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Il nuovo libro di Caterina Balivo: Detto Fatto – La casa stanza per stanza

Redazione

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Il primo di una serie di manuali legati a Detto Fatto, la trasmissione pomeridiana di Rai2 condotta da Caterina Balivo.

Se volete dare nuova vita a un mobile a cui siete affezionati o a una stanza, se volete coltivare con successo piante e fiori, se non riuscite a districarvi tra mille impegni e gli infiniti lavoretti di casa, ma soprattutto se siete stufi di spendere un patrimonio per pagare degli specialisti che facciano tutto questo per voi, questo manuale risolverà ogni vostro problema! Infatti, proprio come nella trasmissione in onda su Rai2, Caterina Balivo, con l’aiuto dei tutor del programma, vi insegna a cavarvela nella vita quotidiana e a risparmiare mettendo in campo tutta la manualità, creatività e praticità di cui non vi credevate capaci. Detto… Fatto!
CATERINA BALIVO (Napoli 1980) ha esordito in tv nel 1999 e da allora ha condotto moltissimi programmi Rai di successo tra i quali Uno Mattina, Festa Italiana e Pomeriggio sul 2, diventando uno dei volti più noti e amati della televisione italiana. Da marzo 2013 è protagonista del pomeriggio di Rai2, da lunedì a venerdì, con Detto fatto. Ha firmato con Craig Warwick il bestseller Tutti quanti abbiamo un angelo (Rizzoli 2011).

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Savino Zaba e il suo libro Parole parole…alla Radio

Bruno Bellini

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Alan Palmieri, Savino Zaba e Marco Montrone - Foto Lifestyleblog.it

Savino Zaba presenta il suo nuovo libro dedicato al mondo radiofonico

Savino Zaba nelle vesti di scrittore con il suo libro “Parole parole… alla Radio”. Ieri lo ha presentato nella città che lo ha lanciato radiofonicamente parlando, Conversano. Qui ha vissuto anni importanti della carriera prima del passaggio a Rai Radio 2.

Ad introdurre la presentazione del libro Marco Montrone ed Alan Palmieri, rispettivamente Presidente e Station Manager di Radionorba.

Un’interessante analisi dell’evoluzione radiofonica, accompagnata da dati e numeri, l’ha fornita Montrone il quale ha evidenziato l’importanza della radio nonstante l’avvento del web. Un’altra importante voce radiofonica ed importante testimonial della serata è Alan Palmieri che, oltre Radionorba, ha vissuto altre importanti esperienze lavorando al fianco di personaggi importanti come Claudio Cecchetto fino ad arrivare all’importante esperienza con Battiti Live, andato in onda anche su Italia 1.

La serata ha ripercorso l’evoluzione del mondo della radio tra aneddoti, ricordi e testimonianze audio. Il tutto raccontato nel sapiente e meticoloso lavoro scritto da Savino Zaba che ha dichiarato di essersi concesso questo regalo in occasione dei suoi primi trent’anni di radio: dagli esordi a Cerignola, il suo paese, fino ad arrivare in Rai.

 

Il libro Parole parole…alla Radio

Savino Zaba firma un saggio storico-linguistico sul linguaggio radiofonico dagli anni Venti ai giorni nostri, focalizzando la sua attenzione su tre rilevanti nuclei tematici.
Il primo si traduce nell’evoluzione storica del mezzo e, nel contempo, nello “stato dell’arte” dell’attenzione che i linguisti stanno dedicando al linguaggio radiofonico.
La seconda parte, dopo la necessaria contestualizzazione storico-letteraria di Carlo Emilio Gadda, si concentra su un approccio critico e linguistico del suo testo, Norme per la redazione di un testo radiofonico, del 1953.
La terza è il frutto di una riflessione sull’utilizzo della lingua da parte di alcuni dei personaggi più rappresentativi della radiofonia italiana.
L’autore offre uno squarcio del mondo radiofonico, coniugando in modo singolare l’excursus storico del linguaggio nel nostro Paese alle più preziose testimonianze a riguardo. Contiene stralci di conversazione con: Angelo Baiguini, Carlo Conti, Linus, Michele Mirabella, Riccardo Pandolfi, Rosaria Renna, Marino Sinibaldi, Enrico Vaime, Zap Mangusta.

