Connettiti con noi

Food & Beverage

Natale, per 7 esperti su 10 sulla tavola trionferanno i Christmas Light Dishes

Redazione

Pubblicato

il

Durante le feste natalizie cotechino e panettone restano in cima alle preferenze degli italiani, ma vengono affiancati da piatti leggeri e nutrienti. Pesce e verdure trovano sempre più spazio nelle tavole degli italiani, insieme ai prodotti a chilometro 0. Secondo gli esperti non serve rinunciare ai peccati di gola, basta non esagerare.

Cotechino e panettone, lasagnette alle verdure e branzino in crosta. A Natale gli italiani non rinunciano alla tradizione, ma scelgono di unire ai peccati di gola piatti leggeri e nutrienti. Secondo il 72% degli esperti infatti, gli italiani non rinunceranno ai classici banchetti natalizi, ricchi di pietanze ad alto contenuto calorico, ma daranno spazio a piatti innovativi e leggeri, i cosiddetti “Christmas Light Dishes”, ricette rivisitate ma appartenenti alla secolare tradizione culinaria del Belpaese. Pesce (65%) e verdura (56%) diventano protagonisti, capaci di lasciare spazio al gusto senza trascurare le proprietà nutrizionali. Il panettone e il pandoro (65%) non perdono il ruolo di dolci per eccellenza delle feste natalizie, ma aumentano le richieste di dessert a base di frutta (15%).

E’ quanto emerge da uno studio promosso dal Polli Cooking Lab, l’osservatorio sulle tendenze alimentari dell’omonima azienda toscana, condotto mediante metodologia WOA (Web Opinion Analysis) su un panel di 50 esperti dell’alimentazione tra cui chef stellati e nutrizionisti, attraverso un monitoraggio online sui principali social network, blog, forum e community per capire quale sarà il menù di Natale degli italiani.

 

Anche a Natale, come amo ricordare, più della metà della mia carta non esisterebbe senza i prodotti dell’orto, che utilizzo in tutte le stagioni – afferma Valeria Piccini, chef del ristorante Caino di Montemerano (Grosseto) che proprio nel 2016 ha celebrato i 18 anni di due stelle Michelin -. Immancabile la minestra con i ceci, i crostini con il cavolo, il fritto di baccalà e i carciofi fritti. Anche nell’alta cucina c’è ormai da tempo un indubbio avvicinarsi a piatti che danno ampio spazio alla verdura, non di meno a Natale, senza dimenticare la tradizione. Credo che ormai siamo tutti sensibili all’argomento, perché conosciamo i vantaggi di un’alimentazione ricca delle vitamine, dei sali minerali e dei nutrienti di frutta e verdura. Non solo, anche i legumi, i cereali e il pesce, hanno creato con il tempo una dieta, ma soprattutto uno stile di vita molto salutare. Per dare più gusto ai piatti, legando meglio i sapori, io consiglio sempre di utilizzare l’olio extravergine di oliva, il nostro oro verde, sia a crudo che in cottura”.

 

Nonostante gli ultimi anni abbiano visto un aumento significativo di piatti innovativi, più leggeri e salutari, ci sono alimenti della tradizione che non possono mancare sulle tavole degli italiani a Natale. Infatti, l’81% degli esperti sostiene anche quest’anno gli italiani non rinunceranno a panettone e il pandoro, che rappresentano da sempre i dolci simbolo delle feste natalizie. Non solo, se i dolci la fanno da padrone, non sono da meno il cotechino (65%), lo zampone (52%) e il vitello tonnato (37%). Ma quali saranno i principali alimenti che finiranno sulle tavole degli italiani? Al primo posto si posiziona il pesce (65%), presente in quasi tutte le portate: dall’antipasto, al primo fino al secondo. Stesso discorso vale per laverdura (56%), fuori solo dai dolci dove viene rimpiazzata dalla frutta. Al terzo posto si posiziona la pasta (52%), che comprende sia quella lunga come i tagliolini, ottimi con il pesce o il ragù bianco di vitello, sia la classica sfoglia, perfetta per le lasagne.

