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Rossella Regina, ex Got talent 2013, consegna i proventi del suo calendario benefico a Fondation Viviane

Redazione

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E teatro della singolare consegna non poteva se non essere Bologna, la città che ha adottato la cantante-comica calabrese (originaria di Laino Borgo, CS), rivelazione di ‘Italia’s got talent 2013. E’ qui, infatti, che la promettente Diva del piccolo schermo, unitamente ad Andrea Nobili, Presidente di Lavoro e Riabilitazione (www.lavoroeriabilitazione.org), l’Associazione bolognese che ha spalleggiato l’iniziativa della celebre ‘parrucca rosa’, hanno incontrato Viviane Phemba Tsasa, ideatrice dell’omonima Fondazione (www.fondationviviane.org), per la consegna dei € 955 raccolti a fronte della diffusione del calendario di beneficenza per il quale l’ex Got Talent  ha posato in abiti etnici, opera di due neo diplomate degli Istituti cittadini Aldrovandi-Rubbiani.

Massima soddisfazione espressa da parte di entrambi i Presidenti delle due Associazioni coinvolte, a cui fanno eco le parole della soubrette d’adozione felsinea: Certo che è una gran bella soddisfazione – commenta Rossella – ma si poteva fare certamente di più, soprattutto se un numero maggiore di organi di stampa – conclude piccata – avesse contribuito a dare il giusto risalto all’iniziativa, senza etichettarla indirettamente quale ‘solidarietà di classe B’.

La cifra, consegnata nelle mani dell’italo-congolese Viviane Phemba Tsasa, sarà investita nella finalizzazione del progetto di costruzione di un Ospedale di Riabilitazione a Kinshasa, sede della Fondation, specializzato nelle cure mediche dei piccoli ospiti a cui Viviane presta soccorso nelle sue strutture.

Diciamo che accanto alla missione riabilitativa – ci confida Viviane – che è alla base della genesi della Fondation, negli ultimi anni si è fatta strada anche quella dell’accoglienza, che si è concretizzata in un orfanotrofio presso cui vengono ricoverati quei piccoli ospiti della Fondation che approdano in loco per problemi fisici e vengono, poi, abbandonati – racconta con vivo trasporto.

E da 30 piccoli ospiti che l’orfanotrofio potrebbe ospitare, il numero è già raddoppiato tanto che l’ufficio stesso di Viviane, come ci conferma, è stato trasformato in un dormitorio.

Il Congo è un Paese dove non è previsto aiuto per ‘il sociale’ – continua l’indefessa Viviane – e dove vige l’arte di arrangiarsi. E’ in virtù di ciò, per altro – ci racconta – che ho deciso di prendere contatti con le Università italiane nell’ottica di sondare la fattibilità di progetti in partnership con la Fondation, che possano portare in loco studenti volenterosi di vivere un’esperienza ricca tanto a livello di studio – oltre all’aspetto medico-sanitario, scopriamo che la Fondation è anche sito d’interesse per agronomi e veterinari –  che umana, e che punti a formare e motivare le professionalità congolesi presenti sul territorio.

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