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Interviste

Federico Zampaglione / Tiromancino: consegnato il Lifestyle Show Award (VIDEO)

Bruno Bellini

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Ed ecco la video intervista con Federico Zampaglione (Tiromancino) premiato come personaggio maschile dell’anno nella sezione Musica.

Zampaglione, ai nostri microfoni, traccia un bilancio di quello che è stato il 2016 e parla di importanti novità per il nuovo anno.

 


 

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Direttore Responsabile Lifestyleblog.it - Classe '81, da Monopoli (Bari). Fondatore e direttore della testata online Lifestyleblog.it, collabora anche per riviste nazionali e locali. Web & Graphic Designer con la specializzazione in Grafica 3D conseguita a Verona. Vincitore del Premio Filottete 2015 che ogni anno premia le eccellenze italiane nell'ambito dello spettacolo e del giornalismo

Interviste

Luca Biagini: intervista all’attore

Redazione

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Luca Biagini, nel cast di Sacrificio d’Amore, è una delle nostre voci più apprezzate nel doppiaggio oltre ad essere attore di spessore e indubbia bravura.

Nell’anno appena concluso sei stato impegnato con la fiction Sacrificio d’Amore. Che esperienza è stata per te?

Allora, è stata una bellissima esperienza, questo lo dico io, lo dicono tutti i miei colleghi, lo dicono tutti quelli che hanno partecipato a questa produzione molto particolare perché è stata una produzione dove ci ha trovato compatti in un prodotto che ha coinvolto tutti anche emotivamente e professionalmente. Tanto è vero che ancora oggi ci rapportiamo, ci sentiamo, ci confrontiamo. Un gruppo di lavoro raro che riesce a mantenere dei rapporti anche al di là del lavoro. E questo grazie anche al fatto che eravamo naturalmente tutti insieme in un albergo a Rivarolo vicino Torino a girare questa fiction che ha legato moltissimo le persone tra loro e anche con Daniele Carnacina il creatore di questa fiction e con tutti i registi, con tutta la troupe che molti conoscevo da Cento vetrine come conoscevo molti altri colleghi da Cento Vetrine. Quindi è stato comunque una esperienza umana e professionale molto intensa e molto gratificante.

Com’è lavorare con il costume?

Lavorare con il costume è sempre un’ esperienza che ti trasforma un po perché devi essere in grado di indossarlo il costume, non semplicemente di farti indossare dal costume. Il costume deve servirti a calarti in qualche maniera in un altro periodo storico, in un altro momento, in un’altra fase che non hai conosciuto e non hai sperimentato personalmente. Però un po per le cose che uno ha visto nella vita, cinema, televisione oppure perché ha studiato e conosce i periodi storici, le differenze tra un periodo e l’altro. Quindi indossare un costume significa cercare di riprodurre in qualche maniera, mentalmente un certo periodo storico, una maniera di muoversi, pensare, ragionare. Se hai la fortuna e la capacità di indossarlo con disinvoltura significa che ti sei appropriato di un personaggio, di una storia, di un momento storico particolare. Quindi è un’esperienza che è molto formative e molto costruttiva. Sono felice, mi piace sempre molto lavorare in costume.

Hai interpretato tanti personaggi nella tua carriera. A quale esperienza sei maggiormente legato?

Cento vetrine è stata per me una tappa fondamentale della mia vita professionale. Io sono stato su a girare questa soap per tre anni e mezzo circa, è stata una esperienza di grande trasformazione personale, di grande crescita perché non avevo mai fatto una serialità così lunga che mi ha consentito di sperimentare tante situazioni diverse, emotive, di rapporti con gli altri personaggi ed anche umanamente una conoscenza approfondita di tante persone, colleghi, troupe e tutte le persone che hanno lavorato a questa produzione che è durata parecchi anni. Sono persone con cui ho instaurato un rapporto umano e con molti sono ancora in ottimi rapporti. Dal punto di vista professionale è stata per me la produzione che mi ha consentito di essere conosciuto dal grande pubblico, di avere un bacino di spettatori enorme e quindi una esperienza che un po ti trasforma. Per quanto mi riguarda devo dire in maniera del tutto positiva anche perché avevo alle spalle una storia di lavoro in teatro e di doppiaggio, oppure in altre produzioni televisive di un certo livello, ma la lunga serialità è una cosa inimmaginabile per quanto riguarda l’aspetto della popolarità che ti garantisce. Quindi io devo dire grazie a tante persone, alla produzione a Daniele Carnacina, a tutti i registi, a tutta la troupe magnifica. Insomma è stata veramente una bella esperienza.