 

La tradizione resiste alle novità di stagione, ma quali sono i piatti in forte ascesa nel 2016? Al primo posto troviamo le lasagnette di verdure al forno (32%), ottime come antipasto se servite in piccole dosi o come primo, ideali per permettere alle persone di affrontare un secondo più grasso senza particolari problemi. Non solo, hanno un doppio ruolo perché vanno incontro alle richieste sempre maggiori di vegetariani e vegani.  Al secondo posto si posizionano fagottini di zucchina ripieni (19%), perfetto connubio tra gusto e leggerezza. Infatti, la zucchina, leggera e salutare, si lega perfettamente ad un ripieno più pesante, fatto di formaggi o carne macinata. Al terzo posto spazio a branzino in crosta (17%), che sostituisce il classico salmone, mentre al quarto posto spazio ai dessert a base di frutta (15%). La tavola natalizia vedrà un forte aumento dei prodotti chilometro 0 (65%), sempre più utilizzati dagli italiani, ma anche dai grandi ristoranti

 

Tutto quello che è potager (orto/giardino ndr) è estremamente attuale anche a Natale” – afferma Mariangela Susigan, chef stellata del ristorante Gardenia di Caluso.  Tutti i prodotti della terra, inclusi naturalmente la verdura e la frutta, danno a noi chef la possibilità di giocare con sapori spesso dimenticati e di proporre piatti inediti rispetto ai classici natalizi. Senza dimenticare la bellezza di un piatto che scalda oltre al palato, anche gli occhi con la varietà di colori: dall’arancione della zucca, da abbinare allo zenzero, al rosso del radicchio o della barbabietola a cui possiamo abbinare aceto di lampone. Come antipasto di Natale io proporrei un’insalata di radicchio, puntarelle, caprino, noci e melograno, seguita da tagliolini di rapa, carciofi e guanciale affumicato; zuppa francigena, che deriva da una ricetta medievale, con sorgo, ceci, fave decorticate, fagiolo piattella di Cortereggio Presidio Slow Food, aromatizzata con cumino. Poi un secondo vegetariano come il carciofo con zucca mantovana alla brace e radicchio tardivo, servito con agro di barbabietola all’aceto di lampone. Infine chiuderei con clementine, yogurt, yuzu e cioccolato bianco”.
Cosa spinge gli italiani a mantenere la tradizione, ma allo stesso tempo unirla al benessere? Come evidenziano diversi studi, gli italiani prestano sempre più attenzione ai prodotti che scelgono ed acquistano, in primis nel genere alimentare, dove si sta compiendo una vera rivoluzione. Gli italiani infatti scelgono sempre più prodotti ricchi di sali minerali, calcio e ferro (52%), che aiutano a rinforzare le difese e garantire al nostro organismo un pieno di vitalità e salute.  Molto importanti sono ritenuti gli alimenti ricchi di omega 3 e proteine (37%), in particolare il pesce e anche la carne, meglio se bianca. Infine viene dato un peso considerevole agli alimenti ricchi di vitamine (24%). L’azione combinata di vitamine e sali minerali garantisce un elevato potere antiossidante così da proteggere il nostro organismo dai pericolosi radicali liberi.

Commenti

commenti

Ricette

Risotto Gran Riserva Gallo al brodo di cappone, con marroni e cacio fresco

Redazione

Pubblicato

il

Il Riso Gran Riserva Gallo interpretato da Filippo La Mantia per Andrea Chénier protagonista della tavola per la Cena di Gala di apertura della nuova stagione scaligera 2017/18
Riso Gallo, azienda leader del riso italiano, conferma la sua presenza alla cena della Prima Scaligera del 7 dicembre che si terrà, come da tradizione, alla Società del Giardino di Milano. L’antica industria risiera di Robbio consolida la partnership con il Teatro e la rinnova per le prossime stagioni per celebrare e sostenere la cultura italiana e l’eccellenza Made in Italy – non solo gastronomica – nel mondo.
Quest’anno lo chef protagonista del menù della Prima sarà Filippo La Mantia che si occuperò di soddisfare i palati fini del teatro lirico più famoso al mondo: grande protagonista sarà “il Risotto Gran Riserva Gallo al brodo di cappone, con marroni e cacio fresco” per Andrea Chénier preparato con il Gran Riserva maturato un anno (annata 2016).

