal vivo

 

Source: Wikimedia

 

Il poker ha sempre avuto un filo diretto con il mondo della moda e dell’eleganza. Abbiamo testimonianze di grande attenzione al dress code nei quadri del ‘600 e dei secoli successivi, nei film di Hollywood e oggi sui siti web di settore e sui social network. La moda nel poker ha subito una continua evoluzione nel corso degli anni. Andiamo insieme a scoprire come è cambiato il modo di vestire dei giocatori e quali sono i trend più in voga al momento.

Il Texas Hold’em inizia a farsi strada negli Stati Uniti agli inizi dell’Ottocento, nell’epoca del mitico Far West, dei cowboy, dei saloon e del whisky di pessima qualità. Fin da subito emerge il primo elemento di stile: quel cappello da cowboy che rimarrà in voga fino agli anni ’60 del Novecento e che ancora oggi fa sporadicamente la sua comparsa tra i nostalgici.

Con l’arrivo del nuovo millennio il dress code al tavolo verde inizia a cambiare all’insegna della varietà e della personalizzazione estrema. Nei primi anni 2000 abbiamo assistito alla moda della divisa delle squadre sportive, che ha contagiato in qualche caso anche il campione di poker e di stile Daniel Negreanu. Tra il 2005 e il 2010 molti giocatori hanno abbracciato il trend delle t-shirt da lottatore, legato al boom delle Mixed Martial Arts, mentre qualche anno più tardi si è diffusa la mania delle felpe con il cappuccio. Mania che resiste tutt’ora e che è stata portata agli estremi da Bertand Grospellier, che una volta si è presentato al tavolo da gioco incappucciato come Ezio Auditore, protagonista della serie di videogiochi Assassin’s Creed.

Gli ultimi anni sono stati caratterizzati dal ritorno a uno stile più sobrio e neutrale. Un trend visibile soprattutto ai tavoli finali, in cui stanno iniziando a comparire vestiti e abiti completi e a cui hanno contribuito professionisti amanti dell’eleganza come Marcel Luske e Ben Roberts.

Un’eleganza al tavolo verde di cui abbiamo testimonianze illustrate fin dal 1600. Molto interessante al riguardo il quadro “Lite tra giocatori di carte” (1650) di Jan Steen in cui sono le giacche a farla da padrone e “Le jeux de Bezique” (1880) di Gustave Caillebotte, di due secoli più recente ma in cui resta ben chiara l’importanza data allo stile nel vestiario. Se nella prima opera le giacche sono lunghe e meno curate, è nella seconda che emergono i primi doppi petti e i vestiti su misura.

 

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A pochi anni di distanza fanno la loro comparsa anche gli smoking e i papillon, come testimonia la celebre illustrazione di Albert Beck Wenzell “Showdown” risalente al 1885. L’usanza di mantenere un dress code specifico rimarrà nei casinò e nei tavoli di poker fino ai tempi recenti, come emerge chiaramente da un’altra opera, “Stud Poker” di Leroy Neiman del 1980 in cui sono ritratti uomini in giacca e cravatta e donne in vestiti eleganti in un casinò di Las Vegas.

L’obbligo di mantenere un abbigliamento specifico è rimasto oggi solo nelle sale da gioco più antiche come quelle di Venezia, Montecarlo e Sanremo, mentre in ambienti più moderni come Malta e Las Vegas il regolamento è molto più permissivo, nonostante rimangano i divieti per il vestiario sportivo alla sera e nelle occasioni di gala.

Un codice di abbigliamento meno stringente che ha permesso ad alcuni giocatori di poker di esprimere appieno la loro creatività e fantasia. Un nome su tutti e di cui vi consigliamo di fare una ricerca fotografica è Phil Hellmuth, l’uomo delle entrate in grande stile. La più famosa rimane senza dubbio quella delle WSOP del 2009 in cui fece il suo ingresso come un vero e proprio imperatore romano, accompagnato da centurioni e sdraiato su una portantina. Ma questa è stata solo la più eclatante. Come dimenticare l’entrata al casinò di Venezia con maschera di Carnevale, il vestito da militare nel 2008 e la divisa da boxeur sfoggiata sempre alle World series of Poker nel 2010?

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