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Le coincidenze non esistono (tutto attaccato) di Stefano Mastrolitti

Bruno Bellini

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La scomparsa di Stefano Mastrolitti ha lasciato un vuoto incolmabile nel cuore di chi ha avuto modo di conoscerlo ed apprezzarlo per i suoi modi di essere, per la sua simpatia e semplicità.
A pochi mesi dalla sua scomparsa, arriva il libro intitolato Le coincidenze non esistono (tutto attaccato)  (pp. 88, euro 12 Gelsorosso 2017). La presentazione avverrà mercoledì 18 ottobre al Nuovo Teatro Abeliano di Bari (inizio ore 20.3o)
“Questo libro è probabilmente quanto di più vicino ad un “testamento” di Stefano. Amava scrivere, era il suo modo per raccogliere e scolpire gli avvenimenti, i pensieri e soprattutto le emozioni forti, che viveva sempre con passione, quella di un bellissimo giovane uomo. I racconti di Stefano parlano di Amore con la A maiuscola. Innanzitutto di Amore per la vita, che, per una persona che soffre di bipolarismo, vale la pena di essere vissuta un giorno sì e l’altro no. La vita di chi vede la fuga come l’uscita di emergenza più vicina per scappare da una pressione incontrollabile. Stefano descrive un sorriso che interrompe il dolore all’improvviso… un dolore che però torna sempre, inesorabile, inevitabile, indomabile. Un uomo con una corazza solida e robusta, ma solo all’apparenza; in realtà l’involucro è sottile e scricchiola, continuamente. […] Il libro è un viaggio che parte dal cuore, per arrivare alla mente e ai pensieri di un uomo, che si è trovato, suo malgrado, a vivere un’esistenza sempre divisa in due, up&down, e ha percepito e amplificato ogni emozione come fosse l’impianto di un concerto rock”.
dall’introduzione di Daniele Tognacca, Direttore R101. Il volume di racconti Le coincidenze non esistono di Stefano Mastrolitti è stato  pubblicato per volere della famiglia. Non sarà ‘solo’ una presentazione, ma un momento di condivisione, ricordando Stefano. La voce di Vito Signorile darà vita alle parole dell’autore. Presenta la serata Enrico Fornaro. Interverranno Pietro Petruzzelli, Assessore allo Sport di Bari; Ughetta Radice Fossati e Felicia Giagnotti Tedone della Fondazione Progetto Itaca; Pietro Pepe, già Presidente del Consiglio Regionale Puglia e zio di Stefano. Le vendite del libro sosterranno “Progetto Itaca” Onlus, una Fondazione che promuove programmi di informazione, prevenzione, supporto e riabilitazione rivolti a persone affette da disturbi della Salute Mentale e alle loro famiglie.

Stefano Mastrolitti

Stefano Mastrolitti nasce a Bari nel 1984. Si laurea in Scienze della Comunicazione, nel 2006, col massimo dei voti, discutendo una tesi dal titolo “Newspaper movie. Il mito del giornalismo nel cinema”. Subito dopo la laurea, comincia a lavorare, prima a Roma al Ministero dell’Ambiente e dopo nella Epr (agenzia di comunicazione romana). Dal 2012 al 2014 lavora come speaker a Radio Norba, e poi a Milano in R101, dopo essere arrivato secondo al concorso RDS Academy. “Premio Michele Campione” nel 2012 per un servizio sui militari italiani in Kosovo e Primo classificato come miglior speaker del 2016 in un sondaggio promosso da lifestyleblog.it. Pensando di aver assolto al compito che gli era stato dato, ha scelto di andarsene il 9 maggio 2017, nel giorno in cui nella sua Città si celebra la “Festa dei Baresi” alla Sagra di San Nicola.

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Daniele Trematore e il suo libro su Ivana Spagna

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La passione e l’ammirazione per un artista è senza dubbio fonte di ispirazione: se poi aggiungiamo un vero talento nella letteratura l’ispirazione può trasformarsi in pure creatività artistica.

Daniele Trematore, torinese classe 1992, è un brillante leureando alla Facoltà di Filosofia di Torino, grande appassionato di Umberto Eco, amante della ricerca crictico-letteraria e soprattutto un grande ammiratore di Ivana Spagna.

Lo scorso anno Daniele ha debuttato come autore pubblicando un saggio sulla storia della semiotica, I paradossi della semiotica. Storia di un ostracismo (Aracne) e parallelamente un libro su Spagna, Ivana Spagna… Ritratto dell’artista da giovane. Quasi una biografia! con la GDE Edizioni Musicali di Roma ([email protected]). Quest’anno Daniele ha fatto uscire su Amazon la sua prima raccolta di scritti, Forchette, occhiali, bottoni, che raccoglie alcune riflessioni scritte su La Stampa a partire dal 2009 e vari interventi tenute da lui stesso nelle classi del mio ex liceo, con particolare riferimento ad Enrico Fermi.  Il prossimo libro in uscita è Nonno Eco. La letteratura spiegata ai ragazzi che verrà pubblicato da Titani Editori.