 

 INGREDIENTI PER 4 PERSONE:

Riso Gallo Gran Riserva invecchiato un anno gr. 200
per il brodo:
· kg.1 di cappone disossato
· gr. 200 di carote
· gr. 200 di sedano
· n.° 6 foglie di alloro
· gr. 50 di pepe in grani
· n.° 10 gambi di prezzemolo
· n.° 1 mazzo di finocchietto fresco
per il brodo di cacio:
· gr. 200 di caciocavallo ragusano stagionato
· cc. 500 di brodo di capponeper il pesto a crudo:
· 1 lime
· gr. 40 di zenzero
· gr. 40 di mandorle tostate
· gr. 40 di finocchietto fresco
· cc. 30 di olio extravergine di oliva

ESECUZIONE:
In una casseruola fare cuocere per 10 ore a fiamma lenta il cappone a pezzi, le carote, il sedano, l’alloro, pepe in grani, gambi di prezzemolo e il finocchietto fresco.
Fare raffreddare e filtrare.
Per il brodo di cacio: versare il caciocavallo grattugiato in una boule di acciaio e versare lentamente il brodo del cappone. Rimescolare con una frusta fin quando il tutto non si sarà amalgamato. Filtrare.
I marroni verranno tostati e frullati ed aggiunti per guarnire il piatto di riso.
In un tegame, quindi, versare dell’olio evo ed aggiungere il riso fino alla sua tostatura. Aggiungere gradualmente il brodo del cappone, il pesto a crudo ed il brodo del cacio. Portare avanti la cottura, aggiustando pepe e sale, fin quando non sarà pronto.

Commenti

commenti

Continua a leggere

Food & Beverage

Natale 2017: Panettone, Pandoro e le novità dolciarie

betty

Pubblicato

il

Da

Panettone, Pandoro e le novità dolciarie per il Natale 2017

Inizia il conto alla rovescia per il Natale 2017. Non soltanto corsa ai regali ma anche attenzione a cosa mangiare durante le festività. Ed ecco che lo sguardo ricade sui dolci della tradizione natalizia, come i classici panettoni e pandori ma anche altre prelibatezze da gustare. Che spesso possono anche trasformarsi in idee regalo

 

Panettone 5 Cereali

Bauli si conferma protagonista del mercato nei prodotti dolciari natalizi con il lancio del Panettone 5 Cereali, novità assoluta 2017 nel segmento dei “Classici” (Prezzo consigliato al pubblico: 7,90€). Un prodotto unico che utilizza sapientemente un mix selezionato di grano saraceno, riso, orzo, farro e avena dando vita ad un panettone originale dai sapori autentici. Ricco di uvetta e senza canditi, il Panettone 5 Cereali è ricoperto di una deliziosa e croccante glassa ricca di fiocchi di avena e mandorle intere.

 

Prodotto che va ad affiancare i tradizionali Pandoro di Verona classico e in versione senza glutine, il Panettone di Verona – bestseller nel segmento dei senza canditi – Il Panettone Classico e il Panettone con Gocce di Cioccolato. Un’ampia gamma di prodotti davvero interessante, tra cui merita una menzione particolare la Linea Regalo.

Grandolce Pan de Oro Bauli

Specialità della tradizione pasticcera contraddistinta dalla forma unica a cupola e dall’utilizzo di pochi e semplici ingredienti di alta qualità che donano l’inconfondibile morbidezza, gusto e il colore dorato. Confezionato a mano.

Le altre novità del gruppo Bauli

  • Prericorrenza (disponibili da ottobre 2017)
    • Dolci Collezioni: la sofficità e la leggerezza della pasta lievitata naturalmente si esaltano con la riscoperta di un ingrediente autentico: il cereale antico Khorasan, unito a farciture speciali e squisiti dettagli contemporanei di raffinata arte pasticcera;
    • Natale dei Piccoli: l’originale e allegra linea dedicata ai più piccoli che unisce la soffice dolcezza del classico pandoro e del panettone con gocce di cioccolato, nello speciale formato da 90gr., a simpatici giochi creativi.
  • Ricorrenza (disponibili da novembre 2017)
    • Grandolce Pan de Oro: un dolce dalla prelibatezza e forma unica: pochi nobili ingredienti sapientemente lavorati che conferiscono profumazione e morbidezza inconfondibili e colore dorato. Ideale per un regalo informale;
    • Il Panettone 5 Cereali: una nuova irresistibile esperienza di gusto dedicata a chi cerca nella tradizione i sapori semplici della natura: 5 cereali (grano saraceno, riso, orzo, farro e avena), uvetta e glassa con mandorle intere e fiocchi di avena. Senza canditi;
    • Il Panettone Rhum Bà: ricetta originale, avvolgente e irresistibile con rhum dei caraibi, crema pasticcera e cioccolato fondente.