Nel tuo portfolio tanta tv, ma anche cinema e teatro. Quale di queste preferisci maggiormente?

Nel cinema non ho lavorato molto. Ho fatto film interessanti ma non di grande successo popolare, quindi più prodotti di nicchia con persone di livello come i vari Antonio Avati oppure lo stesso Daniele Carnacina. Abbiamo fatto prodotti particolari, di qualità, che non hanno avuto il riscontro commerciale ma non potevano averlo naturalmente perché erano prodotti un po diversi da quello che il pubblico italiano è abituato a vedere. E poi mi sta a cuore in questo periodo un progetto con un amico con cui ho girato due cortometraggi molto belli e interessanti e c’è un progetto che spero vada in porto…incrociamo le dita.
Ho fatto molti spettacoli teatrali musicali, dalla operetta al musical e devo dire è una parte importante dell’attività di attore. Ho fatto molti anni fa un ‘operetta importante come Scugnizza, in una produzione del teatro dell’opera di Palermo, il teatro Massimo di Palermo. Quindi una grandissima produzione con l’orchestra completa, con tutto il coro del teatro che è un teatro lirico importante, con una grande regia di Pippo Grivelli, con tantissimi attori e comparse. Era una produzione gigantesca eravamo tipo 200 persone in scena con il coro e l’orchestra. È stata una esperienza fantastica, meravigliosa. Con tra l’altro presente una grande attrice del passato che oggi purtroppo non c’è più, una grande attrice del cinema, brillante, intelligente come Ave Ninchi. Poi dopo ho fatto altri spettacoli musicali come My Fair lady con Massimo Piparo. Adesso sto facendo in qst 2 anni fino al 2018 Billy Elliot, poi ho fatto un musical negli anni 80 che era Piccole Donne. Insomma tante produzioni musicali e mi piace e mi diverto. Poi ho fatto 2 operette con Sandro Massimini che è stato negli anni 70-80-90 il re dell’operetta italiana. Ho fatto Acqua cheta e Il paese dei campanelli. Ho un bagaglio di teatro musicale molto vasto, ho studiato canto, non mi ritengo un cantante ma un buon attore che sa anche cantare.

Prospettive professionali per il 2018?

Come ti ho anticipato dovrò riprendere il Billy Elliot ancora per la prossima stagione, per questo anno il 2018. Questo è il progetto più immediata già in opera. Poi come dicevo prima c’è questo progetto cinematografico/serie televisiva, ma più forse film, per cui sto lavorando e speriamo che vada in porto entro quest’anno. Poi c’è un altro progetto teatrale con un giovane regista con cui ho già collaborato e naturalmente poi sempre il doppiaggio che mi accompagna quotidianamente. Quindi ci sono tante cose da fare e anche spero un po’ di riposo che ogni tanto non guasta.

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Interviste

“TOTEM”, il sesto album di Emanuele Dabbono

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Andateci piano, maneggiate il mio cuore

A due anni di distanza dall’ultimo, è uscito “TOTEM”, il sesto album di Emanuele Dabbono. Edito da Pandar Italia di Tiziano Ferro e Sugar Music, con distribuzione a cura di Artist First.

 

Dopo un anno di successi per Emanuele Dabbono al fianco di Tiziano Ferro in veste di autore co-firmando i singoli “Il Conforto” (doppio disco di platino), “Lento/Veloce” (disco di platino) e “Valore Assoluto” (attualmente in radio), arriva finalmente il nuovo album TOTEM.

Un disco maturato in 20 anni di carriera e che oggi trova il momento giusto per diventare realtà.

TOTEM è un disco pensato per 20 anni, registrato dal vivo in acustico in tre giorni all’interno di una chiesa sconsacrata ad Arenzano (Ge), una scelta dettata dal desiderio di catturare lo spirito, l’urgenza e la verità del momento che hanno fatto grandi alcuni dei dischi più amati da Emanuele negli anni ‘70.

Per un momento si mettono da parte i sintetizzatori che hanno accompagnato Emanuele Dabbono nella scrittura con Tiziano Ferro per dare spazio ad 11 tracce acustiche realizzate insieme ad una band di 11 elementi. Un suono più scarno, intimo e sicuramente fuori moda, ma appartenente in tutto e per tutto alla sua dimensione di cantautore.