Daniele, quando nasce la tua passione per Ivana?

Ho scoperto Ivana Spagna ascoltando la sua voce. Era l’inizio del 2006, avevo quattordici anni, e lei era da poco uscita con un singolo dal forte impatto sociale, A chi dice no, che mi colpì molto. Ricordo di essere rimasto molto affascinato dalla profondità e dalla circolarità della sua voce e dal suo timbro originalissimo. Quell’anno poi avrebbe partecipato anche al Festival di Sanremo di Panariello e a Music Farm, il reality show musicale condotto da Simona Ventura, e furono proprio queste due occasioni a farmela conoscere.

 

Una grande passione ma anche un progetto editoriale: raccontaci la genesi di questo libro.

Ho scritto questo libro, come direbbe Umberto Eco, per liberarmi da “numerose e antiche ossessioni”. Il primo nucleo è stato digitato nel vero senso della parola su un iPod durante un lungo viaggio in treno da Rimini a Lecce. Era l’estate del 2011. Nei cinque anni successivi mi sono creato un mondo e il libro è venuto quasi da sé, finché nel 2016 mi sono deciso a pubblicarlo in occasione dei trent’anni di carriera di Spagna. Ho preso in prestito il titolo da un libro di Joyce, Ritratto dellartista da giovane: mi piaceva l’idea di raccontare Spagna come una Stephen Dedalus dei nostri giorni, che a un certo punto della sua vita scopre la passione per il canto e poi – come Dedalus che da Dublino progetta di partire per Parigi – si trasferisce a Los Angeles alla ricerca di se stessa e di una nuova sensibilità musicale. Insomma, ciò che mi interessava era indagare la formazione artistica e intellettuale di un’artista a tutto tondo – cantante, scrittrice, pittrice – che ha fatto dell’arte non soltanto un mestiere, ma uno stile di vita e un modo di rapportarsi con il mondo.

Quando hai incontrato Ivana per la prima volta?

Due anni dopo averla “scoperta”. Mi feci portare da mio padre a Sanremo. Quell’anno Spagna non era in gara, ma era stata chiamata come ospite da Loredana Bertè. Grazie a Ugo Cerruti riuscii ad avere un incontro nella sua camera d’albergo. Lei mi accolse con una vestaglia verde e con un sorriso bellissimo. E mi diede uno scoop: quella sera avrebbe ricantato Musica e parole con la Bertè. Da parte mia fu amore a prima vista!

Recentemente hai presentato il libro in un evento pubblico: raccontaci questa esperienza!

Sì, ho presentato il libro a Mattie, un caratteristico paesino della Val di Susa. Vorrei ancora ringraziare l’amministrazione comunale per aver accolto con entusiasmo questa serata, che è stata un vero e proprio spettacolo tra ascolto di audio, visione di filmati e letture tratte dall’autobiografia di Spagna, Quasi una confessione!, che ho voluto richiamare anche nel sottotitolo del mio libro con quel Quasi una biografia!. Parlare delle sue canzoni dedicate al popolo tibetano e sentire riecheggiare la sua voce in tutta la piazza è stato emozionante.

A quali progetti editoriali stai lavorando?

Vorrei continuare a raccontare Spagna. Nel frattempo sto per pubblicare la mia tesi di laurea, ma il progetto a cui sto dedicando tutte le mie energie e che vedrà luce a breve è Nonno Eco, un dialogo (diventato purtroppo impossibile) tra Umberto Eco e un ragazzo su filosofia, semiotica e letteratura. È un libro a cui tengo molto, frutto di un lavoro che ho svolto in alcune classi del liceo “Gioberti” di Torino, in cui ho cercato di raccontare la figura di Eco attraverso le sue “ossessioni”: la nebbia, il Medioevo, la lista… Tra le cose che ho imparato da lui e che ho tenuto presente per il libro su Spagna è che con la cultura ci si può anche divertire e che si può parlare di tutto perché ciò che conta non è l’oggetto, ma lo sguardo. E vorrei lasciarti proprio con un suo motto: “Scherzare sì, ma seriamente”.

Hai un desiderio per questo libro?

Certamente: una bella presentazione insieme a Ivana! Un sogno che spero si possa realizzare. Proprio in questi giorni l’ho incontrata poco prima di un concerto a Nichelino (To) e abbiamo parlato del “nostro” libro.  Vedremo in futuro.

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