 

Praline e Barre Tartufone

Aspettando l’arrivo del Natale, Motta delizia il palato degli amanti del cioccolato con le squisite Praline Tartufone Nocciola e Noir e le Barre Tartufone nelle varianti Ciocco Nocciole, Ciocco Noir e Ciocco Torrone in una veste rinnovata, più elegante e preziosa. Le due gustose proposte sono ideali per chi desidera qualcosa di autenticamente sfizioso e goloso da regalare o da servire durante le feste.

Altrettanto intense sono le sensazioni regalate dalle Barre Tartufone, con l’elegante copertura di cioccolato al latte o fondente che abbraccia e custodisce un morbido ripieno di cereali e nocciole o di granella di torrone. Niente di meglio per vivere un istante di golosità allo stato puro.

 

Alemangna, cura artigianale ed eleganza per il Panettone più esclusivo

Alemagna, che dagli anni venti del secolo scorso rappresenta un mito della tradizione dolciaria Italiana, per il Natale 2017 presenta un Panettone d’eccellenza. Oggi come all’ora, il Panettone da 1Kg è preparato con le attenzioni e le cure del metodo artigianale.

Il Panettone Alemagna si distingue per l’elevata qualità delle materie prime e per la scelta di mantenere un processo produttivo dai tempi dilatati, con numerose operazioni compiute a mano nel rispetto della tradizione di alta pasticceria artigianale.

L’impasto nato dal lievito madre rigenerato quotidianamente è all’origine della straordinaria sofficità; gli scorzoni di arancia di Sicilia e i cubetti di cedro diamante di Calabria sono canditi lentamente e in modo naturale per mantenere l’autentico gusto della frutta, così come l’uva sultanina, dagli acini grandi e polposi, che viene selezionata dalle migliori produzioni del Mediterraneo per donare dolcezza e profumo al prodotto.

Poco prima della cottura, sulla calotta dei panettoni, viene eseguita a mano la cosiddetta “scarpatura”, l’incisione che evoca l’antico gesto di benedizione del pane, e che favorisce lo sviluppo del prodotto durante la cottura e l’ottenimento di una cupola perfetta.

Il Panettone Alemagna, infine, è fatto raffreddare capovolto per molte ore in modo che possa trattenere all’interno l’umidità e la componente aromatica, che ne garantiscono l’ineguagliabile fragranza e morbidezza.

Commenti

commenti

Continua a leggere

Food & Beverage

Etichette alimentari: i consigli per una spesa sempre “informata”

Redazione

Pubblicato

il

I consigli della nutrizionista Elisabetta Orsi

Sempre più complete e trasparenti, le etichette alimentari sono una vera e propria “carta di identità” dei cibi.Ma quali sono i trucchi per leggerle senza rischiare di confondersi fra sigle, acronimi e tecnicismi?

Elisabetta Orsi, nutrizionista e naturopata, ha stilato una serie di consigli pratici in collaborazione con Giovanni Chiodaroli, Executive Chef di Love ITil primo Food Experience Store dedicato al Made in Italy.

 

Uova, meglio se Bio e da allevamento a terra.

Le uova apportano proteine nobili dall’alto valore biologico, complete cioè degli aminoacidi essenziali al nostro corpo. Preferitele daallevamento biologico, perché significa che la gallina ha avuto più spazio per muoversi. Inoltre, l’uovo “bio” ha assorbito più nutrienti e l’apporto di colesterolo è minore. Attenzione quindi che sull’etichetta compaiano le indicazioni: “0” biologico, “1” da allevamento all’apertoe “2” a terra.

I consigli dello Chef Chiodaroli: se volete preservare la consistenza della pasta fresca, fatela cuocere per 30 o 40 secondi al massimo

 

Latte, preferitelo fresco e di provenienza certificata.