 

Emanuele, risentendo Totem qual è il pezzo che ami di più?

“E tu non ti ricordi?” Non è un brano commerciale, è fuori dagli schemi: è la mia immagine riflessa. Abbiamo fatto un video con mia figlia ambientato nella bellezza dei panorami che ho intorno a Varazze. Lo dedico a lei: quando Claudia, oggi 5 anni e mezzo, avrà 20 vorrei che rivedesse la magia di questo momento.

 

Come ti senti autore e come interprete?

Come interprete sono meno audace… Forse come autore mi diverto di più, sperimentando di più passo da un genere all’altro, è un gioco che affronto con maggiore curiosità.

 

Da poco è finito X Factor: a distanza di 11 anni non hai mai accettato compromessi, mantenendo fede alla tua identità e alla tua arte più vera. Un percorso difficile ma che alla fine ti ha premiato. Ti sentivi che sarebbe arrivato il successo? Hai mai pensato di mollare?

Certo, spesso ho pensato di mollare ma la musica mi ha ripreso per i capelli. E’ arrivata questa magia: restare me stesso, vivere a Varazze incontrare Tiziano. Sono molto fatalista: non dimenticherò mai la telefonata che arrivò da Tiziano. Quella proposta di collaborazione ha ricompensato di anni di fatica. Ci ho messo 18 anni per arrivare a quello che volevo ottenere. Sono felice del mio cammino: voltandomi capisco che il mio percorso fatto di tanti errori aveva un senso, mi stava portando a quella chiamata. Così arrivò Incanto.

 

Che cosa rappresenta il totem?

Il totem è un simbolo di valore, di identità, appartenenza: raccoglie canzoni che ho scritto 20 anni fa. E’ il disco che ha avuto una gestazione lunga e significa tutto per me. Chi lo ascolta trova il mio lavoro, il mio mondo, la mia vita, il mio cuore.

 

Quale complimento ti ha colpito di più di questo lavoro?

Sentirmi paragonato a Damien Rice.

 

Che cosa farai prossimamente?

Prosegue la promozione di Totem. Il prossimo video è Parole al vento che uscirà in primavera.

Poi registrerò un album live dove spero di trasferire la magia che si crea durante i miei concerti.

 

Dove scrivi le tue canzoni?

Nascono a Varazze dove ho una mansarda in centro: da lassù arriva l’ispirazione. Varazze è un posto meraviglioso, talvolta impervio ma resta sempre … un incanto.

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Interviste

Simone Di Pasquale e Stefano Oradei: intervista con i maestri di Ballando con le stelle

Bruno Bellini

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Simone Di Pasquale e Stefano Oradei sono i maestri di Ballando con le stelle. Li abbiamo incontrati nella splendida struttura alberghiera Grande Albergo Internazionale in occasione della tappa pugliese di Ballando on the road. 

Con loro abbiamo parlato dell’esperienza con Ballando On The Road ma anche del loro lavoro di insegnati alle prese con i vip e di ciò che rappresenta il ballo.

Simone Di Pasquale

Per Simone Di Pasquale quella del 2018 sarà la decima esperienza all’interno di Ballando con le stelle. Ha vinto la prima edizione nel 2005 in coppia con Hoara Borselli.
La sua formazione artistica comincia con il ballo sportivo, disciplina che lo ha portato a classificarsi primo in molte gare nazionali e internazionali.  Oltre la televisione il talento di Simone conquista il palcoscenico. Interpreta il ruolo dello storico ballerino Tony Manero nel musical diretto da Massimo Romeo Piparo “La Febbre del Sabato Sera”.  Negli ultimi anni segue personalmente con interesse i suoi progetti di Personal Dancer e  Latin up e la nuova attività di Twister Entertanment, società di produzioni di eventi e intrattenimento, di cui è attualmente titolare.

Stefano Oradei

Stefano Oradei insegna danza a livello agonistico, sociale e ProAm .. in particolare balli Standard, Salsa, Bachata, Merengue e Danze Latino Americane. Stefano è stato invitato più volte al programma TV Svedese Let’s Dance per fare esibizioni in quanto campione svedese . Insieme a Veera Kinnunen sono stati anche scelti come coppia principale per lo spot e la pubblicità del programma. Nonostante i risultati fin qui raggiunti Stefano continua a studiare ballo con i migliori maestri al mondo cercando di migliorare il proprio stile per raggiungere grandi risultati internazionali e per diventare un grande artista.

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