Ricco di calcio e vitamina D, ma anche di vitamine del gruppo B, B2 e B12, A, fosforo, il latte fresco è preferibile a quello a lunga conservazione perché mantiene invariate le proprie vitamine. In etichetta è importante anche verificare il paese di mungitura e quello ditrasformazione – che possono non coincidere – e che il confezionamento sia avvenuto in ambiente asettico. È importate, inoltre, poter verificare i controlli a cui è stato sottoposto grazie ad una filiera di tracciabilità trasparente. Ovviamente, preferite latte da pascoli 100% italiani.

I consigli dello Chef Chiodaroli: per evitare la formazione di grumi durante la preparazione della besciamella non dimenticate di girarla sempre, dall’inizio alla fine della preparazione

 

Olio d’oliva? Si, ma spremuto a freddo.

L’Olio Extra Vergine di oliva (Evo) contiene lipidi, vitamina E e vitamina K, potassio, sodio, calcio, ferro e zinco e acido oleico, utile per migliorare i livelli di colesterolo ‘buono’ HDL. Meglio privilegiare la spremitura a freddo ed unicamente da metodi meccanici, ovvero senza l’utilizzo di solventi. Inoltre, la definizione di “categoria superiore” è sinonimo di qualità, così come la provenienza dall’Italia e dai Paesi dell’Unione Europea. Preferite l’Olio Evo conservato correttamente in bottiglie di vetro scuro.

I consigli dello Chef Chiodaroli: per dare maggiore cremosità alla pasta, aggiungete sempre un cucchiaio di olio al termine della preparazione.

 

Aceto balsamico? Sceglietelo Dop.

L’aceto svolge un’attività disinfettante e depurativa. Inoltre, grazie ai suoi sali minerali, come il potassio, contribuisce a combattere la ritenzione idrica e la cellulite. In etichetta è importante verificare da che tipo di prodotto proviene la fermentazione (vino, frutta, etc.), con preferenza per l’origine biologica. Nella scelta di un aceto balsamico di qualità è da preferire l’origine italiana, ancora meglio se diorigine protetta come quello di Modena, garanzia di qualità. È, inoltre, importante che non siano stati aggiunti solfiti, spesso anche segnalati come E221 ed E222, che possono provocare reazioni allergiche, mal di testa, e irritazioni gastriche.

I consigli dello Chef Chiodaroli: l’aceto non dovrebbe mai essere scaldato perché perderebbe tutte le sue proprietà organolettiche.

 

Pasta, meglio a lenta essicazione.

È la prima fonte di energia dell’organismo: costituita per quasi il 90% da amidi, contiene circa il 10% di proteine con medio valore biologico, fra le quali il triptofano, che stimola la produzione di serotonina regalando benessere. In etichetta è importante verificare sia la provenienza della semola che la sua località di produzione. Ad esempio: “pasta italiana prodotta con semola italiana da grano italiano”, oltre che il tipo di cereale utilizzato (100% semola di grano duro, parzialmente o totalmente integrale). Da preferire la pasta da aziende della tradizione italiana, con la lenta essicazione perché non altera la struttura del glutine e mantiene il più possibile intatte le caratteristiche organolettiche e nutrizionali del prodotto.

I consigli dello Chef Chiodaroli: per cucinare una pasta al top non esagerate mai con il sale e scolatela un minuto prima rispetto a quanto indicato sulla confezione.

 

Riso Arborio e Carnaroli, tracciabilità trasparente e italianità.

Il riso, più digeribile rispetto alla pasta grazie al suo amido in granuli, è tutto da gustare nelle sue diverse varietà.

Fra le più utilizzate in cucina, il Riso Arborio ed il Riso Carnaroli, ideali per i risotti. In etichetta è da preferire l’origine 100% italiana e latracciabilità completa del processo produttivo. La varietà Arborio, con chicchi grandi e nucleo ricco di amido, assorbe acqua e condimento più di altre varietà e questo le conferisce una particolare morbidezza al palato. Il Carnaroli, più dolce e sodo, tiene maggiormente la cottura.

I consigli dello Chef Chiodaroli: il Carnaroli è l’ideale per il risotto in quanto mantiene al meglio la cottura. Non eccedete mai con i sapori e completate la mantecatura lontano dal fuoco per non rovinare i chicchi. Otterrete l’onda perfetta.

 

Vino, un sorso di rosso artigianale contro I radicali liberi

Grazie al resveratrolo, il vino rallenta i processi d’invecchiamento cutaneo e i suoi tannini fanno aumentare i livelli di serotonina nel cervello, con effetto sedativo e antidepressivo. Mezzo bicchiere a pasto, possibilmente di produzione artigianalenon pastorizzato e rosso, è un elisir di benessere. In etichetta: oltre alla gradazione alcolica, controllare sempre l’origine e la varietà delle uve, la denominazione geografica protetta o indicazione geografica tipica, oltre al tipo di invecchiamento. Infine, l’indicazione della fermentazione in botti di legno è sinonimo di qualità, così come anche la segnalazione dell’esposizione del vigneto e della qualità/altitudine del terreno.Attenzione, infine, alla presenza in etichetta di solfiti o altri additivi.

I consigli dello Chef Chiodaroli: non fatevi mai mancare un bicchiere di buon vino durante ogni pasto. Esalteràil sapore di ogni pietanza.

 

Birra, preferitela artigianale e poco raffinata.

Derivante dalla fermentazione dei cereali, questa bevanda contiene una buona dose di vitamina B6 e B9, fibre utili per la digestione ed il transito intestinale. Ricca di antiossidanti, la birra rende più flessibili le arterie e migliora la circolazione ed il sistema cardiovascolare. In etichetta: oltre alla gradazione alcolica, è bene verificare la qualità della birra, la sua origine, ed il mix di cereali contenuti, preferendo ilmetodo di fermentazione artigianale. Il consiglio in più? Preferitela poco raffinata, da aziende agricole e del territorio, privilegiando la fermentazione in botti di legno. Attenzione alla presenza di additivi e alla presenza della descrizione in etichetta delle caratteristiche organolettiche del prodotto.

I consigli dello Chef Chiodaroli: ricordate di servire sempre la birra molto fredda. Farà la differenza!

 

Acqua, attenzione al residuo fisso.

L’acqua è un alimento indispensabile per i metabolismi organici e per il nostro benessere, non è un nutriente, non ha calorie, ma è vitale!  Di norma è meglio scegliere un’acqua oligominerale con un residuo fisso tra 250 e 500mg/L per garantire anche un minimo apporto di minerali. Per prediligere, invece, un’acqua leggera possiamo considerare un residuo inferiore ai 50mg/L e con un apporto ridotto di sodio, meglio se inferiore a 1mg/l. È consigliabile, inoltre, preferire le acque che hanno una quantità̀ di calcio maggiore di 250 mg per litro. Anche il contenitore è importante: ad esempio, il vetro colorato è ideale per la protezione della qualità dell’acqua ed il suo corretto mantenimento.

I consigli dello Chef Chiodaroli: quando preparate il caffè nella moka, utilizzate l’acqua della bottiglia. L’aroma ne guadagnerà.

 

Confetture di frutta, occhio agli zuccheri aggiunti e ai coloranti.

La differenza tra composte e confetture sta nel rapporto fra quantità di zucchero e frutta: la differenza la fa soprattutto la percentuale di frutta usata per il preparato, che deve essere almeno del 20 per cento per la marmellata, del 35 per cento per la confettura, del 45 per cento per la confettura extra. In etichetta: oltre a identificare la nomenclatura tra marmellata, composta, composta extra, leggere bene il frutto che compone il prodotto, la percentuale di frutta – meglio se di origine biologica – ma soprattutto la presenza di zuccheri aggiunti,eventualmente preferire lo zucchero di canna, evitando prodotti con conservanti coloranti – tra i più dannosi quelli denominati E220, 221… questi tipi di additivi oltre a provocare allergie, eruzioni cutanee, mal di testa, possono limitare l’assorbimento di vitamine importanti, come le vitamine del gruppo B.

I consigli dello Chef Chiodaroli: durante la preparazione di una crostata, aggiungete la marmellata a metà cottura altrimenti cuocerà troppo e diventerà troppo dura.

Commenti

commenti

Continua a leggere

NEWSLETTER

Iscriviti alla newsletter di Lifestyleblog.it
* = campo richiesto!

powered by MailChimp!

Classifica Musicale

Più Lette

X